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Novi, Ghizzoni: “A fianco delle donne immigrate per cambiare”

La deputata Pd: “Riprendere il cammino che, nella passata legislatura, aveva portato alla Carta dei Valori voluta da Giuliano Amato che sanciva l’uguaglianza tra uomo e donna”. «Il brutale assassinio di Begm Shnez e il grave ferimento della figlia ci lascia tutti sgomenti. In questo momento il nostro pensiero va a Nosheen, che combatte tra la vita e la morte in un letto d’Ospedale, e alla vita spezzata di sua madre, uccisa da una violenza brutale che non ha, e non avrà mai, nessun tipo di giustificazione. Prima che culturale o religiosa questa è violenza sulle donne, che trova la sua causa nel mancato riconoscimento, da parte dell’assassino, dei diritti inalienabile della donna alla libertà e a decidere in autonomia. Episodi così tragici ci ripropongono ancora una volta il tema difficile di come realizzare l’integrazione culturale e sociale con alcuni componenti delle comunità pakistane, fortemente legati alla mentalità patriarcale. È noto che le radici di questa mentalità hanno origine dal sistema delle caste chiuse e da un mondo rurale in cui far sposare la figlia …

"Ma il vero scontro sarà sul processo breve", di Amedeo La Mattina

Nel retropalco, prima e dopo che parlasse Berlusconi, non trovavi un solo dirigente pronto a scommettere un euro sulla possibilità di trovare un accordo con Fini. Nemmeno un euro che la legislatura possa andare oltre la prossima primavera. Tuttavia il problema è che tanto il premier quanto il presidente della Camera hanno bisogno di tempo per ragioni opposte. Il primo deve ridare smalto al suo partito, a quel Pdl che ha perso consensi al Nord e al Sud. E deve recuperarlo con una nuova comunicazione su cosa ha fatto il governo in questi ultimi due anni, con una mobilitazione militante annunciata ieri dallo stesso Cavaliere dal palco del Castello Sforzesco. Ma soprattutto con qualche bel provvedimento economico che dia ossigeno a imprese e a famiglie. E’ Fini però che ha più bisogno di tempo per mettere in campo il suo partito e farlo crescere, succhiando amministratori, giovani e scontenti dalle fila del Popolo della Libertà. «Il tempo – spiegava Denis Verdini – fa danno più a noi. Non possiamo rimanere inchiodati a loro gioco: noi …

"Alla sinistra della delusione", di Ilvo Diamanti

A sinistra del centrosinistra i consensi crescono. Ormai si aggirano intorno all´11%. Più che di una novità, si tratta di un ritorno. Alle elezioni politiche del 2006, infatti, le formazioni a sinistra della sinistra (da qui: Sinistra) avevano, infatti, superato il 10%. In termini assoluti: circa 3 milioni e 900mila voti. Alle consultazioni del 2008, però, quest´area si riduce al 3%. Tutti compresi: Rc, Comunisti Italiani, Verdi, più le nuove formazioni uscite dai Ds dopo la nascita del (e la confluenza nel) Pd. Il che significa: 7 punti percentuali e 2 milioni e settecentomila voti meno del 2006. Più che un calo: un tracollo. Le cui ragioni sono diverse e, in parte, note. 1. In primo luogo, la strategia del Pd di Veltroni, che – come Berlusconi – interpreta il bipolarismo in senso bipartitico – o quasi. Da un lato il Pdl insieme alla Lega, dall´altro il Pd alleato con l´Idv di Antonio Di Pietro. La legge elettorale, che premia la coalizione vincente, spinge molti elettori della Sinistra – per non “sprecare” il voto – …

Le critiche spaventano Palazzo Chigi il premier accelera sul "piano per la vita", di Francesco Bei

L’articolo dell’Osservatore Romano, quelle critiche pungenti alle “deplorevoli battute” del premier, hanno fatto suonare l’allarme a palazzo Chigi. È la prima volta che l’organo della Santa Sede, non Famiglia Cristiana o l’Avvenire, prende le distanze dalla leadership di Silvio Berlusconi, criticandolo in maniera diretta. E questo nonostante Gianni Letta, fin dal giorno prima, avesse chiamato il cardinal Bertone per provare ad attutire l’impatto della notizia. Spendendosi anche con Berlusconi per offrire alla controparte un comunicato di (timide) scuse. Nelle stanze vaticane non si fa mistero della “amarezza” suscitata dalla barzelletta di Berlusconi, con quella bestemmia finale. “Non potevamo fare altrimenti, era inevitabile reagire”, dicono fonti vicine alla segreteria di Stato. Anche per non apparire reticenti rispetto all’Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani, che già dal mattino si era scagliato con molta durezza contro Berlusconi. Tanto che, in questa micidiale serie di colpi al premier, qualcuno ci legge anche l’esito di una partita interna alle gerarchie, con la Cei di Bagnasco – più fredda con il Pdl e favorevole al disegno di Casini – che detta …

Bersani: "Subito al Quirinale. Basta cricche e barzellette"

Il governo «va avanti traccheggiando». Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, prima di intervenire alla scuola di politica del Pd replica al ministro Maroni: «a vedere la situazione bastano 3 minuti, non c’è bisogno di 3 settimane». «Con la fiducia hanno fatto una operazione non onesta perchè il paese non ha bisogno di traccheggiamenti». «Questo governo – afferma il leader Pd – non è in condizione di governare. Davanti ad un Paese che ha un milione di problemi sarebbero stati onesti a dirlo in Parlamento. E invece cercano di traccheggiare. Si rimettano al Capo dello Stato perchè così non si può andare avanti». Bersani assicura che il Pd «è assolutamente pronto al voto». «Siamo un partito europeo e come i laburisti inglesi si sono divisi al congresso e poi riuniti». Funziona così, spiega Bersani, «nei partiti che non hanno un padrone». Basta barzellette Il Paese «è stato deformato da elementi di corruttela le leggi speciali hanno generato cricche perchè le leggi le hanno fatte le cricche. Basta barzellette, ci vogliono regole, onestà, legalità e …

"Le anti-Adro, dove a vincere è il tricolore", di Paolo Berizzi

In principio fu la signora Lucia. Correva l´anno 1997 quando, alla prima performance del suo cursus honorum di “resistente” antipadana, l´ormai mitologica patriota veneziana Lucia Massarotto esibiva il tricolore sul balcone di casa facendo imbestialire il popolo leghista radunato sul sacro suolo di Riva Sette Martiri. Ora la “signora della bandiera” non può più prodursi nel suo numero (urticante per i leghisti) di fiera oppositrice della padanizzazione: è stata sfrattata da casa. Persino Bossi ha smussato l´avversione verso di lei. In compenso da quel giorno di 13 anni fa – in un meccanismo quasi surreale per cui a fare notizia, soprattutto al Nord, non è più tanto l´ostensione del Sole delle Alpi e di altri simboli della Lega ma quello del vessillo che rappresenta l´unità nazionale – la signora Lucia ha fatto scuola. Si sfoggia sempre più spesso il tricolore per reazione al marketing padano, per opporsi alla deriva della monocultura cromatica del Carroccio e ribadire, sembra incredibile, che il territorio del Nord-Italia è Italia e non Padania. Nei vessilli e nelle leggi. La bandiera …

"La forza degli sconfitti", di Barbara Spinelli

Non molti mesi fa, quando Angela Merkel fu catturata da calcoli politici talmente piccoli e brevi da perdere di vista l’interesse del proprio stesso Paese al salvataggio europeo della Grecia, il filosofo Jürgen Habermas scrisse un articolo importante sulla Zeit, il 20 maggio, in cui la mise in guardia da una paura comune a tanti europei: «Il timore delle armi di distruzione di massa che sono i tabloid popolari non vi fa vedere le armi di distruzione di massa dei mercati finanziari». È una paura introversa, nazionalista, che rischia soprattutto di vanificare quello che per mezzo secolo è stato in Germania il principale punto di forza, appreso secondo il filosofo grazie all’Olocausto: un’attitudine popolare diffusa a mutare mentalità, ad assumersene le «fatiche infinite», a riconoscere che esistono necessità che generano nuove libertà. La Repubblica Federale nacque con queste qualità. Edificò con Parigi l’Europa, forte delle istituzioni federali che perfezionò in patria e che facilitarono un pensiero post-nazionale. Si accinse all’immane impresa dell’unificazione, di cui oggi celebra il decimo anniversario, e che ebbe costi altissimi: in …