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"Adro e Varese: Pd alla riconquista del Nord", di Gianni Del Vecchio

Le regioni settentrionali non sono esclusivo appannaggio della Lega, il partito di Bersani si muove. Si comincia da Adro. Il paesino bresciano di seimila anime può diventare il luogo dove ha inizio la campagna di riconquista del Nord lanciata dal Partito democratico. Qui infatti la Lega ha passato il segno, arrogandosi il diritto di entrare in una scuola pubblica con i propri simboli. L’istituto “Gianfranco Miglio” è infatti tappezzato in ogni dove con il verde “Sole delle Alpi”, dall’ingresso al tetto, passando per banchi e panchine. Con il sindaco del Carroccio, Oscar Lancini, che rivendica con orgoglio una scelta stilistica quanto meno di parte. Ad Adro, appunto, il Pd locale ha organizzato per sabato un presidio dalle 9 alle 12, assieme al popolo viola, all’Idv e altre associazioni, ma soprattutto assieme a tanti cittadini che non hanno tessere di partito in tasca. Un modo per difendere quel che rimane della scuola e della laicità delle istituzioni, a cui guardano con un certo interesse anche i finiani lombardi, che nei giorni scorsi hanno bollato come inaccettabile …

"La donna dell'Onorevole", di Natalia Aspesi

È vero: non hanno tempo; han mogli che li tengono d´occhio; sono quasi sempre bruttini o bruttissimi; ce ne è che sono anche alquanto impacciati; poi non sempre la sposa legittima ha voglia di frustarli, oppure coglie l´occasione per farlo però con troppa foga. Ma non basta una collanina, qualche bigliettone, un bilocale, una boutique? È proprio necessaria una carica partitica, politica, istituzionale, parlamentare, governativa? Sono così mal ridotti gli uomini di potere da dover acquistare sesso a un prezzo così esagerato? Esagerato non per loro, certo, che anzi se la cavano gratis: diciamo per il Paese che già ne paga anche troppi. È probabile che le poche signore inserite nella vasta rete dei (quasi sempre) piccoli poteri pubblici, siano del tutto irreprensibili e che le leggende a loro riservate di vite precedentemente porchissime siano dovute all´invidia di quelle che, pur affrontando stoicamente gli sbandamenti sessuali di ingordi e frettolosi boss, a loro volta messi lì per meriti speciali tipo servilismo, più che una comparsata in una brutta fiction non hanno ottenuto: dopo tanta fatica! …

"Una bicameralina mezza vuota", di Raffaella Cascioli

Tutto l’impianto del federalismo fiscale ogni giorno di più mostra le sue difficoltà. Un conto è vendere al nord il sogno federalista della premiata ditta Bossi-Calderoli, un altro è sventolare la bandiera di un federalismo tutt’altro che perequativo della coppia Calderoli-Tremonti. Tanto più in tempo di crisi (politica quanto economica). La Lega cerca di fare l’una e l’altra mossa ma il percorso che ha davanti è accidentato sia sul piano della tempistica, sia per i numeri della maggioranza, sia per quel che riguarda le cifre (poche) inserite nei decreti. Il Carroccio, però, ha deciso di gettare il cuore oltre l’ostacolo scommettendo su un iter accelerato del federalismo che consenta di portare in consiglio dei ministri i due decreti più corposi: quello sui costi standard della sanità e quello relativo al fisco regionale. Obiettivo di Calderoli e Tremonti è far passare i due provvedimenti a palazzo Chigi prima del discorso di Berlusconi alle camere previsto per fine mese, mettendo così in salvo i due decreti rispetto ad eventuali turbolenze politiche e a possibili scenari governativi diversi …

"Un errore spaccarci adesso basta col virus autodistruttivo", di Giovanna Casadio

Franceschini gelido con Veltroni: in una fase di crisi si deve lavorare col segretario. Non ho mai conosciuto leader senza limiti, ma preferisco lavorare per correggerli anziché denunciarli sui giornali Un documento ora serve solo a fare una conta. Walter candidato premier alle primarie? Se la legislatura arriva a scadenza le primarie saranno nel 2012. Parlarne ora è un altro modo per farsi male da soli. Una giornata di riunioni e colloqui per Dario Franceschini, il leader della minoranza Pd che questa volta non è d´accordo con Veltroni, di cui è stato vice e poi successore alla segreteria del partito. Onorevole Franceschini, dopo tanta stima e amicizia tra lei e Veltroni è sceso il gelo? «L´amicizia e la stima sono un´altra cosa e restano intatte. Io faccio una valutazione politica. Ci troviamo in modo imprevisto in una crisi profonda e irreversibile del centrodestra e del modello berlusconiano della destra. Una frattura che potrà essere accompagnata nelle prossime settimane da alti e bassi ma che è irrecuperabile. Siamo in un paese pieno di tensioni sociali, coperte …

"Patto fragile per una tregua fragilissima", di Marcello Sorgi

La passeggiata nel Transatlantico di Niccolò Ghedini e Giulia Bongiorno, i due “dottor Sottile” di Berlusconi e Fini, non ha, per il momento, avuto alcun effetto pratico se non quello di dare platealmente la sensazione di un inizio di disgelo tra i due fronti in guerra da mesi. Se hanno avuto incarico dai loro leader di incontrarsi, e se tocca a loro anche stavolta trovare un punto d’intesa, Ghedini e Bongiorno, come hanno fatto tante volte, lo troveranno. Il terreno del possibile incontro è stato individuato nel lodo Alfano costituzionalizzato, cioè nell’elevazione di rango della norma che la Corte costituzionale bocciò meno di un anno fa motivando la sua sentenza con il fatto che una legge normale non poteva modificare di fatto la Costituzione, reintroducendo l’immunità che era stata cancellata dopo Tangentopoli con la riforma dell’articolo 68. Maturata mentre ancora continua il mercato delle acquisizioni (dopo lo sgonfiamento della “legione straniera” di Berlusconi, ieri si parlava di altri due del Pdl in marcia verso Futuro e libertà) il pre-accordo raggiunto dagli avvocati-deputati sulla materia del …

"«Bordello Italia». Così secondo Foreign Policy il Belpaese è sceso all'inferno", di Elysa Fazzino

L’Italia è “The Bordello State” e con il primo ministro Silvio Berlusconi ha fatto la sua discesa nell’Inferno. Lo scrive la rivista americana Foreign Policy in un’amara analisi di James Walston che attacca il premier e dipinge un quadro scoraggiante della politica e dell’economia italiana. Walston ripercorre i versi di Dante “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello!” (Purgatorio, Canto VI) e ricorda l’appello lanciato nell’ultimo libro, postumo, dell’economista Paolo Sylos Labini (“Ahi Serva Italia, un appello ai miei concittadini”). Il suo appello – si legge su FP – era la difesa dell’economia di mercato e delle sue regole… «gli enormi conflitti d’interessi del primo ministro e miliardario italiano Silvio Berlusconi si sono fatti beffe di queste regole». Dopo una frecciata sulla sua vita privata – «le residenze del primo ministro sono diventate bordelli – e non solo metaforicamente» – Berlusconi viene bersagliato per la sua mancanza di leadership, evidente già a fine luglio, ma oggi ancora più palese: nell’ultima quindicina di giorni «la …

"L'anniversario della Disunità" di Adriano Sofri

Tutto alla rovescia. L’Italia è sfatta, basta finir di disfare gli italiani. Si intitolarono piazze, anche la più bella, a Trieste, all’Unità d’Italia. Sembrerà almeno un po’ buffo correggere in “Piazza Divisione d’Italia”. Ma qualcosa bisognerà inventare, perché nel riavvolgere il Risorgimento all’indietro siamo andati lontano. E la celebrazione del prossimo anno sarà una commemorazione. Dice Bossi che il federalismo è cosa fatta. Il federalismo no, e Cattaneo è solo usurpato: ma uno sgretolamento avaro e rancoroso sì, e abbastanza irreversibile. In certe reazioni il sindaco Vassallo ammazzato ad Acciaroli è sembrato affare riservato al già Principato inferiore del Cilento. Perfino l’antica guerra fra cultori del Risorgimento e suoi detrattori in nome delle insorgenze e della conquista coloniale del Sud, benché riesacerbata, va ormai fuori bersaglio. Quella era una storia fratricida dunque anche fraterna. Fratelli d’Italia, anche l’un contro l’altro armati. Carlo Pisacane, biondo e socialista e martire (a Sanza, il lato del Cilento dirimpetto a Pollica) aveva un fratello, Filippo, rimasto, lui, ufficiale borbonico, e fra i due non venne mai meno mai l’affetto …