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Sparare si può? «Pensavano fossero migranti», di Umberto De Giovannangeli

«Io immagino che abbiano scambiato il peschereccio per una nave di clandestini». Parola di Roberto Maroni, ministro dell’Interno della Repubblica italiana. Parole incredibili. Parole agghiaccianti. L’«immaginazione» del titolare del Viminale rimanda a scenari inquietanti. A non detti terrificanti: hanno scambiato il peschereccio (italiano) per una nave con clandestini. Domanda: signor ministro, ma su una nave di clandestini è lecito, giustificabile, sparare mitragliate ad altezza d’uomo? E farlo usando motovedette regalate dall’Italia al «Gendarme del Mediterraneo», al secolo Muammar Gheddafi? Domande che restano senza risposta. Per il Governo italiano gli spari contro il peschereccio «Ariete» sono da considerare un «incidente». SOLO UN INCIDENTE «Penso che si sia trattato di un incidente grave, ma pur sempre un incidente: studieremo le misure perché non accada più, quello che è successo l’altro ieri sera (domenica, ndr) è un fatto che non doveva accadere e la Libia si è scusata», ripete Maroni a Mattino5. Un incidente… Ben diversa è la valutazione della Procura di Agrigento. Danneggiamento di navi e tentativo di omicidio plurimo aggravato: sono i reati ipotizzati, contro ignoti, …

Debito record

ll debito pubblico italiano tocca un nuovo record: 1.838,296 miliardi di euro. Francesco Boccia: “I dati di Bankitalia confermano ciò che diciamo da mesi. Se veramente hanno intenzione di andare avanti così, fra tre anni saremo alla bancarotta”. Brutte notizie da Via Nazionale: il debito pubblico italiano, a luglio di quest’anno è salito rispetto a giugno e ha toccato un nuovo record, a quota 1.838,296 miliardi di euro; il dato è contenuto nel supplemento del Bollettino statistico della Banca d’Italia dedicato alla Finanza pubblica. A giugno, il disavanzo era pari a 1.822 miliardi di euro, mentre un anno fa (luglio 2009), si attestava a 1.754,7 miliardi. In dodici mesi l’aumento è dunque di 83,596 miliardi, pari al 4,76%. Nello stesso periodo, l’aumento del Pil è stato di circa l’1%: inevitabile pertanto che il rapporto deficit-Pil sia peggiorato. Sul fronte delle entrate tributarie, il saldo è negativo: sempre secondo Palazzo Koch, nelle casse dello Stato sono affluiti a luglio 36.225 milioni di euro; erano stati 41.116 a giugno e 37.905 a luglio dell’anno scorso 2009. A …

Frattini sta con la Libia (che forse spara agli immigrati)

Il governo dà la colpa al peschereccio e rafforza i dubbi sui sistemi di Tripoli. Il ministro degli esteri Frattini riferirà oggi in parlamento su quanto è successo domenica fra la Sicilia e la Libia. Nel frattempo, però, dà la colpa al peschereccio italiano: «Sapeva benissimo di pescare illegalmente». La tesi sostenuta dai libici, i quali rivendicano una competenza territoriale sul Golfo della Sirte che la comunità internazionale non riconosce. E il ministro dell’interno cerca di derubricare tutta la vicenda a semplice incidente, smentito dal comandante del peschereccio italiano aggredito dai libici. E spiega che forse c’è stato un errore di interpretazione: «Posso immaginare che abbiano scambiato il peschereccio per una barca con a bordo clandestini». Parole che suscitano inquietudine e il sospetto, nell’opposizione dem, di eventuali accordi segreti che possano autorizzare l’uso delle armi nei confronti dei clandestini. da Europa Quotidiano 15.09.10 ****** “Gheddafi dilaga, nessuno lo ferma. E la Cei è dura”, di Fabrizia Bagozzi Il comandante del peschereccio: «Sapevano che eravamo italiani» Il ministro egli esteri riferirà oggi alla camera su ciò …

"La lezione del Presidente", di Massimo Giannini

La democrazia rappresentativa intesa come premierato di comando. Il consenso popolare declinato come assenso populista. Il Parlamento svilito a gran bazar. Nella fase discendente del ciclo berlusconiano, tocca ancora una volta al Capo dello Stato l´esercizio di una “pedagogia repubblicana”, senza la quale l´Italia di oggi rischierebbe una deriva sudamericana. A Salerno, dove nel ´44 Palmiro Togliatti annunciò la sua “svolta” contro il fascismo, Giorgio Napolitano impartisce la sua “lezione” al berlusconismo. È prima di tutto una lezione di ordine politico. Non è vero che il ricorso al popolo è sempre «il sale della democrazia», come hanno ripetuto spesso in queste settimane il Cavaliere e i suoi scudieri. E non è vero che il ricorso al popolo «è il balsamo per ogni febbre». Il messaggio del presidente della Repubblica è chiarissimo. Ha una portata generale: in democrazia la sovranità appartiene certamente al popolo, che tuttavia la esercita nei modi e nelle forme previsti dalla Costituzione. Ma ha anche una portata specifica: nelle condizioni attuali, non si può immaginare di risolvere un problema interno alla maggioranza …

"No del Pd allo scambio lodo-Mattarellum e riparte la corsa per salvare il Cavaliere", di Liana Millella

Non è neppure cominciata, perché era nelle intenzioni del Cavaliere, ma è già finita. La trattativa per ottenere dal Pd il voto favorevole sul lodo Alfano costituzionale in cambio del ritorno al Mattarellum frana sul niet senz´appello del segretario Pierluigi Bersani. Quando glielo chiedono reagisce inorridito («Mai sentita una cosa del genere, e se la sentissi la liquiderei subito»). Il tentativo berlusconiano di guadagnare un assist ed evitare il referendum sullo scudo per congelare ben tre processi si arena sul freddo stupore, quasi un ribrezzo, di Anna Finocchiaro, la presidente dei senatori democratici: «Per favore, non scherziamo. È una cosa che non esiste. Non sta né in cielo né in terra che noi ci si abbassi a un baratto con la maggioranza su questioni di così grande importanza per il Paese». E allora, se le cose stanno così, tocca rimboccarsi le maniche. Lo fa il Guardasigilli Angelino Alfano. Lo fa l´avvocato del premier Niccolò Ghedini. Lavorano per escogitare la strada giusta per risolvere una volta per tutte il dramma giudiziario del loro capo. Tra dubbi, …

"Un compromesso per la legge elettorale", di Michele Ainis

Doveva risuonare la voce d’un inglese, per raccontarci come siamo fatti noi italiani. Nell’editoriale pubblicato ieri dalla Stampa, Bill Emmott ce l’ha cantata chiara: lasciate perdere il maggioritario, dalle vostre parti non funziona. Ha generato coalizioni artificiali, governi instabili, e in conclusione zero riforme. Meglio per voi il proporzionale, anzi un proporzionale perfetto, all’irlandese. Così ogni idea, ogni opinione, ogni cultura potrà specchiarsi in Parlamento. Senza nessuna camicia di gesso, che tanto va poi regolarmente in pezzi al primo starnuto. La diagnosi di Emmott riecheggia una lezione che fu di Montesquieu: sono le leggi che devono adattarsi agli uomini, non gli uomini alle leggi. Sicché nessun vestito normativo è buono in assoluto, dipende dalla taglia del popolo che dovrà indossarlo. Anzi: secondo Montesquieu dipende anche dal clima, dal territorio, e naturalmente dalla storia. La nostra storia racconta un’Italia dei Comuni mai del tutto tramontata, tant’è che ne sopravvivono 8 mila, ciascuno rivale dell’altro. Ma se è per questo, sopravvive inoltre una congerie di corporazioni, lobby, sindacati, ordini professionali. E naturalmente di partiti, dentro e fuori …

Il mercato di riparazione

Escono i finiani dalla maggioranza, entra un manipolo di impavidi legati al segretario del Pri, Nucara. È completata la campagna acquisti per un governo fallimentare. Chi saranno i nuovi Ibrahimovic e Robinho? È arrivata la carica dei 20. Se una volta erano 101, oggi ne bastano solo un quinto per sorreggere Silvio Berlusconi da possibili cadute della maggioranza. La fuoriuscita di Fini e dei suoi alleati è stata arginata con un abile mercato acquisti di riparazione. Parallelamente agli affari nel mondo del calcio, il buon Silvio si assicurava i vari Ibrahimovic e Robinho anche in Parlamento per poter finalmente affermare: i numeri ci sono si va avanti! Un gruppo di responsabilità nazionale, così è stato definito il manipolo di impavidi portatori di ossigeno dal loro portavoce, il segretario del Pri, Francesco Nucara. Sui i nomi c’è ancora un riserbo di facciata, ma sembra chiaro che siano le stesse persone che fino ad oggi, dal Gruppo Misto in Parlamento, hanno votato, tranne poche eccezioni, sempre a favore del governo. “Berlusconi non mi ha offerto nulla. Sono …