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"Quei rapporti malsani fra politica e istituzioni", di Stefano Rodotà

Cogliamo quasi ogni giorno i frutti avvelenati di una ormai troppo lunga stagione di rapporti malsani tra politica e istituzioni. È una storia che non può essere identificata solo con il tempo del berlusconismo, e che ha molti attori. Picconatori, cultori delle spallate referendarie, riformatori inconsapevoli degli effetti “di sistema” delle loro iniziative, idolatri di un bipolarismo contemplato senza tener conto della crescente personalizzazione della politica e del ruolo determinante giocato dal sistema dell´informazione… È una storia destinata ad accompagnarci ancora se si continuerà a parlare molto di riforme istituzionali da fare e si rifletterà poco sugli effetti di quelle fatte. E l´accelerarsi della crisi rende più urgente la riflessione su questi problemi, che sarà più libera se si scioglierà il nodo della riforma elettorale. Qualche sprazzo di consapevolezza si è appena manifestato, tra mille prudenze e imputando ogni male alla “porcata” elettorale, ma cominciando comunque a registrare l´impossibilità di continuare a vivere nell´attuale forma del bipolarismo aggressivo. Se non è l´ammissione di un fallimento, è qualcosa che gli assomiglia molto. E tuttavia si tratta …

"Il cambio d´abito dell´ultima ora", di Francesco Merlo

Non sono i voltagabbana e neppure i traditori, sono i topi che per tutta la vita aspettano il loro pezzo di formaggio e, come si addice ai topi vengono fuori solo quando la nave affonda, ballano tra le macerie della politica, mangiano pietanze di risulta: una fetta tagliata male, un sufflé sgonfiato, una panna smontata, roba comunque commestibile e ancora gustosa. Berlusconi fa il casting, qualche volta applica un tariffario, qualche altra si limita a spostare gli ascari da un casella all´altra, sa come solleticare le vanità, fa i conti, somma e sottrae, promette e divide, consegna la propria forza alle loro debolezze. Francesco Nucara, per esempio, che finalmente va e viene da Palazzo Chigi e da Palazzo Grazioli, era già alloggiato con Berlusconi, ma solo adesso ha smesso la vita grama che gli toccava quando il governo era solido. Il suo compito storico era infatti quello di trascinare malinconicamente ai margini del centrodestra l´identità polverosa del Partito Repubblicano. Perciò scriveva comunicati stampa che nessuno mai leggeva, inutilmente si offriva ai talk show, era come …

L’amico Gheddafi, grato, ci spara con le nostre armi

Dall’incidente nel Mediterraneo nuove polemiche sugli accordi col rais. Secondo la Capitaneria di porto di Mazara, i libici «hanno sparato per colpire». «È stato un inferno: i proiettili rimbalzavano dal ponte fino alla sala macchine. Ci siamo distesi tutti a terra pregando che nessuno di noi venisse colpito», ha raccontato il capitano Gaspare Marrone. I proiettili, fanno notare dal comando generale della Guardia costiera, «sono ben distribuiti lungo tutta la fiancata, dal pelo dell’acqua fino alle sovrastrutture, cioè le parti abitate dall’equipaggio». A essere preso di mira un motopeschereccio della flotta di Mazara del Vallo, l’Ariete. A sparare una motovedetta libica, una delle sei unità della classe Bigliani in dotazione alla Guardia di finanza, donate dal governo italiano a Gheddafi nell’ambito per il contrasto dell’immigrazione clandestina. A rendere ancora più inquietante l’episodio, la presenza a bordo di militari italiani. L’incidente è avvenuto 31 miglia al largo di Al Zwara, località libica quasi al confine con la Tunisia, nota perché è da qui che partivano le carrette del mare dirette verso Lampedusa. Il Pd ha chiesto …

"Il pdl sotto il 30% a sinistra giochi aperti", di Ilvo Diamanti

L´orientamento degli italiani, in questa fase, appare piuttosto disorientato. Riflesso del disordine che attraversa il sistema politico. Il sondaggio dell´Atlante politico di Demos condotto nei giorni scorsi fornisce, al proposito, molte tracce interessanti.E una chiave di lettura: l´origine del disordine è, soprattutto, Silvio Berlusconi. Da 16 anni punto di riferimento – attrazione e divisione – del sistema partitico e degli atteggiamenti sociali. Oggi appare in difficoltà, insieme al PdL. Non solo in Parlamento, dove i numeri non garantiscono più la maggioranza (certa) alla maggioranza. Anche fra gli elettori. Il PdL, infatti, aveva conquistato il 37% alle elezioni del 2008. Ora, nelle stime di voto, è sceso appena sotto al 30%. Così il Pd, attestato un poco oltre il 26%, in questa corsa all´indietro fra i partiti maggiori, ha ridotto il distacco. Lega e IdV, gli alleati-concorrenti, non si sono rafforzati. La Lega si mantiene intorno all´11%. Ma, rispetto alla precedente rilevazione di giugno, appare in lieve calo. Mentre i consensi all´IdV, negli ultimi mesi, si sono ridotti in modo vistoso (circa 3 punti rispetto a …

"I simboli di Adro", di Silvia Ballestra

Le cronache da Adro (Brescia) ci raccontano del nuovo polo scolastico pubblico. Struttura nuova, infissi nuovi, banchi nuovi, pavimenti nuovi, tutto marchiato con il simbolo della Lega Nord, il sole delle Alpi. Che si sappia, è la prima volta che un partito politico griffa un’istituzione pubblica in modo così smaccato e volgare, a meno di non riandare con la memoria (ad averne) al fascio littorio. Dalla cronaca, come sempre, si può cogliere fior da fiore: i crocefissi imbullonati alle pareti (per scoraggiare derive laiciste, si dice), oppure la colletta tra i cittadini per gli arredi delle classi, oppure lo scambio tra pubblico e privato (le vecchie scuole, oplà, diventeranno speculazione edilizia), ma lo scandalo resta, con tanto di firma, anzi di simbolo leghista. Benissimo fa Giangiacomo Schiavi, sul Corriere, a vergare un corsivo assai severo sulla vicenda. Ma nello specifico caso della scuola di Adro griffata Lega Nord, è doveroso andare oltre le parole. Infatti non ci troviamo davanti a un problema immenso, uno di quei temi planetari in cui indignazione e azione sembrano lontane. …

"Napolitano: gravi negligenze Sicurezza, bufera su Tremonti", di Alberto Custodero

Il presidente della Repubblica esprime «indignazione per le gravi negligenze». Il ministro del Welfare Sacconi convocherà «al più presto un tavolo con Regioni e parti sociali sui rischi degli appalti». Ma i tre morti nella cisterna di Capua e l´operaio schiacciato da un macchinario in Toscana riaccendono la polemica fra il Pd e il ministro dell´Economia che, 17 giorni fa, sentenziò come la 626, la legge sulla sicurezza sul posto di lavoro, fosse «un lusso che non possiamo permetterci». Mentre il ministro del Lavoro è «colpito dal fatto che ancora una volta siano vittime di infortuni gravi o mortali nel lavoro coloro che operano in appalto, in particolare nei servizi di manutenzione», è il capo dello Stato a confidare «nella rapidità e nel rigore degli accertamenti da compiere e nella definizione delle normative di garanzia da adottare e far rispettare». «In una giornata funestata da più infortuni», Giorgio Napolitano «raccoglie la diffusa indignazione per il ripetersi di incidenti mortali causati da gravi negligenze nel garantire la sicurezza dei lavoratori in operazioni di manutenzione nei silos …

"Il flop delle ronde padane dopo un anno ce n´è una sola", di Vladimiro Polchi

Volute dalla Lega: in totale 8 vigilantes a Varazze. In Italia c´è un piccolo comune che può vantare un primato tutto suo: è Varazze, in Liguria. Tra i suoi 13mila cittadini, 8 hanno stabilito un record nazionale: sono i primi e forse unici “osservatori volontari per la sicurezza”, pienamente operativi. A oltre un anno dal decreto Maroni, che ha messo in regola le ronde, le richieste di iscrizione alle prefetture locali (e i corsi di formazione attivati) si contano infatti sulle dita di due mani. Ma solo i volontari di Varazze sono già in strada, nel rispetto di tutte le regole previste. «Siamo fieri del nostro primato», gongolano al Comune. E nel resto d´Italia? I rondisti restano invisibili. «In effetti registriamo pochissime iniziative», conferma Anna Palombi, presidente del sindacato dei prefetti. Un passo indietro. Il decreto Maroni, firmato l´8 agosto 2009, mirava a regolamentare il fenomeno delle ronde fai da te, istituendo appositi albi presso le prefetture e prevedendo rigidi requisiti per gli aspiranti volontari. Come è andata? Il Viminale non fornisce dati ufficiali e …