Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La riscoperta di un telegiornale", di Curzio Maltese

Nella vita pubblica italiana c´è soltanto una cosa peggiore del teatrino della politica ed è il teatrino del giornalismo televisivo. Prevedibile, fatuo, servile, in mano da vent´anni a una casta d´intoccabili, i domatori del circo mediatico. Quando vengono interrogati, hanno sempre una scusa pronta: non hanno tempo, soffrono di stress (questa parola orribile), sono preoccupati per la crisi economica, per la guerra in Afghanistan, per le prossime vacanze in Italia, per la salute della madre, per le prossime elezioni politiche, per una partita a bridge con il cugino; e se hanno più di un figlio, li accusano di essere incapaci di giocare, perché litigano incessantemente. Poi, come è naturale, qualsiasi cosa accada, «tutta la colpa è sempre della società». L´inchiesta inglese rivela una condizione tremenda. Sebbene si proclamino intelligenti e progrediti, gli uomini del 2010 hanno perduto quella che Goethe chiamava «la natura originale» e Leopardi «il primo uomo». Hanno ucciso la loro anima infantile, che dovrebbe accompagnarli sino alla morte. Appena l´infanzia muore o si esaurisce in noi, si spegne l´immaginazione, il cuore, l´intelligenza, …

"Muore dov’era nato: l’agonia Pdl a Milano", di Francesco Lo Sardo

Pessime notizie per la destra milanese sempre più alle corde sul mega-progetto del 2015. Di tutte le disgrazie che gli sono capitate – e che in gran parte s’è procurato da solo – quella della morte annunciata dell’Expò 2015 che dalla berlusconianissima Milano finirà a Smirne, in Turchia, è forse la peggiore di tutte. Peggio del terremoto dell’Aquila, della festa di Noemi a Casoria, dei rendez-vous con le escort, della bocciatura del lodo Alfano da parte della Consulta, della rivolta di Fini. L’Expo dalla Padania all’Asia minore. Un fallimento epico dai forti connotati simbolici, una parabola rovinosa che porta la firma di Berlusconi: che smaschera anni di retorica sul “governo del fare”, straccia le maschere di cartapesta della propaganda, scioglie il cerone su un logoro make-up incapace di coprire le profonde ferite, non più solo le rughe, della carcassa del Pdl del nord. Ieri il ben informato Italia Oggi ha dato definitivamente per spacciata la celebrazione a Milano di Expo 2015. Smirne, città turca “del fare” assai più efficiente della metropoli del centrodestra meneghina “del …

"Il piano del Cavaliere per votare a marzo", di Claudio Tito

All´accordo non ci crede. Dei “finiani” non si fida. «Le elezioni a marzo sono quasi inevitabili». Silvio Berlusconi non vede più spazi di manovra. Il percorso che porta ad un´intesa con il presidente della Camera è «strettissimo». Anzi, nonostante il batter d´ali delle “colombe”, lo considera sbarrato. Al punto di preparare una vera e propria road map che porti al voto anticipato in primavera e alla definizione di un “salvacondotto” prima che le eventuali sentenze di condanna diventino definitive. E soprattutto prima che l´incubo della pena accessoria, quella dell´”interdizione dai pubblici uffici”, diventi esecutiva. Discorsi che ieri nella riunione con Umberto Bossi e martedì nel summit con il ministro della Giustizia Alfano e con Niccolò Ghedini, il premier ha deciso di esplicitare. «Come potete pensare – ha chiesto ai suoi interlocutori – che io vada avanti con delle persone che manifestamente puntano a distruggermi?». Il Cavaliere è pronto a un passo indietro solo in presenza di una «totale adesione» dei finiani al testo sul processo breve. «Ma non mi pare che questo sia il loro …

Napolitano sul processo breve «Ricordate il ddl intercettazioni»?

”Ho gia’ detto che non faccio previsioni” : cosi’ il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in merito alle tensioni politiche in atto e sulle ipotesi circolate di una fine anticipata della legislatura. Napolitano parla con la stampa a Venezia, dove si trova in visita privata e dove stamani ha visitato la Mostra internazionale di architettura della Biennale. ”Quando accade qualcosa che coinvolga le mie decisioni – sottolinea – allora rifletto e adotto e motivo le decisioni”. Per Napolitano, ”attualmente non c’e’ che da ‘leggere’, cercando di non confondersi quotidianamente troppo le idee”. Bisogna, ha ribadito, ”leggere quello che viene detto e i passi che vengono annunciati: i tremila punti interrogativi che poi, a un certo punto, si scioglieranno”. ”Io – ha detto il Capo dello Stato – cerco di non sentirmi mai all’inferno”. Per il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in merito dell’attuale situazione politica, ”c’e’ una grande molteplicita’ di idee, sovrapposizioni di ipotesi su cosa succederà”. Per il responsabile del Colle, pero’, ”si va verso una evoluzione piu’ benigna”, anche se ”siamo nella febbre …

"Dell´Utri e la patacca su Mussolini", di Francesco Merlo

Ecco una disinformazione da «manuale Minzolini»: ieri sera Marcello Dell´Utri è diventato l´eroe della libertà come il suo modello Mangano lo era stato della mafia. Ma, nonostante lo spudorato servilismo del Tg1, non è solo all´intolleranza che fanno pensare i fischi che hanno impedito al senatore condannato in appello per mafia di esibirsi a Como sotto un tendone del festival culturale «Parolario». È infatti vero che la cultura liberale non nega a nessuno la libertà di parola, ma esistono anche i delitti di truffa, di falsificazione e di contraffazione, ben più gravi e socialmente ben più dannosi dei soliti fischi di piazza. Ebbene, Marcello Dell´Utri gira l´Italia, spesso messo in cattedra, a Como come altrove, da Istituzioni dello Stato, e ogni volta sale su un palco e, con la faccia che si compone in autorità, legge brani scelti di un improbabile Mussolini patetico e crepuscolare come Gozzano, sentimentale come Gianni Morandi, antinazista come un partigiano, intimista come Marcel Proust, scettico e amaro come Leonardo Sciascia. Dell´Utri dice di attingere a un documento preziosissimo: i diari …

Gheddafi show: il biglietto costa 5 miliardi

Dopo le 500 hostess e la tenda sulla Cassia, il colonnello pretende 5 miliardi di euro per impedire il passaggio dalle coste libiche a quelle italiane altrimenti “farà nera l’Europa”. Il governo si prostra, il PD attacca: “Diritti umani calpestati per curare gli affari di famiglia del premier”. 5 miliardi di euro per non “fare nera l’Europa”. Non è una metafora, è un ricatto. Quello di Muammar Gheddafi, che da circa tre giorni, grazie al polso tremante del governo, ha fatto di Roma lo scenario delle nuove follie dell’imperatore. Prima l’incontro per convertire le 500 ragazze pagate per per pendere dalle sue labbra, poi le richieste assurde, avallate da un Presidente del Consiglio, il nostro, che non fa altro che prostrarsi ai piedi del dittatore libico, arrivando addirittura a baciargli la mano ad occhi chiusi, in segno di adorazione mistica. Questa volta Gheddafi non vuole una tenda in Via Cassia (quella l’ha già avuta), pretende 5 miliardi per bloccare gli sbarchi sulle coste italiane. In caso contrario la Libia lascerà correre, riversando frotte di disperati …

"Questa Italia non è più da decenni un paese per le donne e i bambini", di Serena Gana Cavallo

Ogni tanto la stampa nazionale scopre l’acqua calda e le dedica il dovuto spazio. L’ultima sorgente venuta alla luce sgorga dalla Relazione generale sulla situazione economica del paese 2009, prodotta dal ministero dell’economia, dalla quale si ricava che in tutta Europa l’Italia è quella che spende di meno per la famiglia e la maternità. A parte il fatto che qualsiasi casalinga o laureata, di Voghera o di Forlimpopoli, avrebbe potuto comunicare identico scoop, e trascurando che una delle promesse più corrive e logore di qualsiasi forza politica è quella di «fare qualcosa per la famiglia», può essere simpatico ricordare che nel 1990 La Stampa pubblicò una lunga intervista a una notissima demografa, Olivia Ekert-Jaffè, che aveva fatto una corposa ricerca internazionale proprio sulle politiche familiari. Alla fine dell’intervista il giornalista le chiese perché nel suo testo l’Italia non comparisse mai e la lapidaria risposta fu: «Perché sull’Italia non ci sono dati, almeno per ora. Purtroppo l’Italia, per quanto riguarda le politiche familiari viaggia a rimorchio, è un paese tra i più indietro d’Europa». La demografa …