Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Bersani: la riforma del voto con chi ci sta ma non impicchiamoci a un modello", di Laura Pertici

Più forti di ogni debolezza. Pronti alla riscossa civica. Con un compito storico: piegare e vincere il berlusconismo. Per Luigi Bersani inizia a fine agosto la sua campagna d´autunno. Abbronzato al sole della Sardegna, tonificato dalle feste democratiche, sembra spinto da una nuova determinazione. Arriva a Repubblica Tv per spiegare con gli occhi e la voce cos´è il Nuovo Ulivo, la sua proposta politica apparsa l´altra settimana su questo giornale. Mette subito in chiaro che non si impiccherà ad un modello di legge elettorale, «il meccanismo che ho in mente può venire da una correzione del modello tedesco e da una correzione del Mattarellum». Ma già che c´è risponde a Renzi che «per costruire non basta distruggere, sono sicuro che in giro c´è il nuovo Maradona, io però ancora non l´ho visto». E a Bossi dice: «Altro che voti Pd offerti a Berlusconi. Tu sei il vero traditore, che ti aggrappi a Roma ladrona». Il segretario del Pd parla nel videoforum di Repubblica Tv. Lo attendono in tanti, davanti al televisore o al computer. In …

"Da Unicredit all’Eni, ecco gli affari sotto la tenda beduina", di Raffaella Cascioli

Sotto la tenda del Muammar Gheddafi, allestita nella residenza dell’ambasciatore libico in Italia, il business italo-libico riflette quello che fonti diplomatiche definiscono l’«eccellente stato dei rapporti bilaterali » tra Italia e Libia. Potere della globalizzazione avrebbe sentenziato il ministro dell’economia Giulio Tremonti che non da oggi va spiegando in giro come la Vecchia Europa debba iniziare a ragionare non potendo più contare su vecchie rendite di posizione. E così nel corso di trenta minuti di colloquio tra Berlusconi e Gheddafi, presente il ministro Frattini, sono molti i temi economici ad essere stati affrontati. A cominciare da quello che si profila essere un importante accordo nel settore della difesa. Un ruolo da protagonista, a quanto si apprende, dovrebbe averlo Finmeccanica che tra l’altro è impegnata a fornire il “Selex sistem”, un sistema satellitare di controllo delle frontiere terrestri libiche. Nella doppia veste di premier nonché di ministro dello sviluppo economico, Berlusconi avrebbe fra l’altro affrontato con il leader libico anche i temi delle infrastrutture e dell’energia che tuttavia sono poi stati oggetto di incontri ad hoc …

"Il ministro che manca da 119 giorni", di Massimo Giannini

C´è una vicenda esemplare che la politica, l´establishment e l´opinione pubblica continuano a sottovalutare. Fotografa la palude nella quale sta sprofondando il governo Berlusconi. Riflette l´irresponsabilità nella quale sta declinando il presidente del Consiglio. Questa vicenda si chiama ministero per lo Sviluppo Economico. Oggi sono 119 giorni. Sabato prossimo saranno 4 mesi esatti. Nell´anno più nero dell´industria italiana, nel cuore di una recessione di cui non si vede l´uscita, a tanto «ammonta» il vuoto di potere in quel dicastero, strategico per la tenuta del Sistema-Paese e per il sostegno delle imprese. La sede è «vacante» da maggio. Da allora il premier esercita un´impalpabile e insostenibile «supplenza», in attesa di nominare il nuovo ministro. Attesa vana, consumata nel Palazzo tra annunci ambigui, tentativi grotteschi, promesse inevase. Attesa cara, pagata dall´Italia al prezzo di una crisi economica e occupazionale gravissima. Ci si chiede come sia possibile, in una grande democrazia industriale impegnata a fronteggiare la «tempesta perfetta» di questi ultimi due anni. Eppure succede, nell´Italia berlusconiana di oggi, dove l´intera dimensione della politica economica si esaurisce nella …

Ognuno protagonista di un pezzo di storia da costruire. Idee per l'Italia che verrà

Incalzato da Marco Castelnuovo, giornalista de La Stampa, Marco Meloni, responsabile Pd di Riforma dello Stato, Pubblica Amministrazione, Università e Ricerca ha voluto ricordare come l’impegno del Pd vada distinto tra la proposta politica alternativa di medio-lungo respiro e le risposte da dare nell’immediato dell’attualità politica. “Occorre reagire nell’immediato, proprio perché viviamo un periodo di politica instabile e siamo chiamati a difendere la democrazia. Ma, nello stesso tempo, continuare a fare una discussione politica nell’Assemblea nazionale per una chiara proposta alternativa”. In oltre 15 anni di Berlusconi non è stato realizzato alcun processo riformatore: “il berlusconismo è giunto alla sua naturale consunzione – ha continuato Meloni – e per questo dobbiamo rilanciare la speranza per un Paese coeso, per i giovani in base ai propri meriti”. Interrompere il circolo vizioso dove regole scriteriate sono diventate normali e dove si è perso il senso di legalità complessiva. Per Debora Serracchiani, europarlamentare del Pd, il primo investimento per il futuro è rappresentato dalla competitività che sono il sapere può dare. “C’è solo uno stato europeo che in …

"Tor Bella Monaca la politica degli annunci", di Vittorio Emiliani

Tutto fumo e niente arrosto, la sortita di Alemanno? Anche il fumo fa male: può avvelenare. La sortita ferragostana del sindaco di Roma in vacanza a Cortina (“Raderò al suolo Tor Bella Monaca e la ricostruirò”) ha raccolto l’applauso sonoro dell’architetto (divenuto, per qualche foglio, urbanista) Paolo Portoghesi aduso a correre in soccorso del vincitore e dell’Ordine degli ingegneri, oltre che del suo partito, il Pdl. Mentre hanno detto un chiaro “no, grazie” i residenti del quartiere, i parroci, urbanisti, economisti, specialisti (non mancano) della cosiddetta “edilizia di sostituzione” praticata anche in Italia (a Torino Mirafiori, per esempio, e anni fa nelle periferie napoletane come San Pietro a Patierno). 
Vediamo cosa caverà ora dal cilindro Alemanno. Forse un privato potente al quale regalare fior di cubature (in più) per demolire e ricostruire “Torbella” altrove? Il sospetto viene quando si osserva che il quartiere è stato edificato sulla tenuta dei conti Vaselli i quali reclamano tuttora maxi-indennizzi dal Campidoglio per gli espropri subiti. Tuttavia, secondo l’ex assessore all’Urbanistica, on. Roberto Morassut, il costo della gigantesca operazione …

"Quel Porcellum sciagurato e resistente", di Ilvo Diamanti

La legge elettorale è argomento di dibattito politico ormai da vent´anni. Con alterne fortune. In questo momento fa discutere in modo particolarmente acceso. Tanto che il Pd ha proposto, se non un governo istituzionale, un´alleanza parlamentare larga intorno a questo esplicito obiettivo. Scrivere una legge elettorale migliore del Porcellum, come la definì Giovanni Sartori (ispirato dallo stesso autore, il ministro Calderoli). Un´impresa semplice, nei contenuti, perché è difficile immaginare un dispositivo altrettanto sgangherato e precario. Ma, in effetti, assai complicata. Perché, in un sistema politico fazioso come il nostro, il bene comune viene decisamente dopo quello del partito e degli uomini politici. E, nonostante tutto, non sono pochi a considerare il Porcellum vantaggioso. Non per il Paese, ma per se stessi. Anzitutto (ma non solo, come si dirà più avanti), nella maggioranza. Se si fa riferimento al formato della competizione elettorale del 2008, PdL e Lega continuano a prevalere sull´intesa Pd-IdV. Certo, il PdL appare in difficoltà, viste le tensioni interne – e, infatti, com´era prevedibile, Berlusconi ha congelato la scadenza elettorale. Per ora. Mentre …

"Gheddafi, un circo che ci umilia", di Francesco Merlo

Nessun’altra diplomazia occidentale tollera e incoraggia gli eccessi pittoreschi di un dittatorello e degrada la propria capitale a circo. Ci dispiace anche per il presidente del Consiglio, la cui maschera italiana si sovrappone ormai a quella libica, indistinguibili nel pittoresco, nell’eccesso, nella vanità, nel farsi soggiogare dalle donne che pensano di dominare. Anche ieri c’era il picchetto in alta uniforme ai piedi della scaletta dalla quale sono scese due amazzoni nerborute e in mezzo a loro, come nell’avanspettacolo, l’omino tozzo e inadeguato, la caricatura del feroce Saladino. Scortato appunto da massaie rurali nel ruolo di mammifere in assetto di guerra. E va bene che alla fine ci si abitua a tutto, anche alla pagliacciata islamico-beduina che Gheddafi mette in scena ogni volta che viene a Roma, ma ancora ci umilia e davvero ci fa soffrire vedere quel reparto d’onore e sentire quelle fanfare patriottiche e osservare il nostro povero ministro degli Esteri ridotto al ruolo del servo di scena che si aggira tra le quinte, pronto ad aggiustare i pennacchi ai cavalli berberi o a …