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"Il viaggio dell'Unità 150 anni dopo. Mille motivi per non votare Lega", di Giuseppe Civati

Arcore, esterno giorno, retro villa. Da una parte il mausoleo, in cui Berlusconi vuole crioconservarsi per l’eternità, dall’altra lo stabilimento della Rovagnati. Due simboli del vivere contemporaneo. In mezzo un grande prato verde, in pieno parco della Valle del Lambro. Berlusconi vuole farci venti palazzine. Dietro casa. Altro che Calvino e la Speculazione edilizia. Qui siamo al manierismo cementizio. Con annesso conflitto d’interessi plurimo: un geometra, che si chiama Magnano (inversione di consonante), un altro “eroe” che ora fa il sottosegretario di Formigoni (all’attrattività e alla promozione del territorio, guarda un po’). Un consulente dell’azienda – che si chiama sinistramente Idra – che fa l’assessore provinciale. Un sindaco che, a causa dell’Ici che non ha più per colpa del governo di Berlusconi, si affida agli oneri di urbanizzazione del Berlusconi imprenditore. Qualche chilometro più a sud, sempre lungo il Lambro, c’è la Cascinazza, un’area di Berlusconi che è stata appena ceduta per essere edificata. A occuparsene hanno mandato Paolo Romani, che fa l’assessore a Monza e, pare, diventerà ministro dello Sviluppo economico. Sappiamo anche di …

Ghedini telefona "Fermiamoci qui" , di Carmelo Lopapa

Qualcosa inizia a incepparsi nella macchina tritacarne messa in moto da Arcore. C´è un timore che sembra si stia insinuando come ruggine nell´ingranaggio finora inesorabile. Bocchino al legale di Berlusconi: “Credevate che sopportavamo tutto senza reagire?” Pronta la pubblicazione con le liste delle società offshore legate al Cavaliere. Ed è legato a quel che è stato, e soprattutto quel che sta per essere messo su piazza da house organ e singoli parlamentari vicini al presidente della Camera sul conto del premier, delle sue proprietà, delle sue società, dei suoi rapporti internazionali. Avvisaglie di una svolta che sta inducendo il Cavaliere a più miti consigli. Al tentativo di una mediazione con gli avversari finiani. Perfino, in via molto riservata, col loro capogruppo Italo Bocchino, considerato finora l´incendiario, da attaccare da ogni fronte. Fino a ieri, quando è stato contattato da Ghedini, invitato a discutere, a stemperare il contrattacco finiano, insomma a discutere. Dopo settimane di martellamento mediatico, la minaccia di «polverizzare» Gianfranco Fini e i suoi, la richiesta di dimissioni, il rullo compressore sulla casa monegasca, …

"Il lato oscuro della famiglia", di Chiara Saraceno

Dal carabiniere che uccide la moglie al caso Fini, i rapporti di parentela sono al centro delle cronache Ma in un paese in cui ci si aspetta che tutti facciano i fatti propri, lo scandalo sembra ribadire che sono, siamo, tutti i uguali. La cronaca di queste ultime settimane ha riportato una serie di episodi che, pur nella loro grande diversità, testimoniano del lato oscuro della famiglia: verso l´interno, per ciò che succede ai singoli, ma anche verso l´esterno, per l´uso che si fa dei rapporti familiari in società. Solo negli ultimi giorni un carabiniere ha ammazzato la moglie che voleva separarsi da lui – ormai un drammatico “classico” della cronaca nera. E una nipote-badante, nonostante il doppio vincolo dell´essere una di famiglia e di ricevere un compenso, è stata colta a malmenare la parente di cui doveva prendersi cura. Anche questo un fenomeno purtroppo non raro. Sul versante dell´uso improprio dei rapporti familiari c´è, naturalmente, il caso dei familiari della compagna di Fini, che non hanno esitato a trarre ampio profitto da una siffatta …

"Il Pd ormai “vede” le urne e chiama al fronte comune", di Rudy Francesco Calvo

Appello di Bersani a tutte le opposizioni: se si va al voto abbiamo una linea. La prospettiva di un esecutivo di transizione sembra allontanarsi. Le parole di Bossi («No ai governi tecnici, occorre tornare subito alle urne»), la campagna elettorale già avviata ieri in spiaggia da Casini, il clima sempre più incandescente tra i finiani e il Pdl: tutti sintomi di una situazione che ormai sembra destinata a precipitare in fretta, anche già a settembre. Il Partito democratico finora è rimasto a guardare, attirandosi anche le accuse di un’eccessiva pavidità. Al Nazareno, l’opzione numero uno rimane quella di un governo di transizione. In questo quadro, Luigi Zanda apprezza la disponibilità dichiarata da Di Pietro, mentre Rosy Bindi loda «l’equilibrio e la saggezza» di Beppe Pisanu, il cui nome è stato proposto dal finiano Briguglio per guidare un esecutivo di garanzia. Ma i dem hanno anche già avviato il lavoro per prepararsi all’eventualità di un voto anticipato, accelerando sempre più il ritmo. Il principale nodo da sciogliere riguarda essenzialmente i confini e la natura della coalizione …

"Il nuovo pudore che la politica non sa capire", di Irene Tinagli

Il caldo si sa, dà un po’ alla testa, ma non può essere solo il caldo la causa dell’ondata di denunce, insulti e aggressioni rivolte a persone che, a detta dei denuncianti, «offendono» il pudore e la sensibilità della gente. Ma chi sono questi svergognati e quali sono i vituperati atti osceni oggetto del contendere? Sono coppie dello stesso sesso che si tengono per mano e che si scambiano un bacio in pubblico. E che per questo vengono denigrate, umiliate e in alcuni casi picchiate (come pochi giorni fa a Pesaro). Sono donne che prendono il sole in topless, come nel caso di una giovane denunciata sulla spiaggia di Anzio perché «turbava» i figli della vicina di ombrellone. Sono docenti di educazione sessuale denunciati perché spiegano il sesso a ragazzi già adolescenti chiamando le cose col proprio nome anziché ricorrere alla metafore delle api, come è successo qualche mese fa a Treviso. Sono persino mamme che allattano i propri figli in pubblico. Potrebbero sembrare casi sporadici e come tali ignorati senza troppi allarmismi. Ma è …

"La legge ad aziendam salva la Mondadori la maxicausa chiusa con una transazione", di Sara Bennewitz ed Ettore Livini

Legge salva-Mondadori doveva essere e legge salva-Mondadori è stata. La casa editrice controllata dalla Fininvest si avvia a chiudere con una mini-transazione da 8,6 milioni un contenzioso quasi ventennale in cui l’agenzia delle entrate le contestava il mancato pagamento di 173 milioni di tasse evase nel ’91, in occasione della fusione tra Amef e Arnoldo Mondadori. Segrate ha già contabilizzato a tempo di record nella sua semestrale il versamento della sanzione per calare il sipario sulla partita con l’amministrazione finanziaria “grazie al decreto legge 25 marzo 2010 n. 40 sulla chiusura delle liti pendenti”. Si tratta – in soldoni – del cosiddetto “Lodo Cassazione”, un provvedimento contestato dall’opposizione per il macroscopico conflitto d’interessi del premier che consente di archiviare i processi tributari arrivati in Cassazione con due sentenze favorevoli al contribuente mediante il pagamento del solo 5% del valore della lite. La società di Marina Berlusconi – che aveva vinto in primo e secondo grado le cause con il fisco – ha colto subito la palla al balzo archiviando questo delicatissimo caso giudiziario prima della …

"Milano da rifondare", intervista a Valerio Onida di Enrico Arosio

Tutti guardano alla politica romana, ma nel frattempo la seconda città d’Italia è caduta in una profonda crisi politica, etica e culturale. Eppure il dopo Berlusconi può ripartire proprio da qui. Parla il giurista Valerio Onida. Non c’è solo la cocaina all’Hollywood. O i boss della ‘ndrangheta che infestano l’hinterland. O i pendolari umiliati da treni indecenti. Sono molto diversi, a Milano, i segni del declino: dall’Expo ridotta a fantasma al sindaco che diserta il consiglio comunale, dai dirigenti pubblici corrotti fino al potente ingegner Ligresti costretto a vendere i gioielli come la Torre Velasca e il palazzo Milano in piazza Cordusio. Come reagire al declino? Lo chiediamo al giurista Valerio Onida, firmatario, con la miglior società civile cittadina, da Francesco Savero Borrelli a Guido Martinotti a Umberto Eco, dell’appello “Impegno per Milano 2011” che si propone la ricerca di un candidato forte da contrapporre a Letizia Moratti. Professor Onida, di quale declino parla? “Anzitutto quello civile, politico e morale”. La chiusura per droga del tempio delle notti milanesi ha valore emblematico. “Di discoteche so …