Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Per Internet resta il bavaglio Sit-in dei blogger a Montecitorio" di Giuseppe Rizzo

Del passo indietro del governo sulla legge bavaglio sono state dette tante cose. Che rimane una legge anticostituzionale, che il provvedimento va ritirato lo stesso, che sulla libertà di informazione non si accettano contentini. In pochi però si sono accorti che un bavaglio è rimasto, ed è quello stretto sulla bocca di quanti, nell’era del giornalismo partecipativo, hanno in questi anni contribuito a fare della rete un serbatoio di informazione alternativa e autonoma. Parliamo di blog popolari come Macchianera (ricordate la vicenda del rapimento di Giuliana Sgrena? Fu il blogger Gianluca Neri a pubblicare il rapporto dei militari americani su quanto accaduto svelando i loro omissis), Nazione Indiana (sulle cui pagine ha iniziato a pubblicare le prime inchieste Roberto Saviano), ma anche dei diari on line di migliaia di semplici internauti. Il comma 29 dell’art. 1 del ddl prevede che la disciplina in materia di obbligo di rettifica prevista dalla legge sulla stampa del 1948 si applichi ora anche a loro. Agli autori è chiesto di pubblicare ogni richiesta di rettifica ricevuta entro 48 e …

"Bersani: berlusconismo finito. Siamo pronti alla transizione", di Maria Zegarelli

«A che punto siamo? Ognuno dica la sua, io dico la mia. Secondo me siamo arrivati alle colonne d’Ercole della vicenda berlusconiana». E la navigazione adesso, «procede in acque non conosciute», per questo il Pd è pronto ad «una fase di transizione che, in primo luogo, consenta una corretta democrazia parlamentare a partire dalla riforma elettorale». Pier Luigi Bersani parla sommerso dagli applausi che scattano dai banchi del suo gruppo e da quelli dell’Udc, mentre si rivolge ai banchi del governo e lancia la palla: «A voi la responsabilità. Cercate di galleggiare andando avanti così? Chi vince le elezioni non ha in mano un destino divino, ma una responsabilità maggiore». Il segretario spinge per una svolta politica che segni la fine del governo Berlusconi e l’inizio di un governo di transizione per le riforme più urgenti, a partire dalla legge elettorale, prima di tornare al voto ma si becca subito le critiche di Arturo Parisi – «nel partito al riguardo le idee sono ancora troppe» – e del veltroniano Giorgio Tonini: «C’è da chiedersi in …

Che fine ha fatto la Rai?

C’era una volta il servizio televisivo pubblico. Oggi la Rai, tra flop e bilanci in rosso, è sempre più piegata al volere del premier. Masi, l’intoccabile, si permette anche il lusso di non presentarsi all’audizione in Commssione di Vigilanza. I dirigenti si spartiscono un milione di bonus per i grandi meriti. Esistono due realtà sulla Rai? È possibile pensare che sia tutto rose e fiori come ci propina il Tg1 o che qualcosa di marcio oltre in Danimarca, c’è anche a Viale Mazzini? È estate e come logico(?) il periodo delle nomine (epurazioni) e delle scelte nodali per l’azienda. Ma mentre il bilancio parla di un clamoroso fallimento della gestione berlusconiana della Rai (deficit di 60 milioni con la previsione di un raddoppio per il 2010), viene elargito un premio di un milione di euro per i dirigenti. Chissà quanto di buono devono aver fatto! Oddio andando più nel dettaglio la cifra relativa in quanto il milione va ridistribuito per i ben 245 dirigenti non giornalisti della tv pubblica. Insomma, bruscolini. Ma è anche vero …

"I rischi del Lingotto", di Luciano Gallino

Da qualche tempo le mosse di Fiat Auto stanno diventando frenetiche. A fine aprile è arrivato il piano per trasferire a Pomigliano una quota della produzione della Panda che ora si fa in Polonia. Una settimana fa, l’annuncio che un modello di notevole peso industriale e commerciale sarebbe stato costruito in Serbia e non a Mirafiori. Poco dopo si è saputo che è già stata costituita una nuova società per gestire lo stabilimento campano, nonché per assumere con un nuovo contratto i lavoratori che accetteranno in toto di lavorare secondo i drastici standard indicati nel piano di aprile. Infine ieri l’Ad di Fiat ha avanzato come affatto realistica l’ipotesi di uscire dal contratto nazionale dei metalmeccanici, ed ha ribadito che ciò che vuole sono comportamenti dei lavoratori che non mettano mai, in nessun modo, a rischio la produzione e l’azienda In altre parole, niente scioperi, niente vertenze sindacali, assenteismo meglio se vicino a zero, massima disciplina in fabbrica. A queste condizioni Fiat auto potrebbe anche restare in Italia. La sequenza di queste mosse rientra chiaramente …

Verdini dalla rabbia

La conferenza stampa di spiegazioni di Verdini sulla P3 diventa un circo dove insultare la giornalista Claudia Fusani de L’Unità. Bersani: “Verdini ha il buon senso del suo partito. Se il Pdl intende rappresentarsi così è libero di farlo e la gente del Pdl valuterà”. Intanto in Parlamento il Pd ha presentato una commissione d’inchiesta sulla P3. Verdini esce allo scoperto. Indagato da tre procure, decide che è arrivato il momento di tirare fuori le unghie e contrattaccare. Peccato solo che, come la brutta copia del suo leader, alla fine si riduce ad esporre il compito che Berlusconi gli ha preparato e che la conferenza stampa diventi un circo dove insultare Claudia Fusani giornalista de L’Unità. Io non centro, io sono pulito, mai intascato soldi e tutta una serie di giustificazioni sono alla base della conferenza stampa con cui il coordinatore del Pdl ha sparato contro la magistratura politicizzata e i finiani. Basterebbe cambiare il nome di Verdini con quello di Berlusconi e l’articolo sarebbe vecchio e già scritto. Invece no, il protagonista è Denis …

Manovra: dichiarazione di voto (contrario) di Pier Luigi Bersani

Signor Presidente, vorrei rivolgermi in modo diretto e sincero ai colleghi della maggioranza – che, forse, come vedo, in questo momento, soffrono un po’ di solitudine – per fare loro una domanda: vorrei chiedere se hanno tenuto conto delle questioni di fiducia che sono state poste dall’inizio della legislatura fino ad oggi. Ebbene, sono trentasei: siamo ad una fiducia e mezzo al mese, agosto e Natale compresi. Vi è un problema di fondo: la parola Parlamento non è popolarissima in questo momento nel Paese, me ne rendo conto, tuttavia, il Parlamento resta il luogo della libertà di tutti. Non ci può essere libertà per nessuno, se non c’è qui. Un Parlamento zittito significa un’opposizione zittita, una maggioranza zittita, un Consiglio dei ministri zittito. Quanti ministri non si sono resi conto di quello che votavano in questa manovra! Significa portare conformismo nella discussione pubblica, nelle forze sociali, nella comunicazione, e quando la discussione pubblica è strozzata – questo forse lo sappiamo meglio noi da questo lato dell’emiciclo perché siamo un po’ specializzati in materia – finisce …

"Intercettazioni, così resta il no", di Donatella Ferranti

Dopo il via libera del senato, è arrivata alla camera una legge sulle intercettazioni con soluzioni gravemente inadeguate a garantire un effettivo equilibrio fra il diritto-dovere dello stato di reprimere e accertare i reati, il diritto alla riservatezza e il diritto dei cittadini a essere informati. L’utilizzo di uno strumento fondamentale d’indagine era limitato dall’imposizione di regole tortuose. Rimanevano il divieto di pubblicazione fino all’udienza preliminare e la pesante sanzione penale a carico degli editori. A quel punto avevamo la possibilità di cambiare solo le parti modificate dal senato e la totale chiusura della maggioranza non faceva ben sperare. La nostra battaglia è comunque andata avanti: abbiamo presentato 400 emendamenti su punti essenziali e abbiamo ottenuto l’allentamento del cosiddetto bavaglio all’informazione. È infatti passata la nostra proposta di rendere pubblicabili le intercettazioni ritenute rilevanti dal giudice nell’udienza-filtro, che dovrà essere fissata entro 45 giorni da quando il pm gli trasmette gli atti. A questo si aggiungono alcuni passi indietro della maggioranza: abolizione della tagliola delle mini proroghe di tre giorni in tre giorni (ora il …