Tutti gli articoli relativi a: attualità

Fiat, dov'è Berlusconi?

Il tavolo per la Fiat è stato convocato, ma per il governo non ci siede chi dovrebbe esserci, cioè Silvio Berlusconi (assente non giustificato) e il ministro dello Sviluppo Economico (sempre assente non giustificato, sempre lui per via dell’interim…). Come spiega Stefano Fassina, responsabile Economia e lavoro del PD, per affrontare seriamente la strategica vicenda Fiat, sarebbe necessario centrare il confronto sulla politica industriale e, in particolare, sulle politiche per il settore automotive: “Che c’entra il ministro del Lavoro Sacconi? Finora, Sacconi è stato un ultras dell’attacco ai diritti dei lavoratori e della divisione sindacale. Inoltre, lui e il suo ministero non hanno le competenze e le deleghe adeguate per gestire il tavolo sul futuro Fiat, a meno che il tavolo debba servire a ridimensionare l’occupazione e ad aprire procedure di cassa integrazione. Non vogliamo credere che sia così. Dov’è il ministro dello Sviluppo economico? In nessun grande Paese avanzato un progetto industriale della rilevanza di Fabbrica Italia è stato affidato al Ministro del Lavoro. In Francia, è intervenuto Sarkozy, in Germania la Merkel, negli …

Musei, metà dei visitatori non paga "Con un euro a testa 2.400 assunzioni", di Valentina Conte

Entrare gratis nei musei statali italiani. Un´eccezione? Non proprio. Al contrario, nell´ultimo anno, più della metà dei visitatori non ha pagato il biglietto per Uffizi, Galleria Borghese, scavi di Pompei, Colosseo, Palazzo Reale a Napoli, Reggia di Caserta. Al punto che se ciascuno dei quasi 18 milioni di “esenti” su 32 milioni totali versasse un simbolico euro, si potrebbero autofinanziare nuove assunzioni di personale, a tempo, per la vigilanza e l´accoglienza. Non solo per colmare l´attuale cronica carenza e l´età media pericolosamente alta, ma per rilanciare e potenziare l´intera offerta culturale nazionale. Più musei aperti, ma anche monumenti, aree archeologiche, pinacoteche, biblioteche, pure di notte e nei fine settimana, d´estate e durante i “ponti” o le festività. Quando il tempo libero, cioè, spinge la domanda. E più giovani che lavorano. A conti fatti, un euro a testa da chi non deve altro (minori, over 65, militari, giornalisti e altre categorie) fanno 17,7 milioni di euro. Un budget sufficiente, ad esempio, per quasi 2.500 contratti a tre mesi. O, in alternativa, 1.850 a quattro mesi, 1.230 …

"Cesarismo democratico", di Nadia Urbinati

Da quando nacque Forza Italia, nel 1994, e per diversi anni, Norberto Bobbio tornò ripetutamente sul tema della natura di questo partito. Partito personale, non tanto perché creato da una persona, ma perché posseduto, «tenuto» da una persona, che nel partito aveva investito come s´investe in un´impresa. Un partito anomalo dunque. Anomalo rispetto alla forma partito politico nelle democrazie liberali, il quale partito politico è un´associazione di persone e non l´associazione di una persona. Anomalo rispetto ai partiti liberali. Infatti, nonostante si fosse da subito presentato come la «Casa delle libertà», nella sua natura, Forza Italia e poi Pdl si dimostrò essere tutto fuorché un partito liberale classico. Il partito liberale classico ha personalità diverse, non è una massa amorfa unita nella figura di un leader che si presenta come carismatico, è un partito di diversi leader non sempre in sintonia su tutto, molto spesso litigiosi o in disaccordo tra loro. Anomalo infine rispetto ai partiti che hanno praticato il centralismo democratico, che insistevano cioè sulla funzione coagulante del consenso, che respingevano formalmente le correnti. …

"Giovani a scuola di politica fra caso Vendola e realtà", di Concita De Gregorio

Dice Nichi Vendola, in procinto di partire per Bertinoro dove stasera – alla scuola «Democratica» – parlerà di religione, che «nella grande area del Pd» sente «una forte onda emotiva». Vendola parla così, è anche per questo che piace molto a chi ha meno di trent’anni e poco o pochissimo a chi ne ha parecchi di più. Non è solo un fatto anagrafico, naturalmente. Scarta sempre di lato, o avanti: va su un altro piano. Gli domandi cosa pensi della reazione dei leader del centro sinistra alla sua candidatura alla guida della coalizione – la gamma va da dispetto a ostilità passando per prudenza – e risponde che sente una forte onda emotiva. Non si riferisce ai vertici, evidentemente. Parla delle persone che incontra. Dice che c’è «molta passione» fra i ragazzi. Gli domandi se non sia stata prematura, la sua candidatura, visto che le primarie non sono proprio alle porte e considerato che il risultato ottenuto è stato per ora di farsi attaccare da destra e da sinistra e risponde che «la forza del …

"P3, il Pd chiede la commissione d´inchiesta", di Elsa Vinci

Il Pd chiede una commissione d´inchiesta sulla P3. Rosy Bindi, presidente del partito, ieri ha annunciato una proposta di legge per una commissione parlamentare. Le inchieste giudiziarie sulla loggia continuano tenere banco nel dibattito politico, soprattutto dopo il monito di venerdì del presidente della Repubblica Napolitano. «Non può cadere nel vuoto», dice la Bindi. «La magistratura farà la sua parte per accertare le responsabilità personali e deve essere lasciata lavorare in autonomia – prosegue la vicepresidente della Camera – ma se vogliamo evitare – come chiede Napolitano – un pericoloso massacro delle istituzioni, è necessario che il Parlamento faccia la sua parte. Per comprendere le cause e le dimensioni del degrado della vita politica, le finalità di pratiche illegali e opache che inquinano la vita pubblica». Rosy Bindi annuncia quindi che presenterà «nei prossimi giorni una proposta di legge per una commissione parlamentare sulla cosiddetta P3». E´ indispensabile, per la presidente del Pd, che «la politica dia una prova di autonomia e consapevolezza, assumendo la responsabilità di una severa riflessione su inquietanti degenerazioni». Anche Enzo …

Bp inizierà a breve nuove perforazioni nel Mediterraneo al largo delle coste libiche

Non bastano i calci in c…o promessi da Obama per fermare l’attività del gruppo petrolifero inglese. La British Petroleum ha annunciato che inizierà “entro alcune settimane” una nuova perforazione nel Mare Mediterraneo, a nord delle coste libiche, confermando così un’anticipazione del Financial Times. “Prevediamo di iniziare la prima perforazione nelle prossime settimane”, ha detto David Nicholas, portavoce del gruppo BP a Londra. Il gruppo ha ricevuto l’autorizzazione ad effettuare cinque perforazioni in virtù di un accordo firmato nel 2007 con le autorità libiche. Queste nuove trivellazioni avranno luogo nel golfo di Sirte a “circa 5.700 piedi” (1.700 metri), ad una profondità dunque superiore a quella di Deepwater Horizon, la piattaforma al largo delle coste della Louisiana, la cui esplosione è all’origine della marea nera nel Golfo del Messico. I retroscena di un accordo sospetto- L’accordo siglato da Bp con la Libia nel 2007 è oggetto di grande controversia negli Stati Uniti. Il gruppo petrolifero britannico è al centro delle polemiche sul presunto ruolo svolto per la liberazione del libico Abdelbaset al-Megrahi, condannato per la strage …

"La vera storia del caso Marchionne", di Eugenio Scalfari

Fa piacere a tutti quelli che fanno il mio mestiere poter dire ogni tanto: «l’avevo scritto prima di tutti » anche se molte volte ci sbagliamo nelle previsioni e nei giudizi. E allora: quando Marchionne annunciò che la Fiat aveva conquistato il controllo della Chrysler, gran parte della stampa magnificò quell’operazione come un’offensiva in grande stile della società torinese per proporsi come uno dei quattro o cinque gruppi automobilistici mondiali che sarebbero sopravvissuti nell’economia globale. Io scrissi invece che l’operazione di Marchionne era puramente difensiva. La Fiat stava affondando; aggrappata alla Chrysler sarebbe sopravvissuta, sia pure con connotati industriali e territoriali completamente diversi. Ma perché proprio la Chrysler e non invece la Peugeot e magari la General Motors che sembrava anch’essa sull’orlo del disastro? La Peugeot non si poneva il problema di sopravvivenza planetaria e non stava affatto affondando; quanto alla GM, aveva un programma di rilancio che infatti è andato a buon fine con l’aiuto dei fondi messi a sua disposizione dal governo Usa. Chrysler era completamente decotta e il governo americano non l’avrebbe …