Tutti gli articoli relativi a: attualità

Il PD per la libertà di rete contro il bavaglio digitale.

“Nessuno tocchi i blog. La maggioranza censura ancora, noi non ci stiamo”. Firmano Di Traglia, Orfini, Gentiloni, Vita, Civati, Picierno. Aderisci anche tu e scrivi ai capigruppo dei partiti per cambiare la legge su www.mobilitanti.it “Il mese scorso avevamo denunciato come al Senato la maggioranza, approvando il ddl intercettazioni, rendeva più difficile la vita ai blogger e ai siti internet prevedendo un obbligo di rettifica. Parte della maggioranza aveva promesso di tornare su quella norma ma ora alla Camera si sono rimangiati tutti gli impegni, lasciando l’art.1, comma 29, che prevede l’obbligo di rettifica per blog e siti internet. Ma si può rischiare una maxi-multa perché magari si è in vacanza o non si controlla la posta? Ciò significa rendere la vita impossibile a migliaia di siti e di blog, ben diversi dalle testate giornalistiche. Lo fanno dimenticando che la rete è proprio un’altra cosa. Non c’è stato ascolto rispetto a un’indicazione molto chiara che viene dall’universo della rete: stralciare un comma che equipara impropriamente i siti alla carta stampata. Ma c’è ancora la possibilità, …

"Provvedimento ancora deforme anche chi è a destra voti contro", intervista a Dario Franceschini di Giovanna Casadio

Franceschini: tolto il bavaglio, restano i favori ai criminali. Nonostante le modifiche questa legge va ritirata, perché è pericolosa. Senza inciuci: chi nel Pdl o nella Lega ha a cuore la legalità si unisca a noi. Perché il governo insiste? Viene da pensare che l´obiettivo vero fosse proprio di intralciare le indagini contro la corruzione e la criminalità «Chi ha a cuore la legalità nel Pdl e nella Lega, si faccia sentire: la legge-bavaglio va ritirata». Nessuna accondiscendenza nonostante le modifiche. Per Dario Franceschini, il capogruppo del Pd alla Camera, la battaglia continua. Il bavaglio della legge sulle intercettazioni si è allentato, onorevole Franceschini, a parte il colpo di coda della norma salva-P3? «Non è solo questione della norma salva-P3. Sin dall´inizio la legge-bavaglio è stata criticata nella sua gravità per due aspetti, legati e però diversi. Primo, perché metteva il bavaglio alla libertà di stampa; secondo, per gli ostacoli all´uso delle intercettazioni per combattere la criminalità. Ora, per quanto riguarda la libertà di stampa, grazie alla mobilitazione civile, al nostro lavoro parlamentare di opposizione …

"Dall'economia alle trame inquinanti i problemi che preoccupano il Colle", di Dino Pesole

Le prospettive dell’economia, prima di tutto, che vede consolidarsi i primi concreti segnali di ripresa, senza tuttavia che ad essa si accompagni un aumento degli occupati. E ancora, la situazione politica, che resta ad alta criticità, ma il governo non può più sottrarsi a scelte ormai indifferibili, come la nomina del nuovo ministro dello Sviluppo economico e del nuovo presidente della Consob. E poi, il contestato disegno di legge sulle intercettazioni, con il compromesso raggiunto alla Camera che Giorgio Napolitano apprezza. Infine, la questione morale e la corruzione dilagante: trame inquinanti – le definisce il presidente della Repubblica – contro le quali si deve intervenire senza reticenze o incertezze di sorta, ma al tempo stesso senza cedere a nessun gioco al massacro. L’elenco delle preoccupazioni che Giorgio Napolitano ha condensato nel suo incontro al Quirinale con la stampa parlamentare, in occasione della tradizionale cerimonia del “Ventaglio”, è lungo e dettagliato. Il problema numero uno è quello dei giovani senza lavoro. Napolitano ha letto con attenzione i più recenti documenti dell’Istat e della Svimez sulla condizione …

"E per i blog resta la mannaia", di Fabio Chiusi

L’ultimo testo del disegno di legge sulle intercettazioni non ha eliminato l’articolo che soffoca la conversazione in Internet: una sequela di obblighi burocratici che non esistono in nessun Paese libero. Prima di cantare vittoria, meglio assicurarsi di poter aprire la bocca. E il nuovo emendamento del governo al disegno di legge sulle intercettazioni, quello che secondo alcuni toglierebbe il “bavaglio”, in realtà non lo consente. Non in rete, almeno: dato che il comma 29 – meglio conosciuto come “ammazza-blog” – resta invariato. Continuando così a prevedere l’estensione dell’obbligo di rettifica contenuto nella disciplina per la stampa ai “siti informatici”. Che cosa significa? In soldoni, che qualsiasi blogger non rettifichi un post entro 48 ore dalla richiesta, rispettando inoltre stringenti criteri grafici, di posizionamento e visibilità, rischia di incorrere in una multa fino a 12.500 euro. Insomma, bastano un paio di giorni al mare oppure una rettifica data nel modo sbagliato per ritrovarsi con diverse migliaia di euro da pagare. Un ragazzo che scrive un’inesattezza e poi parte per un week end senza collegarsi a Internet, …

"Scontro tra Tremonti ed enti locali. Il decreto sul federalismo blocca i fondi a comuni e province che non collaborano", di Nicoletta Cottone

È arrivato il primo via libera del Consiglio dei ministri al decreto attuativo del federalismo fiscale sui fabbisogni standard di Comuni e Province. Il testo ora passerà all’esame della Conferenza Stato-Regioni e della commissione bicamerale per il federalismo fiscale per poi tornare dopo l’estate in Cdm per il via libera definitivo. Si tratta del secondo decreto legislativo della delega sul federalismo fiscale. Il testo prevede il blocco ai fondi per i comuni e per le province che non collaborano all’attuazione del federalismo. La Sose (Società per gli studi di settore), infatti, potrà chiedere ai comuni e alle province di fornire, entro 60 giorni, tutti i dati necessari alla definizione dei fabbisogni standard. Chi non dovesse collaborare sarà «sanzionato con il blocco, sino all’adempimento dell’obbligo, dei trasferimenti a qualunque titolo erogati». Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha rassicurato sui tempi del decreto per l’autonomia fiscale degli enti locali che oggi hanno bocciato all’unanimità i tagli alla manovra: arriverà entro fine mese «nel rispetto dell’accordo firmato con i Comuni». Dunque non ci saranno slittamenti oltre la data …

"Un paese senza politica industriale", di Luigi La Spina

L’esercizio è semplice, ma l’effetto è impressionante. Basta accostare due notizie, registrate da tutti i giornali negli ultimi giorni. La prima, in ordine di tempo, si riferisce al rapporto Svimez 2010 sull’economia del nostro Mezzogiorno, dove si segnala addirittura il rischio di «una estinzione» dell’industria nel Sud. La seconda, di ieri, riporta le dichiarazioni dell’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, nelle quali si annunciano, da Detroit, il passo decisivo e obbligato dell’azienda sulla via dell’internazionalizzazione e la scelta di spostare in Serbia la costruzione della nuova monovolume, in un primo momento prevista a Mirafiori. Il drammatico allarme del più importante istituto di analisi economico-sociale sulla condizione delle nostre regioni meridionali e la cruda chiarezza con cui Marchionne esprime scetticismo sulle garanzie che negli stabilimenti italiani si possano ottenere per attuare progetti di investimento così impegnativi hanno suscitato nella classe politica e in quella sindacale del nostro Paese reazioni sconcertanti. Da una parte, deprecazioni generiche all’insegna di un meridionalismo sempre più vecchio e senza idee. Dall’altra, minacce, barricadiere nei toni e vane nella sostanza, contro le …

"La centrale del fango", di Ezio Mauro

Promemoria per l´estate. Mentre Berlusconi parla di “calunnie” e “campagne furibonde” contro il governo, c´è in realtà un metodo nel lavoro e nella ragione sociale della cosiddetta P3, che è venuto alla luce con chiarezza e non ha bisogno di passaggi giudiziari per avere una sua evidente rilevanza politica. È fatto di affari privati legati al comando pubblico, di istituzioni statali usate a fini personali, di relazioni privilegiate intorno a uomini potenti (Denis Verdini lo è, almeno fino ad oggi, e Marcello Dell´Utri altrettanto), di personaggi influenti arruolati per premere su personalità decisive – soprattutto nella giustizia – e infine di faccendieri svelti di mano e pronti a tutto, anche a essere bollati dal Premier come “pensionati sfigati” quando la rete è scoperta. Ma per riuscire, il metodo ha bisogno di qualcosa in più: infangare, delegittimare, distruggere. La macchina del fango che secondo i magistrati è stata messa in atto contro il candidato del Pdl alla guida della Campania, Stefano Caldoro, è agghiacciante e su “Repubblica” l´ha svelata Roberto Saviano. Si tratta della fabbricazione di …