Tutti gli articoli relativi a: attualità

Le multe sulle quote latte spaccano la maggioranza, il PD in Lombardia protesta con gli allevatori onesti

Lega e PDL divisi sulle proroghe delle multe. La Commissione Politiche Comunitarie della Camera: ok alla manovra se si cancella la proroga. E in commissione agricoltura la maggioranza va sotto. Oliverio: “La Lega sfiducia Galan”. Penati: “La Lega sta con i furbi”. Martina protesta al Pirellone: “Rischiamo un miliardo di multa”. La maggioranza scivola su una macchia di latte. E’ spaccatura tra PDL e Lega sulla norma che sospende fino al 31 dicembre 2010 il versamento della prima multa dovuta dagli allevatori che non hanno rispettato le quote stabilite dall’Ue. Mentre il PD al mattino è sotto la sede della regione Lombardia con gli allevatori onesti che protetsano contro i favoritismi a pochi furbetti a Roma la maggioranza si divide sulle proroghe ai pagamenti delle multe. La Lega proprio non ci sta a far pagare le multe e così il governo va sotto. Prime difficoltà nella commissione per le Politiche comunitarie della Camera dove si decide: “La proroga per il pagamento delle multe sulle quote latte va soppressa”. E’ l’osservazione contenuta nel parere sulla manovra. …

"A Governatori e Sindaci la patata bollente dei tagli", di Massimo Bordigon

Tremonti ha vinto il braccio di ferro con i governi locali: i tagli complessivi a carico degli enti territoriali restano invariati. Sarà però la Conferenza Stato-Regioni a decidere sul riparto dei sacrifici. Si tratta di un’eccellente mossa strategica da parte del governo. L’onere delle decisioni viene ora ribaltata su Regioni e comuni. Se se non riusciranno a trovare un accordo, il governo potrà sempre scaricare su di loro la responsabilità politica degli interventi. I probabili vincitori e perdenti. Per i tagli a Regioni e altri enti locali, cosa cambia con il maxidecreto approvato ieri in Senato? Per i saldi, nulla. Giulio Tremonti ha vinto il braccio di ferro con i governi locali e i tagli complessivi restano invariati. Cambia, o almeno cambia potenzialmente, la distribuzione degli stessi. La decisione sul riparto tra i diversi enti viene, infatti, ora affidata alla Conferenza Stato-Regioni, cioè in pratica agli stessi governi territoriali. Di qui l’uso dell’espressione generica “risorse” da ridurre, invece di “trasferimenti” nel nuovo testo approvato al Senato. L’ultima parola resta comunque al governo; se non si …

Maggioranza battuta tre volte in aula

Si tiene solo con voti di fiducia. “La maggioranza è stata battuta tre volte in aula grazie alla presenza massiccia del Pd e delle opposizioni. E’ sempre più evidente che riesce a stare insieme solo con i voti di fiducia. E la prossima settimana ci sono tre decreti legge prima delle intercettazioni…”. Lo ha detto Dario Franceschini, presidente dei deputati del Pd commentando le votazioni sul decreto sulle missioni italiane all’estero nelle quali la maggioranza e il governo sono stati battuti. www.deputatipd.it ****** Afghanistan, governo battuto su 2 emendamenti del Pd Governo battuto nell’Aula della Camera due volte di seguito su altrettanti emendamenti al decreto legge sulla proroga delle missioni militari all’estero. L’Assemblea di Montecitorio ha approvato, a fronte del parere contrario del governo, due emendamenti del Pd. Il primo emendamento del Pd al decreto missioni è passato, nell’aula della Camera, per quattro voti di differenza (258 sì, 254 no, 1 astenuto). Il secondo emendamento, sempre del Pd, è passato per due voti (256 sì, 254 no e 3 astenuti). Nella prima votazione, nel Pdl …

"Il modello Formigoni tra affari e capoclan", di Gad Lerner

Il ciclo ventennale di egemonia della destra sulla regione Lombardia e sul comune di Milano sta degenerando in un esito sorprendente.Su cui il primo a riflettere dovrebbe essere il suo protagonista indiscusso, Roberto Formigoni. Leader politico di Comunione e Liberazione, affiancato sul piano culturale dal medico Giancarlo Cesana che ha sostituito Carlo Tognoli alla presidenza del Policlinico di Milano, Formigoni è il condottiero che ha rovesciato la supremazia del cattolicesimo sociale interpretato da uomini come Piero Bassetti e Giuseppe Guzzetti; mentre nel capoluogo lombardo veniva meno il buongoverno del riformismo socialista. Qual è il lascito della virata a destra, che dapprima ha portato al potere i militanti integralisti della restaurazione antisessantotto, per poi spartirlo con il populismo della Lega sotto l´ombrello protettivo oligarchico di Berlusconi? Il risultato è sotto gli occhi di tutti, a partire dal fiore all´occhiello del ventennio formigoniano: il modello lombardo della sanità convenzionata. È di ieri la notizia che anche il direttore generale dell´Azienda sanitaria di Monza e Brianza risulta coinvolto nell´inchiesta sulle infiltrazioni politiche della ‘ndrangheta, come già il suo …

"Vince la libertà non la legalità", di Massimo Giannini

«Questa legge non può passare, e non passerà», aveva scritto “Repubblica” all´inizio della battaglia sulle intercettazioni telefoniche. Non era un ideologico «grido di battaglia» contro la legge-bavaglio voluta a tutti i costi da Silvio Berlusconi, che minaccia i diritti di libertà e i principi di legalità. Era invece una rischiosa ma convinta «scommessa» sulla forza della democrazia. La scommessa racchiudeva, da una parte, un atto di fiducia verso le istituzioni repubblicane, nonostante le continue aggressioni del presidente del Consiglio. Dall´altra, un investimento sull´opinione pubblica, nonostante le continue manipolazioni dell´agenzia Stefani berlusconiana. È ancora presto per trarre conclusioni definitive: l´iconografia del Caimano ci ricorda che proprio nei momenti più drammatici il colpo di coda è sempre possibile. Ma allo stato degli atti, la giornata di ieri dice che almeno una parte di quella scommessa è stata vinta. Per ora Berlusconi incassa una sconfitta durissima, dentro la sua maggioranza e di fronte al Paese. Il governo, suo malgrado, è costretto a far suoi gli emendamenti sul diritto di cronaca. Se la Camera li voterà e li approverà, …

Si scrive Sud, si legge povertà

Nel 2008, il 21% delle famiglie del Sud Italia non ha avuto soldi per il riscaldamento e il 20% per andare dal medico. Questo è l’allarme che ha lanciato nel suo Rapporto 2010 sull’Economia dell’Economia, la Svimez, Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno. Non solo – si legge – “otto famiglie su cento hanno tirato la cinghia rinunciando ad alimentari necessari e oltre una famiglia su 4 è arrivata con difficoltà a fine mese. Più del doppio (Sud 25,9%), rispetto al Centro-Nord (13,2%). Numeri che possono essere sintetizzati con un solo termine: povertà. Il 30% delle famiglie al Sud non ha avuto i soldi necessari per comprarsi i vestiti, il 16,7% ha pagato in ritardo le bollette di acqua, gas e luce e il 44% non ha potuto sostenere una spesa imprevista di 750 euro (26% al Centro-Nord). Il 14% delle famiglie meridionali vive con meno di 1.000 euro al mese, il 20% non ha i soldi per andare dal medico e una su cinque non si può permettere di pagare il riscaldamento. Semplicemente …

"La P3 spiegata ai ragazzi", di Federico Orlando

Forse, più che P3, dovremmo chiamarla Ip, Italia perenne. È meno giornalistico, ma più verosimile. Raccontata ai giovani che non l’hanno vissuta, la storia della P2 fu storia diversa, chissà se conclusa del tutto, dalla cosiddetta P3. La P2 (Propaganda 2) era una loggia segreta (“coperta”) di una scheggia della massoneria, proibita – in quanto segreta – dall’articolo 18 della Costituzione. Presieduta dal “venerabile” Licio Gelli, perseguiva, affari a parte, un piano politico eversivo: il “Piano di rinascita democratica”, scoperto nei primi anni ’80, quando l’Italia era preda di code del terrorismo, di malessere sociale dei delusi e degli esclusi dallo sviluppo, di esaurimento della capacità direttiva della Dc dopo quasi 40 anni di guida del governo. Riuniva circa mille fra generali, banchieri, professionisti, grands-commis dello stato, giornalisti, industriali; e anche faccendieri per le briciole, nodello Carboni. La scoperta del piano e la pubblicazione dei nomi, soprattutto di generali e funzionari che avevano giurato fedeltà alle istituzioni, e poi avevano giurato alla Loggia di abbatterle con un golpe morbido che partiva dalla conquista della Rai …