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Bersani: «L’immagine dell’Italia: corruzione e crisi sociale», di Simone Collini

Che ci sia un problema di corruzione, oltre che sociale, che si sia aperta una questione di legalità e mancato rispetto delle regole, lo vedono bene gli italiani. E non solo gli italiani». Pier Luigi Bersani parla poche ore prima di imbarcarsi sull’aereo che dagli Stati Uniti lo riporta in Italia. Questa settimana di incontri e colloqui tra Washington e New York è stata caratterizzata qui da noi dall’uscita di notizie su loschi affari e nuove logge segrete, in cui i nomi dei faccendieri sono affiancati da quelli di esponenti del Pdl. E il segretario del Pd ha toccato con mano la «preoccupazione» che anche oltreoceano desta «l’instabilità italiana». Un’instabilità a cui si aggiungono anche evidenti «meccanismi di controllo dell’informazione» e pratiche tese a «deformare il sistema democratico». «È inutile che Berlusconi dica che godiamo di una buona immagine all’estero», dice Bersani dopo aver incontrato membri del Dipartimento di Stato, del Congresso Usa, dell’Onu, sindacalisti, economisti. «Semplicemente, non risulta. L’Italia in questo momento viene guardata con un misto di apprensione e incredulità. In molti colloqui …

"Ghe pensi mi? No, l'Umberto", di Miguel Gotor

«Ghe pensi mì»: al rientro dal suo viaggio a Panama, Berlusconi si è espresso in dialetto milanese per raccogliere le energie necessarie a fronteggiare una crisi di appannamento della sua lecmmagini propri della mitologia leghista più tradizionale, si è detto convinto che il presidente del Consiglio «se la caverà» perché una di queste mattine, novello Alberto da Giussano, «si alzerà , scoprirà che la spada è ancora affilata e la userà per fare la guerra». Staremo a vedere, ma intanto lo scambio di amorosi sensi fra i due grandi lombardi della politica italiana – l’imprenditore brianzolo che si è fatto da sé e l’uomo del popolo con in testa un’idea meravigliosa – rivela una nuda e cruda verità: la Lega, ogni giorno che passa, ha sempre di più in tasca la golden share del governo. Eppure, al di là delle battute in dialetto e delle strizzatine d’occhio gergali, la situazione del governo è più difficile di quello che sembra. In primo luogo, perché è del tutto chiaro che il giorno in cui Berlusconi deciderà di …

"Perché non esiste l'opinione pubblica unica", di Ilvo Diamanti

Difficile trovare un´altra epoca nella quale il richiamo al popolo sia risuonato così ossessivo e insistente. Quasi come un rap. Nelle varianti più diverse. La più frequente evoca la “volontà degli elettori”. Contro cui congiurerebbe la Sinistra, insieme ai suoi complici e alleati. I magistrati, in testa. E, naturalmente, i giornalisti. Le testate della stampa e della tivù che continuano a fare – seriamente – il loro mestiere. Tradotto, nel linguaggio del premier: gettano fango per “ribaltare il voto”. Lo stesso argomento usato dalla Lega contro un´altra Magistratura, il Tar del Piemonte, che ha imposto il riconteggio di 15 mila schede delle ultime elezioni regionali. Che rischiano, così, di essere ripetute. Qui non sono le specifiche vicende, a interessarci. La P3 o la verifica del risultato in Piemonte. Ma, appunto, l´argomento usato. Il tradimento del popolo e degli elettori. Seppure non sia facile capire come potrebbero, la sinistra, i giudici e i giornalisti, impedire al governo di governare. Questione di numeri, visto che nessun governo del dopoguerra ha potuto disporre di una maggioranza tanto ampia. …

"Bersani: pronti a transizione primo obiettivo legge elettorale", di Simone Collini

Il Pd dà poco credito al Berlusconi che torna a minimizzare sulla nuova P3 (l’aveva fatto anche prima delle dimissioni di Nicola Cosentino), promette per l’ennesima volta di ridurre le tasse ed esclude «ipotesi diverse di governo». I vertici dei Democratici sono convinti che questa fase non può durare a lungo e che l’unica soluzione per uscire dallo stato di crisi sia dar vita proprio a un governo diverso, un esecutivo di transizione che in breve tempo approvi le riforme necessarie per un rilancio dell’economia e una nuova legge elettorale con cui andare poi di nuovo al voto. È lo stesso segretario Bersani a far sapere che da parte del Pd c’è la «disponibilità a considerare una fase di passaggio per uscire da questo ciclo politico», a precisare che «quando parliamo di superamento di un ciclo, parliamo di Berlusconi» e a lanciare nuovamente un appello alle «forze più consapevoli» del centrodestra affinché riconoscano che «così non può andare», mentre è possibile dar vita a un governo di transizione delimitato da ben precisi paletti. Il «primo» …

"Le Idi di Luglio", di Massimo Gramellini

Ave direttore, attraverso il Suo giornale intendo denunciare l’uso improprio che in questi giorni si sta facendo del mio nome. Mi ritrovo coinvolto in resoconti bizzarri, tirato in ballo da individui a me del tutto ignoti. «Amm’a vedé Cesare» (ma che lingua è, sannita?). «Credo che il dossier sia arrivato nelle stanze di Cesare, i tribuni ne hanno già dato notizia». (Chiacchieroni perditempo, prima o poi li caccio e metto al loro posto una vestale). «Marcello parla anche a nome di Cesare». Alt. E chi sarebbe questo Marcello che parla a mio nome? Il glorioso console che conquistò Siracusa o il noto bibliotecario che tiene i contatti con Palermo? Ce n’è uno che si spaccia per mio cugino: gli dedicherò il «De bello pallico», una raccolta di barzellette lapidarie (la mia preferita è «Veni vidi Ici», dedicata al federalismo fiscale). Un altro tira in ballo la storia del «vice Cesare» e qui non vorrei sembrarle petulante, ma visto che sull’argomento ho già preso un bel po’ di pugnalate, ribadisco che non esiste ancora un vice …

"Quella macchina del fango targata Cosentino", di Roberto Saviano

Quando si dà fastidio al governo o a chi comanda cosa succede in Italia? Quando un politico viene scelto al posto di un altro più potente ma indagato dall´antimafia cosa accade? Ora lo vediamo. In quel momento, infatti, si attiva una macchina fatta di dossier: giornalisti conniventi e politici faccendieri cercano attraverso media e ricatti di delegittimare i rivali. Così succede a chi non si allinea, fango, voci, raccolta dei vizi, sgretolamento delle virtù. Un mestiere in cui alcuni cronisti campani sono maestri, un meccanismo che in Campania è remunerativo più che altrove. Leggere le indagini di questi ultimi giorni prende allo stomaco, crea vertigine. Per questo tutti devono sapere e chi non reagisce sceglie, in qualche modo, di essere complice. Provate a leggere e capire quanto organizza Nicola Consentino insieme a Arcangelo Martino, Pasquale Lombardi, Flavio Carboni, Ernesto Sica. Con un aiuto fondamentale. Quello del Presidente della Corte di Appello di Salerno perché secondo i carabinieri «Umberto Marconi dà una consulenza giuridica a tutta l´operazione e connette le informazioni all´ambiente giornalistico e giudiziario». Il …

"I giudici e il peso del rinvio", di Luigi La Spina

Le sentenze dei magistrati si rispettano, ma si possono commentare. La decisione dei giudici amministrativi sulle elezioni regionali in Piemonte ha innescato, per la felicità dei giuristi, una ridda di interpretazioni e di pareri contrastanti. Per il comune cittadino, invece, la reazione, di sorpresa e di sconcerto, è stata abbastanza comune. Di fronte a due litiganti, ci si aspetta un verdetto che dia ragione o all’uno o all’altro. Al contrario, davanti a due strade, i giudici del Tar ne hanno individuato non solo una terza, persino una quarta e una quinta. Dalla giustizia si chiede la riduzione delle tesi contrastanti in una sola verità. Come si può non esprimere un sentimento di perplessità, quando da una camera di consiglio nasce una moltiplicazione delle ipotesi? A tutela del lettore, e magari anche dell’autore, è bene evitare di scendere in dettagli giuridico-amministrativi che, una volta e chissà perché, si attribuivano alle propensioni contorte di menti bizantine. Ma con qualche azzardo, il mestiere impone di tentare una semplificazione. Contro la vittoria del leghista Cota, alla Regione Piemonte, erano …