Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La Francia contro i suoi re", di Barbara Spinelli

Nei film più neri di Claude Chabrol, sono personaggi di infima origine – una governante analfabeta, una postina, una spogliarellista, un maestro alla deriva – a scombussolare d’un tratto i finti equilibri dell’alta borghesia precipitandola nell’orrore o nella morte. Nel Buio nella mente, la governante analfabeta Sophie governa perfettamente la villa, ma l’umiliazione l’ha come prosciugata e i suoi sogni li sfama trangugiando cioccolata e Tv. I tenutari della villa sono serviti con la massima meticolosità fino al momento in cui ogni cosa barcolla e si rovescia: il padrone frana nella soggezione; il servo insorge e si fa padrone dell’universo. L’ignorante-analfabeta ha come un occhio in più; il colto e ricco borghese si scopre cieco. Non ha visto che la storia, quando i rapporti di potere s’immiseriscono, sono i domestici a farla. È quello che sta succedendo in Francia, con lo scandalo Bettencourt. Un maggiordomo trattato senza rispetto registra in segreto le conversazioni private della padrona, e porta alla luce storie abiette di corruzione politica e di evasione fiscale. Una contabile-governante, anch’essa maltrattata e licenziata, …

"I tagli uccidono il federalismo regionale addio a 5 miliardi di autonomia impositiva", di Roberto Petrini

Emendamento-beffa del governo: nella costruzione federalista non si calcola la manovra. I trasferimenti da fiscalizzare non ci sono più: sono stati già sforbiciati dal decreto. L´espressione più densa di sarcasmo e un po´ macabra, l´ha usata il governatore della Puglia, Nichi Vendola, venerdì scorso, il giorno della rottura tra le Regioni e Tremonti. «Faranno il federalismo col morto», ha detto. Non è andato tanto lontano dalla realtà perché nella battaglia delle cifre che segna ormai da mesi il federalismo fiscale ci sono pochi punti fermi e – è bene dirlo subito – la manovra d´estate e il mancato accordo, rischiano di ammazzare anche quelli. Il primo punto fermo è un numero che compare nell´«Allegato 2» elaborato dalla Copaff, cioè la Commissione tecnica paritetica per il federalismo fiscale, che il 30 giugno ha corredato di cifre la relazione presentata dal ministro dell´Economia Tremonti. La tabella ci dice che i trasferimenti alle Regioni che devono essere soppressi, per lasciare il posto alla fiscalizzazione, cioè alla trasformazione in gettito tributario (ovvero regolari e affidabili compartecipazioni alle tasse che …

Le Regioni si rivolgono a Napolitano. Le associazioni: "Rischio recessione culturale"

Lettera aperta al governo di Federculture, Civita, Fai, Italia Nostra, Legambiente e WWF. Il 26 scioperano i diplomatici italiani, che denunciano un “preludio allo smantellamento” del ministero. Il segretario del Pd Bersani si unisce alle richieste dei governatori. Quote latte, la Ue avvisa: “Rischio infrazione” ROMA – Proseguono le proteste nei confronti della manovra che il governo varerà nei prossimi giorni. E se i diplomatici italiani annunciano uno sciopero per il 26 luglio, parlando di uno “smantellamento” della Farnesina, e il presidente della Conferenza delle Regioni Errani si rivolge al Capo dello Stato Napolitano, per ribadire che i governatori intendono rimettere le deleghe, sei associazioni culturali e ambientali scrivono al governo, paventando il rischio di una “recessione culturale nel Paese” a causa dei tagli operati dalla manovra. E, sull’emendamento che riguarda le quote latte, la Ue avvisa: se dovesse essere confermato, l’Italia verrà sottoposta alla procedura d’infrazione. Appello delle Regioni a Napolitano. All’indomani della rottura avvenuta al termine del vertice con il premier Berlusconi e il ministro dell’Economia Tremonti, le Regioni si rivolgono al presidente …

"Con il federalismo truffa stanno tagliando 14 miliardi di servizi. Regioni, spiegatelo ai cittadini"

Bersani a L’ISOLA CHE C’E’: “Basta con la subalternità alla Lega. L’autonomismo lo abbiamo inventato noi, loro hanno fatto solo le ronde” immagine documento “Non vorrei che il federalismo che ha in testa Tremonti diventasse la via italiana per ridurre lo stato sociale che è basato sulla dimensione locale. Non vorrei che il federalismo fosse il pretesto per dare una botta alla spesa sociale. Non si possono dare mazzate così senza sapere cosa si sta facendo, si passa dal federalismo delle chiacchiere al federalismo della truffa”. Dalla scuola di politica del Partito democratico che si svolge a Venezia, Bersani ha denunciato come se “si abbassa di 14 miliardi di euro la soglia della finanza regionale locale, o sono 14 miliardi in meno di servizi o sono 14 miliardi in più di tasse. Se vogliamo toglierne uno per gli sprechi? Saranno 13 miliardi oppure saranno 12, ma questo è quello che sta succedendo. Poi come curiamo i cancri, come gestiamo gli asili che chiudono? Occhio ai costi standard. In Emilia 29 bambini su 100 hanno gli …

«"Amo la Costituzione perchè è scritta in modo semplice". Giovanni Maria Flick apre la scuola di politica "L'Isola che c'é"», di Ivana Giannone

Giovanni Maria Flick apre la scuola di politica “L’Isola che c’é” a San Servolo: “L’hanno scritta così perchè avevano cose forti da dire”. “Sono innamorato della Costituzione. Lo sono perché parla in modo semplice, perché i nostri padri la scrissero in modo semplice, così che potessero capirla anche i politici e i professori universitari. Diffidate di chi parla difficile: o non ha nulla da dire o non vuole farsi capire”. È questo il biglietto da visita di Giovanni Maria Flick, giurista ed ex presidente della Corte Costituzionale, nonché relatore d’apertura del workshop di “In buone mani”. Davanti ad una platea di ragazzi e giovani amministratori locali, lo studioso apre i lavori del workshop con una profonda riflessione sul federalismo e l’unità d’Italia. Nella sue parole tanta passione e la precisa volontà di far comprendere a chiunque in sala concetti che normalmente sono appannaggio dei soli “addetti ai lavori”. Oggi quella Carta così semplice pone un problema fondamentale: quale modello di federalismo? “La riflessione è d’obbligo, tanto più nel centocinquantesimo anniversario dell’unità l’Italia. In questa ricorrenza …

«L’agenzia segreta di Carboni per aggiustare giudici e politici», di Claudia Fusani

A volte ritornano. Forse, peggio, non sono mai sparite del tutto. Sono le cricche, più o meno occulte, che muovono i fili del nostro paese. Se ha agito in modo «palese» la cricca di Anemone e Balducci pur in barba alle regole e al mercato, quella di Flavio Carboni, Pasquale Lombardi e Arcangelo Martino «era caratterizzata dalla segretezza degli scopi volta a condizionare il funzionamento degli organi costituzionali e di apparati della pubblica amministrazione dello Stato e degli enti locali». Una nuova P2. Di sicuro una sorta di agenzia segreta che aveva come obiettivo il condizionamento di giudici e politici per aggiustare e orientare sentenze e pronunce, decisioni importanti, dal Tar alla Cassazione, dal Csm alla Corte costituzionale. Il tutto in favore del Presidente del Consiglio (lodo Alfano), di qualche procuratore e presidente di Corte d’Appello (Milano), di governatori (Formigoni) e aspiranti tali (Cosentino). Molte volte, come vedremo, il presunto sodalizio piduistico è andato a buca. «La figura di merda l’amme fatta nuje cu chille d’a Corte d’Appello (…). Pasquà tutta gente inaffidabile come Fofò, …

«Strappo finale delle Regioni», di Roberto Giovannini

Il governo spacca il fronte degli Enti Locali: sulla manovra trova l’accordo con i Comuni e le Province, mentre arriva alla rottura totale con le Regioni, che ora vogliono restituire allo Stato le deleghe che non sono più in grado di sostenere dopo i tagli di 8,5 miliardi decisi nel decretone. Ma anche le Regioni si dividono: i due leghisti, Roberto Cota (Piemonte) e Luca Zaia (Veneto), si sfilano dalla battaglia condotta dai due presidenti di Emilia-Romagna, Vasco Errani, e Lombardia, Roberto Formigoni. A Palazzo Chigi si sono presentati prima i presidenti delle Regioni, poi a ruota i sindaci dell’Anci e i presidenti di provincia. Era evidente che Tremonti non aveva nessuna intenzione di fare concessioni alle Regioni, che chiedevano di riproporzionare i tagli tra Stato centrale ed enti locali. In realtà, introducendo Berlusconi ha aperto all’idea di un gruppo di lavoro per «prendersi quattro giorni» e valutare possibili aggiustamenti. Ma è stato subito stoppato da Tremonti, che ha chiarito che intervenire sulla manovra a questo punto avrebbe conseguenze catastrofiche, con possibili bastonate da parte …