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Il 9 luglio silenzio della rete, per evitare che possa essere un silenzio definitivo

Questo sito aderisce alla “Giornata del silenzio della rete” Dopo l’esperienza comune fra Lettera 22, Reporter Senza Rete e Articolo 21 per la campagna di comunicazione della manifestazione del 1 luglio a Piazza Navona, le tre associazioni unite hanno lanciato, in collaborazione con la FNSI “La giornata del silenzio della rete”. La protesta contro il ddl Alfano, dopo la manifestazione, si protrarrà in forme e modi diversi: giornali e testate web listate a lutto, il giorno 9 – appunto – la giornata del silenzio. Infine il 29 protesta davanti alla Camera per l’inizio della discussione sul decreto intercettazioni. “Pensiamo che sia importante anche l’adesione di quelle redazioni “sommerse”, spesso informali, che costituiscono l’informazione diffusa nel nostro Paese e che in gran parte viaggia sul web. Un mondo però che, proprio per questa sua specificità, spesso si astiene da queste forme di protesta. – recita l’appello dei promotori lanciato sul web – “Questa volta non sarà così. Non pubblicheremo nulla il giorno 9 se non le nostre considerazioni sulla legge bavaglio. In questo modo sarà chiaro …

«Giorgia rimandata a ottobre», di Mario Lavia

La pessima figura del ministro per la gioventù, la rissa alla camera con i sodali del sindaco di Roma come protagonisti. In questi primi due anni di legislatura di Giorgia Meloni, giovane ministro per la gioventù, non si era parlato molto. Ma ieri si è rifatta, anche se in negativo: il suo provvedimento che stanziava un mare di milioni per “i giovani” è stato rimandato indietro, dall’Aula torna in commissione. Una giornata no, una brutta figura. Eppure la Meloni si era caratterizzata, da vicepresidente della camera nella precedente legislatura, per grinta e astuzia politica, nessun timore reverenziale dallo scranno più alto di Montecitorio nel bacchettare con pesante accento romanesco deputati ben più noti e importanti di lei. Tanto che se ne parlò come di una nuova stella della destra: una destra popolare, legata alla società, frutto di un’antica attitudine militante “di base” eppure in sintonia con i tempi. Troppo in sintonia, forse. Al punto – par capirci – di inserirsi (magari senza tanto entusiasmo) nel corteo dei nuovi fedeli del Cavaliere, a costo di rescindere …

«Le ragioni di un silenzio a malincuore», di Mario Calabresi

La Stampa domani mattina non sarà in edicola, come la maggior parte dei quotidiani italiani, nel tentativo estremo di protestare contro la cosiddetta legge sulle intercettazioni, una legge che consideriamo sbagliata perché non sembra scritta per garantire una maggiore privacy agli italiani (diritto sacrosanto) ma per rendere più problematiche e difficili indagini e inchieste e per diminuire le possibilità dei cittadini di sapere cosa accade. Così abbiamo deciso di aderire a questo sciopero, ma non posso nascondere che lo abbiamo fatto a malincuore, dopo aver proposto e indicato per settimane possibili strade alternative secondo noi più efficaci e valide. Strade che abbiamo sperimentato sulle pagine di questo giornale spiegando con chiarezza ai lettori come la legge in discussione in Parlamento diminuirebbe la loro possibilità di essere informati e di poter giudicare consapevolmente. Siamo convinti che nel momento in cui si denuncia il tentativo di imbavagliare l’informazione, nel momento in cui il presidente del Consiglio invita i cittadini a scioperare contro i giornali lasciandoli invenduti in edicola, la scelta migliore da fare fosse quella di continuare …

«Il Pd lancia al governo una sfida concreta sulla tv», di Rognoni Carlo*

Corrado Calabrò ha “la facoltà di fare segnalazioni al governo”. E ieri ha confermato il suo impegno di segnalatore. Per esempio «per un assetto diverso della govemance» della Rai, «svincolato dai partiti, che valorizzi la capacità gestionale e decisionale». Non so se il govemo accoglierà l’invito dei presidente dell’Agcom. Quello che è certo è che la proposta di cambiare subito la govemance della Rai è già entrata nell’agenda del Partito Democratico. Proprio Pierluigi Bersani ne ha parlato prima in una lettera al Corriere della Sera e oggi [ieri, n.d.r] ne parlerà in una conferenza stampa. Si tratta di una proposta seria, concreta, realizzabile. Intanto è molto chiara e si muove nella logica di riportare una grande azienda nell’alveo del codice civile: nominare un amministratore delegato indicato dal Tesoro, votato dai due terzi diun Consiglio di amministrazione espresso dalla Vigilanza ma anche dalle regioni e dai comuni. Affidare a questo manager il compito di preparare entro i primi 180 giorni un piano di riorganizzazione del servizio pubblico. A lui e non al Consiglio come è oggi …

Dopo gli spot, le botte

Pubblichiamo alcuni commenti sulla manifestazione dei terremotati d’Abruzzo, che hanno ricevuto botte invece che risposte. «La responsabilità delle promesse», di Francesco Merlo MA PERCHE’ sono stati mobilitati i reparti antisommossa per fermare un corteo di terremotati pacifici, senza black bloc e senza giovani rivoluzionari armati di estintori? Le immagini in diretta della benemerita Sky, che non è certo una riedizione di Telekabul ma soltanto si limita a non applicare il “codice Minzolini”, hanno fatto vedere in maniera inequivocabile che la marcia degli Aquilani a Roma era al tempo stesso popolare e ragionevole. Di sicuro, tra molte donne e tanti anziani non c’erano i professionisti del passamontagna, niente sbarre e bastoni, niente bandiere rosse e neppure ghigni e grugni di facinorosi. In generale si sa che i terremotati sono spesso arrabbiati ma raramente pericolosi, e in particolare gli abruzzesi dell’Aquila sono di natura ben più quieti dei sovversivi siciliani del Belice, non sono agitati dalle turbolenze plebee degli irpini e non hanno neppure le durezze calviniste dei friulani. Insomma, da che mondo è mondo, tutti i …

«Cavilli scambiati per cavalli», di Michele Ainis

Chissà perché in Italia ogni mosca in volo diventa un’astronave. L’ultimo Ufo è atterrato davanti al Quirinale, con un doppio avvistamento: da destra (il Giornale) e da sinistra (il Fatto quotidiano). Lassù sul Colle hanno smentito seccamente la notizia, ma gli avvistatori recano prove inoppugnabili. In attesa di discuterne al prossimo congresso di cosmologia, proviamo a misurarle in questa sede. Dunque, il Senato sta votando con legge costituzionale il lodo Alfano, che forgia uno scudo processuale per il governo e per il Capo dello Stato. Un senatore del Pd – Stefano Ceccanti, che di mestiere fa il costituzionalista – avanza un emendamento che dichiara il Presidente improcessabile, e perciò sottratto all’autorizzazione parlamentare da cui dipende viceversa l’immunità per i ministri. Da qui la prova, una e trina come il Padreterno: se Ceccanti ha firmato quell’emendamento, significa che aveva la benedizione del partito; se il Pd si è fatto avanti, significa che è stato imbeccato dal diretto interessato, ossia dal Presidente; se Napolitano vuole sottrarsi ai rigori della legge, significa che ha commesso qualche marachella. Lui …

«Una libertà che è di tutti», di Fiorenza Sarzanini

Il diritto di essere informati Una giornata di silenzio che in realtà serve a parlare. Una giornata senza radio, televisioni, giornali e siti Internet per far sì che siano i cittadini a rivendicare il proprio diritto a essere informati. Perché la protesta indetta dalla Federazione nazionale della stampa non è la difesa corporativa dei giornalisti, ma il grido di allarme di chi si preoccupa per gli effetti che avrà la nuova legge sulle intercettazioni: limiti forti alla possibilità di diffondere notizie; di fare informazione. Decine di parlamentari, non soltanto dell’opposizione, si sono espressi sui rischi delle nuove norme. Ma è stato soprattutto il presidente della Repubblica, fatto non usuale, ad evidenziare più volte le «criticità» del provvedimento che riscrive le regole per imagistrati ancor prima di quelle per la stampa. Sullo sfondo rimane lo scontro politico che di fatto sta trasformando questa legge in un trofeo per uno degli schieramenti – ormai trasversali – che riuscirà a farla approvare oppure a farla finire su un binario morto. Si parla di intercettazioni, ma quello che riguarda …