Tutti gli articoli relativi a: attualità

Sardegna e Sicilia, vince il centrosinistra

Elezioni amministrative in Sardegna: il centrosinistra conquista 6 province su 8 e vince i ballottaggi nei comuni. Anche in Sicilia vittoria a Gela, Enna e Milazzo. Bersani: “Una bella vittoria per il centrosinistra. Un en plein che non lascia discussioni”. Lai (Pd): “Da Sardegna segnale politico al Paese”. Zoggia: “ Con proposte di governo serie e concrete si vince” . Ballottaggi vittoriosi per il Pd nelle isole maggiori. In Sardegna si tornava a votare per eleggere i Presidenti di tre Province: Cagliari, Nuoro e Ogliastra e i sindaci di quattro comuni oltre i 15.000 abitanti: Iglesias, Porto Torres, Nuoro e Sestu. E abbiamo vinto in tutti i casi. Graziano Milia e Roberto Deriu si sono riconfermati Presidenti rispettivamente delle province di Cagliari e Nuoro. Clamorosa è stata la rimonta di Graziano Milia nel capoluogo di regione: ha battuto il candidato della coalizione di centro destra Giuseppe Farris che aveva chiuso il primo turno in vantaggio di 13 punti. Milia ha ottenuto il 52,42 per cento dei consensi (61.785 voti).. A Nuoro: il Presidente uscente Roberto …

Imprese in ginocchio e l´incubo-tasse "Non abbiamo i soldi per ricominciare", di Jenner Meletti

L´AQUILA – Sui muri e sui lampioni l´Sos è ripetuto mille volte. «Manifestazione cittadina, corteo per la città. SOS: Sospensione delle tasse. Occupazione. Sostegno all´economia». Non ci sono firme, nel manifesto, con il disegno di un uomo arrabbiatissimo che grida: «…che te debbo da´?!». «Non è necessario mettere le firme – dice Luigi Fabiani, il tributarista che ha preparato la piattaforma delle richieste dell´Aquila al governo – perché c´è tutta la città. Sindacati, associazioni, commercianti, artigiani… Anche la Curia ha mandato la propria adesione». Forse qualcosa sta cambiando, nella città del terremoto. Le domeniche con le carriole hanno riportato nelle strade chiuse soprattutto i residenti nel centro storico ma domani, al corteo contro «il secondo terremoto», ci saranno pure gli aquilani delle periferie e delle frazioni, quelli del cratere e anche il vescovo Giovanni D´Ercole. «Secondo terremoto, l´abbiamo chiamato, perché il governo che vuole reintrodurre le tasse provocherà un terremoto economico». Il disastro non è solo annunciato, è già arrivato. Non ci sono i soldi per aggiustare le case B e C., quelle con pochi …

"Lo Sviluppo demolito", di Sergio D'Antoni

Ne hanno fatto un deserto e lo hanno chiamato pace. Perdonerà Tremonti, ma la frase di Tacito –tanto in voga negli anni del conflitto in Vietnam – è perfetta per descrivere il trattamento che il governo riserva al ministero dello Sviluppo economico. Nel pieno di una crisi che colpisce soprattutto le aree e le fasce deboli, il governo Berlusconi ha infatti definitivamente demolito il dicastero chiamato a varare politiche di crescita e di coesione nazionale. Il ministero è ridotto a brandelli. L’esecutivo ne ha smantellato gli organismi e prosciugato le risorse, rendendolo nei fatti una graziosa scatola vuota. Il governo si è mosso in due direzioni. Da una parte ha tagliato per far cassa 2,5 miliardi dal fondo per lo sviluppo e il riequilibrio territoriale, raschiando il barile delle risorse nazionali destinate alla convergenza delle aree deboli. Dall’altra ha spostato alle dirette competenze della presidenza del consiglio il Dipartimento delle politiche di sviluppo, vero e proprio caveau chiamato a gestire e ad assegnare i fondi comunitari e le quote nazionali e regionali del Fas. In …

"Patriota per forza", di Massimo Gramellini

Ogni volta che qualche leghista maltratta l’inno mi torna alla memoria un episodio della primissima infanzia. Ero sugli spalti dello Stadio per un meeting di atletica, quando la banda attaccò una marcetta spiritosa. Gli spettatori si alzarono in piedi: anche mio padre, che subito imitai. Ma un ragazzino più grande di me rimase tranquillamente seduto. «E tu perché non ti alzi?», gli chiese mio padre. «C’ho un cicles attaccato al sedere». Non disse proprio «sedere». Ma di sicuro disse «cicles», la gomma da masticare. Mio padre, ex partigiano, serrò gli occhi a fessura: «E’ un bel problema, ma te lo risolvo io». Prese il bulletto per le ascelle e lo sollevò. «C’è gente che è morta perché tu potessi ascoltare in pace questo inno. Porta un po’ di rispetto, cretino!». Intorno a lui si levò un applauso caldo e solidale, che sferzò l’amor proprio del ragazzo più ancora del fervorino. Non so se sarei capace di comportarmi come mio padre. Invece degli applausi, avrei paura di beccarmi una coltellata o un’accusa di molestie ai minori. …

Intercettazioni, nessuna forzatura dei tempi

Dario Franceschini scrive al presidente della Camera: il Pd non accetterà forzature sui tempi per esaminare il ddl sulle intercettazioni e in base al regolamento non potrà andare in Aula prima di settembre. Fini risponde: “Rispetteremo il regolamento” Il Pd non accetterà forzature sui tempi per esaminare il ddl sulle intercettazioni e in base al regolamento non potrà andare in Aula prima di settembre. Così il capogruppo alla Camera, Dario Franceschini ha iniziato la sua lettera indirizzata a Gianfranco Fini con cui, a nome del Pd, ha chiesto il rispetto delle regole e dei tempi per l’approvazione del ddl intercettazioni. In effetti dopo i diktat del presidente del Consiglio e il conseguente voto di fiducia al Senato, i dubbi su una nuova forzatura fatta dalla maggioranza erano davvero più che evidenti. Ad oggi, non solo si profila la promulgazione di una legge sbagliata, ma si accelera l’iter senza nessuna valida motivazione. Davvero non si capisce come il ddl intercettazioni possa essere una priorità rispetto alla soluzione della crisi economica e la costruzione della manovra finanziaria. …

Il Polemista «Chi slega la Lega?»

Berlusconi corre ai ripari per difendere l’onore dell’Italia dopo le sparate leghiste sul tricolore. Barzellette per nascondere come la Lega si senta davvero sopra alla regole…italiane – Il Polemista immagine documento Per fortuna che Silvio c’è! E questa volta non è il testo di una splendida canzone autocelebrativa. Silvio Berlusconi, in Bulgaria prima e in Libia poi, riesce a ridare lustro al Tricolore dopo che ministri e governatori leghisti, in diverse forme, hanno provato ad appannarlo. Veniamo ai fatti. Prima di tutto c’è stato l’attacco ai giocatori della Nazionale di calcio: Maroni e la sua miracolata tessera del tifoso hanno aperto il campo alle micchette bagnate di Calderoli che ha chiesto ai giocatori di rinunciare ai premi vittoria. Poi è stato il momento di Flavio Tosi, sindaco di Verona, tra i più puri della filosofia del “durismo” della Lega. Per lui le regole del codice della strada non esistono e la “sua” Audi 6 ha il permesso di seguire regole che nessun automobilista potrebbe permettersi. Nel giro di poche giorni è riuscito a farsi beccare …

"Il cortile leghista", di Francesco Merlo

La colpa è del portavoce, come nella più trita tradizione del peggiore politichese. Ma un leghista vigliacco che nasconde il proprio estremismo, uno Zaia pudico che si vergogna del proprio ciarpame anti-italiano, un capo lumbard che si impicca al proprio opportunismo è un inedito. È un salto nell’evoluzione della specie padana. Insomma eravamo abituati al leghista “ce l’ho duro” e qui scopriamo invece che Zaia ha duro solo il portavoce. L’episodio, comunque sia andata, è un piccolo concentrato di miserie, ma è ricco di significati. Il governatore del Veneto Luca Zaia è andato a inaugurare una scuola elementare nella provincia di Treviso. Ebbene, i garzoni che gli stanno intorno hanno subito ordinato, ovviamente a suo nome e per suo incarico, di sostituire l’inno di Mameli con il “Va’ pensiero”. Ed è inutile ricordare che nessuno in Italia predica retoriche sacralità musicali e che in tutto il mondo gli inni sono solo le spezie dell’identità nazionale, tanto più per gli italiani di oggi che non sono certo malati di patriottismo e di fanfare. E d’altra parte …