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Onda Libera
“Rai per una notte” fa il pieno di ascolti mentre TG1 e TG5 sono multati dall’AgCom per non aver rispettato la par condicio ai danni del PD. Bersani: “Questo dimostra che la censura oggi è un’assurdità, un boomerang”. Per via di una falsa par condicio Santoro fa più del 10% di share ma senza la Rai, che viene multata (assieme a Mediaset) per lo squilibrio a danno del PD nella penultima settimana di campagna elettorale. “L’uso che Minzolini, Masi e Berlusconi hanno fatto della televisione pubblicata, pagata coi soldi di tutti, è un uso criminoso”. 8 anni dopo l’editto bulgaro, che di fatto estromise Santoro, Biagi e Luttazzi dalla Rai, è proprio il comico romagnolo a togliersi il sassolino dalla scarpa, e il Pala Dozza di Bologna gli tributa uno scrosciante applauso. È successo anche questo a “Rai per una notte”, la serata organizzata da Michele Santoro e dalla FNSI, contro il regolamento RAI che ha sospeso per tutto il periodo elettorale le trasmissioni di approfondimento giornalistico. Simile a una puntata di Anno Zero, ma …
Regionali, Parlano i candidati del centrosinistra
Pubblichiamo di seguito, regione per regione, le interviste realizzate da l’Unità ai candidati governatori del centrosinistra Emilia-Romagna – Vasco Errani: «Coesione sociale e innovazione, così sfidiamo la crisi», di Gigi Marcucci Noi non vogliamo vincere a tavolino. Mi auguro, come è successo per la Polverini, che il Tar possa risolvere la questione sorta anche in Lombardia, nel pieno rispetto delle regole». Vasco Errani, presidente della Regione Emilia-Romagna e candidato dal centrosinistra alla terza riconferma, segue sul Televideo l’evoluzione del pasticcio elettorale sorto con la presentazione delle liste. Respinge l’ipotesi di barattare le elezioni a Bologna, necessarie dopo le dimissioni del sindaco Flavio Delbono, travolto da un’inchiesta giudiziaria, con lo stravolgimento delle norme. «Bologna è un’altra storia: bisogna decidere se con un atto di responsabilità di tutte le forze politiche, si decide di dare ai cittadini la possibilità di eleggere il loro sindaco». Niente a che fare con la questione delle liste, dove ci sono «regole e scadenze» che evidentemente non sono state rispettate. Poi Errani torna alla sua campagna elettorale, ai tentativi d’assalto alla «regione …
"E il Pdl copia il modello Lega", di Giovanni Cerruti
Non solo i voti. Anche le parole, anche le cerimonie, perfino le liturgie pagane della politica. Lega e Pdl, con le elezioni sempre più vicine, si confondono e magari confondono. Per diventare primo partito del Nord, come Bossi crede e spera, deve rosicchiare consensi al Pdl. E Berlusconi, che vuol resistere, finisce sul copia&incolla delle invenzioni e dei linguaggi leghisti. Gli stessi, e non solo lui, che per anni ha deriso. Buon ultimo, dopo una marcia iniziata 14 anni fa, è arrivato il «gazebo», quello che aveva rimpiazzato la «gabina elettorale», con la g, alla lombarda. Obbedendo all’ordine di Bossi, scendendo dal Po a Venezia, il 15 settembre 1996 i leghisti erano entrati per la prima volta nei «gazebo» per decidere la nascita della loro Padania. Un anno più tardi per votare il Parlamento del Nord, preso in affitto dalle parti di Mantova. Folklore, battute, risate. E adesso non c’è giorno, non c’è intervista senza il gazebo. Berlusconi ci vuol mandare i cittadini «che dovranno decidere se vogliono il Premier o il Presidente della Repubblica …
"Gli esiliati della tv", di Curzio Maltese
Lo Zimbabwe televisivo nel quale ci ha precipitato l’ossessione del premier ha toccato nella settimana elettorale il massimo di squallore. Alla vigilia del voto, i principali tg pubblici e privati, ormai entrambi di Berlusconi, sembravano cinegiornali dell’Istituto Luce. La ponderatissima Autorità si è vista costretta a multare per centomila euro il Tg1 e il Tg5 a causa dell’evidente sproporzione di spazi dedicati al partito del premier rispetto all’opposizione. In crisi nei sondaggi, incapace ormai di riempire le piazze reali, Berlusconi ha deciso di occupare per intero la piazza mediatica, con un vero e proprio golpe televisivo. Per arrivare a questo risultato, ha dovuto stravolgere le regole come mai in precedenza, con una complicità strisciante della corte. La par condicio è stata tirata come un elastico fino a esplodere nella censura totale dei programmi scomodi. La natura mollemente governativa del Tg1 è stata geneticamente mutata fino a trasformarlo in una specie di supplemento video dei pieghevoli elettorali. Una vergogna mai toccata in mezzo secolo di Rai. Il principale telegiornale pubblico usato come un manganello contro la …
Bersani: «Questo è il governo delle tasse. Con Berlusconi pressione fiscale record»
Sette su tredici: è un risultato soddisfacente che rimetterebbe il Pd e il centrosinistra in marcia. È questo, seconso il segretario del Pd Pierluigi Bersani, l’obiettivo al quale deve puntare il centrosinistra alla regionali. «Da parte mia -ha affermato in un’intervista al Tg5- non ci sarà il balletto su chi ha vinto o chi ha perso le elezioni. Io mi sono dato l’obiettivo di vincere nella maggioranza delle regioni che vanno al voto, perché questo per noi rappresenterebbe una netta inversione di tendenza in modo che il partito si possa mettere sulla strada di un cambiamento per il futuro, per dare agli italiani la possibilità di un’alternativa rispetto al presente». «Noi ci presentiamo con candidature molto forti e mi dispiace moltissimo che Berlusconi abbia insultato Mercedes Bresso e Emma Bonino che -ha concluso il segretario del Pd- sono due persone di primissimo livello e valore». «Noi siamo l’unico paese al mondo in cui non c’è‚ mai un confronto tra i contendenti, perché‚ Berlusconi li evita e fa solo comizi. Per questo abbiamo una campagna elettorale …
"Quando vince l'irrazionale", di Umberto Galimberti
Il consenso dovrebbe fondarsi sull´argomentazione la competenza, il dubbio e il dialogo. Se invece dipende dalla fascinazione della parola e della retorica, allora diventa acritico e incondizionato. Amore e odio sono sentimenti, e come tali appartengono alla dimensione pre-razionale e non di rado irrazionale dell´uomo. Prima di giungere all´età della ragione i bambini amano e odiano e, dopo aver raggiunto l´età della ragione, capita a ciascuno di noi di amare e di odiare senza un valido sostegno della ragione, che a quel punto risulta offuscata e impotente a governare pensieri e condotte. Platone, per inaugurare la democrazia nella sua città ideale, riteneva che dovessero essere allontanati retori e sofisti, perché costoro, per ottenere consenso, ricorrevano non a solidi argomenti, ma alla mozione degli affetti e alla cattura dell´anima attraverso la fascinazione della parola. Lo dice con chiarezza il sofista Gorgia: «I divini incantesimi compiuti con le parole possiedono una potenza che blandisce l´anima, persuadendola e trascinandola con il loro fascino» (Elogio di Elena § 14). E Platone, consapevole di questo rischio, ammonisce il giovane che …
