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Il trucco. No al condono elettorale

Da Palazzo Chigi un decreto “ad listas” per Lazio e Lombardia: firme valide anche senza timbri, 24 ore di tempo per correggere gli errori e il Quirinale firma. Bersani attacca: “Usano il decreto interpretativo per aggiustare il loro pasticcio; ma il trucco c’è e si vede, è ridicolo”. No al condono elettorale. Si al rispetto delle regole. Oggi pomeriggio saremo in tanti a Genova dove il Partito Democratico aprirà la campagna elettorale e dove tutti i democratici faranno sentire con forza le proprie ragioni contro un provvedimento che si può definire solo un trucco.” Il consiglio dei ministri ha approvato il decreto interpretativo per risolvere il pasticciaccio delle liste a sostegno di Renata Polverini e Roberto Formigoni rimaste escluse in vista delle prossime elezioni regionali. Per Palazzo Chigi basta arrivare nell’edificio dove hanno sede gli uffici dove presentare le liste entro l’ora di consegna e non all’ufficio elettorale! Un principio pe ril quale qualsiasi cittadino escluso d aun concorso o multato ora potrebbe chiedere la decretazione d’urgenza tanto che il segretario del PD Pier Luigi …

"L'abuso di potere", di Ezio Mauro

POICHE’ «la sostanza deve prevalere sulla forma», secondo il nuovo comandamento costituzionale berlusconiano recitato dal presidente del Senato Schifani, il governo della Repubblica ha sanato ieri con una legge di comodo gli errori commessi dal Pdl, che avevano portato all´estromissione di Formigoni dalle elezioni in Lombardia e della lista berlusconiana a Roma. Questo gesto unilaterale compiuto dalla maggioranza a tutela di se stessa può sembrare una prova di forza. È invece la conferma di un´atrofia politica di base e di vertice, che somma un vizio finale alle colpe iniziali, rivelando il vero volto che nei sistemi democratici assume la forza quando è senza politica, e fuori dalle regole che la disciplinano e la governano: l´abuso di potere. Non c´è alcun dubbio che una competizione elettorale senza il principale partito è anomala, e il problema riguarda tutti i concorrenti (non solo gli esclusi), perché riguarda il sistema intero e il diritto dei cittadini di poter esercitare compiutamente la loro scelta, con tutte le parti in campo. Ma se il problema interpella tutti, le responsabilità di questa …

"Da Eluana al salva-liste il duello infinito tra Silvio e il Colle", di Filippo Ceccarelli

Vade retro, decretino! Irresistibile la tentazione di proiettare sul presente pasticcio politico e legislativo l´umorismo pre-bagaglinesco dei Fratelli De Rege, che con un celebre grido entravano in scena sui palcoscenici degli anni trenta del secolo scorso; dopo di che furono Walter Chiari e Carlo Campanini a riecheggiare sui teleschermi l´infausta e pressante intimazione: «Vieni avanti, cretino!». La questione è che il presidente della Repubblica Napolitano è la persona meno disposta ad accogliere i canoni dell´avanspettacolo nelle complesse logiche del diritto costituzionale, specialmente quando l´esigenza è quella di mettere una pezza sul più ordinario e straordinario pasticcio della Seconda Repubblica nell´Italia, ormai, dei post-partiti. E questo anche perché nei proverbi, fonte d´ogni sapienza, le toppe e i rammendi rischiano di arrecare i maggiori guai. Fatto sta che nel mezzo del caotico pomeriggio, il decreto legge tappabuchi si era posto all´ordine del giorno, per poi sdoppiarsi e poi anche e addirittura triplicarsi in varie ipotesi e sottoipotesi, come se la molteplicità graduabile e opzionale avesse potuto addolcire Napolitano nell´impervio incontro con il presidente del Consiglio. Ancora una …

"Il Presidente e l'Europa dimenticata", di Boris Biancheri

Il chiasso prodotto dalle povere vicende di casa nostra finisce con l’assordarci a tal punto che non prestiamo quasi orecchio a quel che succede nel mondo. Diamo ogni dovuta attenzione al lapidario commento lasciato cadere dal presidente della Repubblica Napolitano durante la sua visita a Bruxelles in merito al «pasticcio» Polverini – Formigoni. Oppure restiamo colpiti dall’imbarazzato richiamo per consultazioni del nostro ambasciatore affinché chiarisca i suoi rapporti con l’ex senatore Di Girolamo. Ma finiamo col dare per scontato ciò che si è passato nei colloqui che il Presidente della Repubblica ha avuto con i vertici dell’Unione Europea, della Commissione e del Parlamento dove si giocano le sorti non di questa o quella candidatura regionale e provinciale ma del futuro dell’intera Europa. Eppure le parole pronunciate da Napolitano a Bruxelles sono di quelle che ormai si sentono raramente. Che l’avvenire del nostro continente dipenda dalla capacità degli Stati europei di dotarsi di istituzioni comuni in grado di prendere decisioni di portata generale e che l’interesse di ogni singolo Paese vada visto attraverso quello dell’Unione nel …

"Perchè siamo un Paese sull'orlo del baratro", di Nadia Urbinati

Il nostro paese è sul crinale di un baratro politico e criminale e non sarà questa maggioranza a ripristinare la fiducia nella politica e nei partiti. Come altre volte in passato, un´altra Italia sarà necessaria a rimediare al disastro di una violazione sistematica e proterva della legalità e del civismo, nella pubblica amministrazione come nella società civile (la quale non è per nulla innocente). Questa maggioranza non lo può fare per ragioni che sono politiche prima che giudiziarie, connaturate ad essa e al messaggio che ha in questi anni confezionato e propagandato per creare una sua solida base elettorale. All´origine della difficoltà del premier e del suo governo di varare lo sbandierato provvedimento anti-corruzione c´è questa endogena incapacità (e impossibilità) di distinguere tra interesse e giustizia, di vedere la corruzione e soprattutto di rinunciare ai suoi sperimentati vantaggi elettorali. Questa incapacità e impossibilità è contenuta nel messaggio contraddittorio che viene da Palazzo Chigi. Infatti, se il sistema di malaffare che ci rende ancora una volta così vergognosamente popolari nel mondo è davvero opera dei proverbiali …

Liste Pulite, Bersani invia alla Commissione Antimafia tutte le candidature del PD

Lettera del segretario PD a Pisanu: “Applichiamo il codice di autoregolamentazione. Fuori chi è stata condannato, anche in via non definitiva”. Bersani , ha inviato oggi al presidente della Commissione Antimafia, Giuseppe Pisanu, l’elenco completo degli oltre 600 candidati del Pd alle Regionali. Il Pd ha fatto sottoscrivere a tutti i candidati, al momento dell’accettazione della candidatura stessa, l’adesione, oltre che al codice etico del partito, anche il codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione Antimafia il 18 febbraio. Questo documento impegna i partiti a non inserire nelle proprie liste persone che hanno ricevuto condanne, anche non definitive, per reati gravi. Il Pd, con una lettera del 2 marzo a Pisanu, ha aderito al codice. Oggi Bersani, nell’inviare l’elenco dei candidati del Pd, ha spiegato, nella lettera di accompagnamento rivolta a Pisanu, che il Pd ha coinvolto la Commissione nazionale di garanzia per compiere verifiche sui candidati qualora emergano problemi successivamente alle elezioni. www.partitodemocratico.it

Mafia a Modena, i parlamentari Pd interrogano Maroni

Chiedono al ministro dell’Interno se risponde a verità quanto riportato oggi dal Corriere della Sera sul radicamento di organizzazioni criminali. Come valuta il ministro Maroni le dichiarazioni del Procuratore capo di Modena, Vito Zincani, sulla presenza delle organizzazioni criminali nel modenese? A porre la domanda sono i quattro deputati modenesi del Pd – Manuela Ghizzoni, Ricardo Franco Levi, Ivano Miglioli e Giulio Santagata – che, in una interrogazione, chiedono al ministro dell’Interno se risponde a verità quanto riportato oggi dal Corriere della Sera (“ormai a Modena non si parla più di infiltrazioni, ma di parziale radicamento del fenomeno criminale”). In territorio modenese si sarebbe insediata, secondo il quotidiano milanese, “una vera e propria crime company, capace di insinuarsi e infettare i gangli dell’economia, non tanto attraverso i tradizionali strumenti della minaccia e della violenza ma con grosse quantità di denaro, una potenza finanziaria infinita”. I parlamentari modenesi chiedono anche – qualora le dichiarazioni riportate dal Corriere fossero confermate da riscontri oggettivi – come e con quali mezzi il governo intenda agire per sradicare le organizzazioni …