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"Tra euroscettici e populisti la missione della sinistra che può vincere" di Bernardo Valli

Alle origini fu un nome della mitologia, quello della principessa fenicia rapita e deposta sulla spiaggia di Creta da un toro bianco che era Zeus. Adesso per molti suoi cittadini sulla parola Europa c’è una fredda, indecifrabile impronta. Evoca valori concreti ma inafferrabili. Zattere sull’oceano economico e finanziario. In particolare una moneta non sempre amica, dietro la quale si annidano i tanti demoni del mercato: le banche, le società finanziarie, gli speculatori. Una moneta sganciata dai governi nazionali succubi del Grande fratello di Bruxelles di cui si diffida, anche perché lo si pensa tedesco. È un peccato, alla nostra Europa manca un po’ di quel “mito” moderno che è la politica. Le elezioni europee sono di solito noiose, non esercitano il richiamo di quelle nazionali, né sembrano riguardare problemi vicini come quelle locali. IL VOTO del 25 maggio si differenzia tuttavia dai precedenti perché è destinato a rafforzare le prerogative del Parlamento, e quindi a infondere più politica nell’Unione. E la politica è la linfa indispensabile per darle l’energia di cui manca. Sull’Europa pesa l’errata …

"Le dieci start-up che sono già nel futuro", di Romano Prodi

L’edizione italiana della rivista dell’Innovazione del Mit (Massachussets Institute of Technology) da qualche anno si è presa il compito di presentare le aziende più innovative del nostro Paese. Fino allo scorso anno il concorso per premiare le aziende più innovative aveva il titolo «Disruptive Companies» ovvero aziende che stavano sviluppando qualche tecnologia così innovativa da portarle rapidamente a forti guadagni di quote di mercato o aperture di mercati prima sconosciuti. È chiaro che essere “disruptive” come è stato l’irrompere del mondo del digitale nella registrazione dei suoni o delle immagini, rispetto a quello precedente delle videocassette, o internet nel mercato dei media, è un vantaggio enorme. Un vantaggio che va comunque perseguito con una ricerca di base di grande qualità ed intensità. Ma non è il solo modo di innovare perché esistono (e sono molto importanti) le innovazioni incrementali che non rompono col passato ma lo migliorano. È stata perciò aggiunta al concorso la qualifica di “intelligenti”: “Smart”. Cercare le aziende “Smart&Disruptive” in Italia ci ha fatto guardare il mondo industriale Italiano con occhi diversi. …

"Gli obiettivi sono chiari, ma ora serve una strategia", di Fabrizio Forquet

Tra le figure del Vasari che assistevano potenti dalle pareti affrescate della sala dei Cinquecento, il dibattito tra i potenziali candidati alla guida della Commissione europea ha dato il senso di qualcosa che ancora non è ma che forse si comincia a intravedere. È quell’Europa politica da tanti evocata, che resta fuori dal disegno costituzionale europeo, ma si fa largo nella prassi, non senza forzature rispetto a un sistema istituzionale che non prevede alcuna elezione diretta. Il confronto che si è tenuto ieri a Firenze è un passo avanti che non si può non cogliere. Ma per sconfiggere il populismo che spaventa le urne di tutta l’Unione serve che l’Europa diventi innanzitutto uno spazio dove si possa lavorare con soddisfazione, uno spazio economicamente florido e capace di crescere, rilanciando la sua industria e la sua capacità produttiva. Matteo Renzi, nel suo discorso, ha fatto bene a mettere questa priorità tra i primi punti. Ha affermato la centralità della manifattura. E ha colto nel segno quando ha sottolineato l’esigenza di regole comuni, a cominciare dal lavoro. …

"Le risposte non date il crimine peggiore", di Guido Crainz

Ancora una volta la corruzione sembra essere, almeno in parte, lo specchio del Paese: del degradare del suo ceto politico ed imprenditoriale e, più ancora, del suo vivere civile. Così fu, prima ancora di Tangentopoli, in quei processi di dieci anni prima che già la annunciavano. MA che nei dorati anni Ottanta furono largamente rimossi. E così fu dopo quella bufera, nella nuova esplosione iniziata nel 2010 e proseguita poi: dallo scandalo della Protezione civile alla “P3” del faccendiere Flavio Carboni, che avevamo già trovato con Ortolani e Gelli e che era ora in collegamento con Dell’Utri e Verdini. Sino a moltissimo altro. Più in generale, una Tangentopoli continuata e aggravata che aveva mutato natura e privilegiava ora il “rubare per sé” sul “rubare per il partito” (sino al “rubare al partito” dei Tesorieri della Lega e della Margherita). Il “primato del sé” dell’età berlusconiana, insomma, coniugato rigorosamente su tutti i versanti. Difficile stupirsi se nelle diverse scene di questo pessimo film ricompaiono con pesanti rughe, e non solo sul volto, comprimari di questa o …

"Europee, sfida a distanza Renzi porta il Pd al 33% Grillo sotto di dieci punti e Forza Italia tracolla", di Ilvo Diamanti

Le stime di voto elaborate in base al sondaggio condotto da Demos negli ultimi giorni forniscono indicazioni piuttosto chiare. Particolarmente positive per il PD. Che oggi si collaca largamente al di sopra delle altre liste. Ma anche del risultato ottenuto alle elezioni politiche del 2013, quando si era fermato poco sopra il 25%. Oggi, invece, raggiunge quasi il 33%. Oltre 7 punti più dell’anno scorso. Un dato tanto più significativo in quanto tutti gli altri partiti appaiono molto staccati. Per primo il M5s, peraltro l’unico che superi il 20%. Ma, comunque, 10 punti meno del PD. Forza Italia, invece, appare in calo sensibile. Scivola, infatti, al 17,5%. Viene così meno il gioco fra tre grandi minoranze, emerso alle precedenti elezioni politiche. Oggi, se i risultati riproducessero questo quadro, vi sarebbe un solo partito con una base elettorale davvero ampia. Con un solo sfidante, a grande distanza: il M5s. Peraltro, un non-partito. Mentre il peso elettorale degli altri partiti è molto più ridotto. A causa, della — sostanziale — scomparsa del Centro e dell’implosione del Centro- …

"Il sottobosco affaristico da cancellare", di Luigi La Spina

Preoccupazione per la sorte di un evento, quello dell’Expo a Milano, che sarà molto importante per l’economia nazionale nel prossimo anno. Sconcerto per la spregiudicatezza di clan affaristico-malavitosi con forti legami politici che sfidano i controlli di legalità previsti per una manifestazione del genere. Soprattutto sorpresa per il riemergere, tra gli indagati, di personaggi simbolo del malaffare partitico nella prima Repubblica, come Greganti e Frigerio. Figure che credevamo scomparse negli angoli più tristi della nostra memoria. Queste sono le prime impressioni che l’inchiesta, annunciata ieri dalla procura di Milano, sicuramente ha suscitato in un’opinione pubblica pur abituata, purtroppo, a non stupirsi facilmente. Eppure, a una riflessione meno immediata, la continuità, se vogliamo definirla così, da più di vent’anni, di un personale parapolitico dedito all’intermediazione criminale si può spiegare proprio dalla fine del regime spartitorio di finanziamento partitico avvenuta, nei primi Anni 90, sotto i colpi di Mani pulite. All’epoca, la cosiddetta «dazione ambientale» a tutto o quasi l’arco delle forze politiche seguiva regole che garantivano un po’ tutte le correnti dei partiti, con un controllo …

"Ora e sempre Tangentopoli", di Alberto Statera

“Scusate il ritardo, il compagno G. è tornato”. Forse non ci crederete, ma è proprio questo il titolo che ha voluto dare alla sua autobiografia Primo Greganti, il roccioso funzionario del Pci-Pds che, detenuto a San Vittore per sei mesi all’epoca di Tangentopoli, mai crollò durante gli interrogatori, meritando “da eroe” il titolo di “Uomo di marmo”, tardo epigono italico dell’”Uomo d’acciaio” di Mao Tse Tung. Scusate il ritardo, ma è tornato davvero in galera solo ieri il compagno G., ironia della storia che è prodiga di vendette, proprio nel giorno dell’arresto di Claudio Scajola, l’ex ministro dell’Interno berlusconiano, frequentatore delle patrie galere fin da giovanetto, quando sindaco di Imperia finì in cella accusato di tangenti sull’appalto del Casinò di San Remo, e di Gianstefano Frigerio, antico pregiudicato, ex segretario della Dc lombarda ed ex deputato di Forza Italia. Arrestati insieme a piccola parte dell’ormai tradizionale e immenso sistema affaristico del berlusconismo, che da qualche lustro rimpingua le cronache giudiziarie dell’Italia degli affari sporchi. Da una parte, ventidue anni dopo, il compagno G., l’uomo che …