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"Perché il potere ha paura del web", di Federico Rampini

Scontro tra Cina e Usa sul motore di ricerca. In gioco c’è la libertà d’informazione. E il concetto di sovranità nazionale ai tempi di Internet. “Il nostro obiettivo è cambiare il mondo”, è uno slogan di Eric Schmid, il chief executive di Google. Lo stesso Schmid che quattro anni fa, all’inaugurazione del motore di ricerca in mandarino, con l’indirizzo locale segnato dal suffisso “. cn”, dichiarò: “Siamo qui in Cina per rimanerci sempre”. Ora quelle due affermazioni – cambiare il mondo, rimanere in Cina – sono diventate tra loro inconciliabili. Se Google non accetta le regole di Pechino, e la censura delle autorità locali, la sua avventura cinese dovrà chiudersi. Lo scontro epico che si è aperto fra la più grande potenza di Internet e la più grande nazione del pianeta, è destinato a ridefinire nei prossimi anni l’architettura globale del web, i limiti geopolitici della libertà d’informazione, e il nuovo concetto di sovranità nello spazio online. Il precipitare degli eventi ha colto tutti di sorpresa, almeno in Occidente. Questo copione non è stato scritto …

"Manovratori di opinioni", di Mario Deaglio

A prima vista non si direbbe che il governo della Repubblica Popolare Cinese e la Corte Suprema degli Stati Uniti abbiano molto in comune. Eppure nelle ultime quarantott’ore hanno adottato decisioni o preso posizioni sostanzialmente simili che potrebbero incidere molto fortemente sulla vita dei normali cittadini. Al di là delle apparenze, in entrambi i casi rischia di essere limitato il diritto di esprimere, diffondere o ricevere opinioni su Internet. Il governo cinese sostiene che Internet è libera se rispetta la legge e che le società che operano nello spazio cibernetico diffondendo informazioni devono cooperare con le autorità per stabilire un «clima di armonia e stabilità sociale» e per «orientare correttamente l’opinione pubblica». La Corte Suprema degli Stati Uniti ha deciso qualcosa di solo apparentemente opposto: non sarà applicabile la legge che limita le risorse finanziarie che le imprese e i sindacati possono dedicare a campagne d’opinione tese, in periodo elettorale, a influire sulle decisioni degli elettori. A New York e Los Angeles non ci sarà più alcun freno alle somme per acquistare spazi televisivi, radiofonici …

"Così le 'ndrine marcano il territorio", di Marcella Ciarnelli

Una Marea nera. Una vecchia Fiat con il finestrino abbassato. E’ parcheggiata nei pressi dell’area super sorvegliata dell’aeroporto di Reggio Calabria da cui il presidente della Repubblica lascerà di lì a poco la Calabria. Risulterà rubata da alcuni giorni. La segnalazione “da fonte confidenziale” arriva ai carabinieri in una mattinata di pioggia. Scatta l’allarme. Un finestrino è abbassato. Dentro c’è un arsenale. Due fucili semiautomatici da caccia calibro 12, con le canne tagliate. Sotto il sedile del guidatore due pistole, una calibro 7.65 ed una 38 a tamburo, e due ordigni rudimentali, uno composto da un tubo di una trentina di centimetri e largo 12 ed un altro di 15 centimetri per 12, collegati con una miccia a lenta combustione, e tre passamontagna di colore verde. Nel bagagliaio, inoltre, è stata trovata una tanica da due litri con liquido infiammabile con attaccati fiammiferi antivento. In città c’è il presidente. È noto a tutti. La sua è una presenza che non passa certo inosservata. La città è stretta nella morsa del traffico ogni giorno. Lo è …

"Il gesto che Bettino non fece", di Eugenio Scalfari

La lettera del Presidente della Repubblica alla signora Anna Craxi nella decennale ricorrenza della morte di quello che è stato il leader del Partito socialista e capo del Governo dal 1983 all’86, non è una missiva privata. È stata pubblicamente diffusa, come è giusto che fosse trattandosi non già di condoglianze per un lutto ma di un documento mirato – come il presidente Napolitano esplicitamente scrive – “a favorire una più serena e condivisa considerazione del difficile cammino della democrazia italiana nel primo cinquantennio repubblicano”. In realtà la lettera si occupa del periodo di cui Craxi fu uno dei protagonisti, né poteva essere altrimenti. Quindi un pubblico documento che, oltre alla vedova di Bettino Craxi, è diretto all’opinione pubblica italiana, autorizzando pertanto una valutazione altrettanto pubblica del suo contenuto. La lettera è ampia e si può dividere in due parti: la prima si occupa della politica di Craxi nei tre anni di presidenza del Consiglio; la seconda, assai più sommaria, della fase che è stata battezzata “Tangentopoli”. La diversa attenzione dedicata ai due argomenti è …

"Nessuno può dirsi soddisfatto", di Franco Garelli

E’ stato senza dubbio un incontro dal valore storico, ma che non poteva sorvolare sulle spine che da tempo ostacolano i rapporti tra la chiesa cattolica e gli Ebrei. La visita del Papa alla Sinagoga di Roma è stata abbellita dalla inedita presenza di una delegazione della grande moschea della capitale, che però non ha spostato l’asse di fondo della riflessione e del confronto. Tra i protagonisti dell’evento vi sono state molte attenzioni reciproche, importanti accenni al ruolo essenziale (sui temi della spiritualità, della pace, dell’ecologia, della solidarietà umana) che le grandi religioni storiche devono avere nel mondo; ma soprattutto gli esponenti della comunità ebraica, e in parte anche il Papa, non hanno mancato a più riprese di richiamare i problemi che oggi condizionano il reciproco riconoscimento tra le due fedi religiose. Così Benedetto XVI, accennando ieri all’Angelus che nel pomeriggio si sarebbe recato al Tempio Maggiore, ha ricordato il clima di dialogo che oggi intercorre tra cattolici e ebrei «malgrado i problemi e le difficoltà»; mentre ancora più espliciti sono stati gli accenni ai …

"Catastrofe non solo naturale", di Barbara Spinelli

Le immagini di Haiti devastata non dicono per intero il disastro, come quasi sempre accade nelle grandi calamità naturali. Dicono il punto terminale di una storia lunga, accorciandola e sforbiciandola d’imperio. Ritraggono la tragedia ignorando le tragedie già avvenute: tremando, la terra le inuma ancor più profondamente. Raffigurano in modi sconnessi lo sguardo di un bambino salvato, struggente di bellezza, e il fulgore ­ tremendo ­ dei machete impugnati da superstiti a caccia di cibi, acqua, medicine. Orrore, bellezza, empatia, discordia: sono frammenti caotici di un tutto inafferrabile. Sono istantanee, e ogni istantanea è la punta di iceberg che restano inesplorati. Vediamo solo questa punta, commossi da eventi estremi. Facendo uno sforzo sentiamo l’odore di morte, descritto dai reporter. La base dell’iceberg, quel che viene prima del sisma, s’inabissa sotto le macerie con i morti. È il terribile destino di parole come umanità, soccorsi umanitari, guerre umanitarie: parole cui si ricorre in simili emergenze e che cancellano la storia, eclissano le responsabilità dei grandi e dei piccoli, dei singoli e delle autorità pubbliche. Parole che …

Cancellata piazza 25 aprile. Accade a Pecorara, nella provincia di Piacenza

Pecorara, comune della provincia di Piacenza, luogo simbolo della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha cancellato Piazza 25 aprile. Un affronto a quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà, alla Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza, all’Italia tutta, che su queste radici ha costruito la democrazia. Un affronto che non ha assunto il dovuto rilievo nazionale, fatto che denunciamo con forza: è in corso un attacco senza precedenti ai valori e ai principi che fondano la nostra convivenza civile, la nostra Repubblica. Chiudere gli occhi è irresponsabile. L’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia, nel richiamare tutti i democratici ad associarsi alla sua denuncia e a mobilitarsi con opportune iniziative, chiede l’immediata revoca di questo vergognoso provvedimento. www.articolo21.info