Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Berlusconi deve dare una risposta a Napolitano", di Eugenio Scalfari

Come tutti i discorsi chiari e complessi, quello indirizzato agli italiani la sera dell’ultimo giorno dell’anno dal presidente Napolitano è facile e al tempo stesso molto difficile da commentare. Ha parlato per poco più di venti minuti. Non ha tralasciato alcuno dei temi che interessano i cittadini. Tutti i cittadini, da lui esplicitamente nominati: gli uomini e le donne, i vecchi e i giovani, i lavoratori e gli imprenditori, i volontari, i militari, le forze di polizia, gli studenti, i docenti, i magistrati, i liberi professionisti, i residenti all’estero, gli immigrati. Insomma tutti, ma soprattutto i giovani, i lavoratori e il Mezzogiorno. Queste sono dunque le priorità scelte da Napolitano e sulle quali egli ha richiamato l’attenzione della pubblica opinione; è stato lui stesso a dircelo con il suo messaggio alla nazione. Ma questa è soltanto la prima segnalazione che emerge dalle sue parole. La seconda segnalazione emerge dall’ordine in cui sono disposti gli argomenti; ordine non casuale perché quel discorso è calibrato fin nelle virgole anche se è intriso di passione civica e intellettuale. …

Class action: Codacons contro colossi bancari

Sarà il Codacons a presentare la prima class action italiana, che riguarderà il settore bancario. «Proprio oggi, data di entrata in vigore dell’azione collettiva nel nostro paese, il Codacons ha notificato due citazioni in Tribunale contro due colossi bancari: Unicredit e Intesa Sanpaolo». In una nota il presidente dell’associazione dei consumatori, Carlo Rienzi annuncia di essere il firmatario della prima class action italiana. «L’azione poggia sulle rilevazioni dell’Antitrust secondo le quali le banche avrebbero compensato l’eliminazione della commissione di massimo scoperto introducendo nuove e più costose commissioni a carico degli utenti, anche 15 volte più care rispetto al massimo scoperto» spiega il Codacons. Un comportamento che l’associazione definisce «illegittimo che produce un danno economico ingente ai consumatori, come dimostrato anche dall’Autorità della concorrenza e del mercato». Di qui la class action notificata al Tribunale di Torino (per Intesa SanPaolo) e a quello di Roma (per Unicredit) contro le due maggiori banche italiane. «Se i giudici dovessero accogliere le istanze dell’associazione – conclude il Codacons – migliaia di correntisti dei due istituti potranno aderire alla class …

"La dottrina del Quirinale", di Massimo Giannini

Come ogni Capodanno il “cuore d’Italia”, da Palermo ad Aosta, batte all’unisono con quello del presidente della Repubblica. Gli auguri di Giorgio Napolitano alla nazione rassicurano un’opinione pubblica esasperata e stimolano una classe politica esagitata. Il messaggio è vagamente ecumenico, il plauso unanimemente bipartisan. Ma senza alcuna pretesa di rovinare lo strano “presepe italiano” di fine 2009 (in cui si contempla la proditoria anomalia di una statuetta del Duomo di Milano e in cui si celebra l’assolutoria epifania del Partito dell’Amore) bisogna riconoscere che nel vigoroso “Inno alla serenità” pronunciato dal Capo dello Stato ci sono chiavi meno scontate e note più acuminate di quello che appaiono. La “Dottrina Napolitano” si incardina intorno a una premessa e a una promessa. La premessa riguarda le questioni economiche e sociali. L’Italia, dopo mesi “molto agitati”, ha un drammatico bisogno di essere governata. Di fronte alla gravità di una crisi che pagheremo a caro prezzo sul piano dei costi economici (pesante caduta della produzione e dei consumi) e dei costi sociali (crollo dell’occupazione e aumento della povertà e …

Unimondo: 2009, dodici mesi di piccole-grandi vittorie della società civile

Nonostante le crescenti tensioni in Iran e in diverse altre parti del mondo, come notizia di fine anno e segno di buon auspicio per il 2010 vogliamo rilanciare quelle che Amnesty International evidenzia come le dodici buone notizie del 2009. Ne presentiamo altre dodici, riprendendole dall’archivio delle notizie di Unimondo, che indicano le piccole-grandi vittorie della società civile nell’anno che sta per chiudersi. A ricordare a tutti noi che con un impegno forte e comune un passo avanti verso un altro mondo è possibile. Europa: tre agenzie di credito si ritirano dalla diga Ilisu in Turchia “Le agenzie di credito all’export di Germania, Austria e Svizzera si sono ritirate dal controverso progetto della diga di Ilisu nel Kurdistan turco”. Lo annunciano la CRBM e la European Ilisu Campaign. “Una grande conquista per la nostra campagna” – commentano i rappresentanti dell’osservatorio dell’ECA austriaco. Il fronte dell’opposizione alla diga si concentra ora in Turchia dove si auspica che finisca l’interminabile attesa riguardo il futuro degli abitanti delle zone a rischio di allagamento e che il governo ascolti …

"La lunga corsa del 2009 Pechino sorpassa Tokyo", di Francesco Sisci

Ora la Cina è la seconda economia mondiale dopo gli Usa. E batte tutti per riserve: ha in cassa 2700 miliardi di dollari. Il 2009 per la Cina è stato l’anno del sorpasso. Sembra davvero finito un ciclo di 30 anni che, dall’inizio delle riforme economiche alla fine del 1978, ha portato il Paese della Grande Muraglia a superare il prodotto interno lordo giapponese. Uno scatto che ha messo fine a circa un secolo di primato economico e politico nipponico in Asia. Nel 2009, grazie allo sviluppo del suo Pil probabilmente oltre il 9% in contrasto con la recessione che ha colpito il resto del mondo, la Cina avrà prodotto circa metà della crescita economica globale. Inoltre, nonostante la diminuzione dei suoi commerci, la Cina quest’anno è diventata il primo esportatore del mondo, che è anche la riprova di quanto siano diminuite le capacità degli altri. Infine ci sono i dati delle riserve monetarie, prime in assoluto. Oltre 2150 miliardi di dollari cui vanno sommati i circa 500 miliardi di Hong Kong. Il totale complessivo …

Scommettere sui diritti "postmateriali", di Edmondo Berselli

Non c´è davanti a noi soltanto il 2010. Ci sono tutti gli anni del decennio. Perché la domanda è questa: come esce dalla crisi economica l´Italia? Una ricerca della Banca d´Italia ha mostrato un calo della produzione industriale equivalente a cento trimestri persi. Il che significa che per uscire dalla recessione occorreranno otto-nove anni di tempo. Questo avrà conseguenze significative sulla politica. Occorrerà trovare formule per stimolare i consumi, perché la crisi attuale è una crisi soprattutto di domanda (le famiglie hanno meno risorse). Ma soprattutto ci sarà la necessità di una filosofia. Si può partire dalla situazione economica, aderendo a una concezione classica e a suo modo “materialista” della società. Oppure scommettere su una sfera diversa, “postmateriale”, che comincia con i diritti. È un argomento difficile nel nostro paese, perché fortemente ideologizzato. Implica due nozioni opposte della modernizzazione. Una destra populista oppure un gaullismo con il senso dello Stato. Tutto ciò che riguarda la bioetica, per esempio, dalla fecondazione assistita al testamento biologico, incontra una divisione fra destra e sinistra; senza dire che la …

Messaggio di fine anno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

Buona sera a voi che siete in ascolto. Nel rivolgervi, mentre sta per concludersi il 2009, il più cordiale e affettuoso augurio, vorrei provarmi a condividere con voi qualche riflessione sul difficile periodo che abbiamo vissuto e su quel che ci attende. Un anno fa, molto forte era la nostra preoccupazione per la crisi finanziaria ed economica da cui tutto il mondo era stato investito. La questione non riguardava solo l’Italia, ma avevamo motivi particolari di inquietudine per il nostro paese. Oggi, a un anno di distanza, possiamo dire che un grande sforzo è stato compiuto e che risultati importanti sono stati raggiunti al livello mondiale : non era mai accaduto nel passato, in situazioni simili, che i rappresentanti degli Stati più importanti, di tutti i continenti, si incontrassero così di frequente, discutessero e lavorassero insieme per cercare delle vie d’uscita nel comune interesse, e per concordare le decisioni necessarie. Proprio questo è invece accaduto nel corso dell’ultimo anno. L’Italia – sempre restando ancorata all’Europa – ha dato il suo apprezzato contributo, con il grande …