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"Italia 2020: la ricetta del governo è il familismo", di Marco Albertini

Il modello che il governo propone per l’Italia del prossimo futuro è ancora quello di una famiglia in cui la generazione dei nonni aiuta ad accudire i nipoti, per permettere ai neogenitori di rimanere sul mercato del lavoro. In cambio, figlie e nuore si prenderanno cura degli anziani quando diventeranno non autosufficienti. Per le famiglie si prevedono dunque obblighi formali di assistenza, senza però dare loro un adeguato sostegno economico e di servizi. E quindi senza raggiungere l’obiettivo primario: accrescere la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro. “Sempre più numerose sono le famiglie nelle quali gli anziani, coabitanti o meno, offrono il loro aiuto nelle azioni di accompagnamento e di assistenza dei minori, assicurando così alla donna la possibilità di partecipare al mercato del lavoro, oppure mettono a disposizione la loro pensione nella vita familiare. E nello stesso tempo trovano nelle famiglie la risposta ai loro bisogni e alle loro paure. È questo il patto intergenerazionale che vogliamo promuovere”. Così sostiene a pagina 15 il recente documento congiunto del ministero del Lavoro e delle …

"L'insana giugla dei saldi", di Marco Deaglio

Code per entrare nei negozi; code alle casse per pagare; code sulle autostrade che portano agli outlet, i nuovi centri commerciali. Telegiornali zeppi di immagini di consumatori affannati ma contenti che dichiarano di aver fatto un «buon affare» aspettando, per acquisti importanti, che passasse il Natale e pagando così borse, scarpe e vestiti a prezzo di saldo, ossia sensibilmente di meno di una settimana fa; e di negozianti che non nascondono la soddisfazione per aver allontanato la temibile prospettiva di un magazzino rigonfio di oggetti non venduti. Di fronte a un simile spettacolo ci sono due motivi di perplessità. Il primo, di carattere generale deriva dalla constatazione che le code sono quasi sempre indizio di disfunzioni del mercato e che quelle dei saldi segnalano distorsioni nel meccanismo delle vendite e non sono certo il sintomo di un consumo equilibrato. Il secondo motivo di perplessità assume la forma di una domanda ingenua: invece dei saldi sempre più frequenti, che oggi si svolgono in svariati periodi dell’anno, non si potrebbe procedere a un permanente, sia pur più …

Dall´Italia del boom alla crisi globale: "Ecco come ci siamo fermati", di Roberto Mania

La nazione che viaggiava a ritmi “cinesi” guardava Mike Bongiorno e cantava Mina Dice il sociologo De Rita: “Oggi siamo un po´ più saggi, ma anche più statici, vecchi”. L´Italia del boom e l´Italia dello sboom. L´Italia del miracolo economico e l´Italia della più grande recessione, unite, mezzo secolo dopo, dal tasso di inflazione che ormai non mette più paura. E che, anzi, diffonde nostalgia. Ci sono voluti cinquant´anni per ritrovare nelle tabelle dell´Istat un dato così basso dell´indice dei prezzi, come quello di ieri: 0,8 per cento, quasi fossimo nel 1959, quando addirittura ci si permetteva di viaggiare in deflazione, – 0,4 per cento, e ci preparavamo, con i nostri prodotti, a conquistare il mondo e tutti, comunque, a diventare consumatori. Era l´inizio di uno sviluppo economico «impetuoso e caotico», come disse Guido Carli, già governatore della Banca d´Italia. Dopo la lunga tumultuoso e tormentata galoppata attraverso gli anni Settanta e Ottanta, l´inflazione è tornata indietro, lì, ai nastri di partenza di un´altra epoca. Ma di similitudini così smaccate non ce ne sono proprio …

"Il ricatto del quieto vivere", di Francesco La Licata

La Procura Generale, nell’ambito di un distretto giudiziario, è l’ufficio della più alta carica dei magistrati che esercitano la pubblica accusa. Chi ha messo, dunque, la bomba a Reggio Calabria ha inteso colpire l’ufficio giudiziario più importante del capoluogo della Calabria. Il particolare non è irrilevante, visto che l’esplosivo mafioso – a giudizio dei più – voleva essere più che altro un messaggio alla controparte della ‘ndrangheta. È scontato, infatti, che i mandanti dei due motociclisti con casco integrale non avevano – per fortuna – alcuna intenzione di far male. No, volevano soltanto «comunicare», col linguaggio congeniale alle cosche, il proprio malcontento per come si sono messe le cose a Reggio Calabria e in provincia. Altrimenti non avrebbero scelto le prime ore di una domenica di festa, quando le strade sono ancora vuote e gli uffici deserti. Già, ma come si sono messe le cose ultimamente per i signori del territorio? Non bene, a giudicare dal numero dei latitanti catturati, dei beni sequestrati e della quantità di cocaina sottratta ai narcotrafficanti. Non passa settimana senza …

"Sì alla tassa sulle rendite finanziarie", di Luisa Grion

Pd e Idv: è una battaglia per l´equità. Ma il governo frena. Di Pietro: è un fatto di eguaglianza I sindacati: come negli altri Paesi europei. Sul fatto che il fisco vada riformato sono più o meno tutti d´accordo, ma sul come farlo e quando farlo tutto resta da decidere. L´economista Tito Boeri ieri, su Repubblica, ha proposto di puntare innanzitutto all´equità fiscale partendo dall´aumento delle tasse sui redditi alti. Non toccando le entrate da lavoro, ma agendo sulle rendite finanziarie. Un tema che ha trovato consensi nel sindacato e nell´opposizione, ma sul quale il governo non si esprime. Non commenta Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri e nemmeno il ministro Brunetta che anzi frena sui tempi dell´intervento. In Italia, ha detto, la distribuzione fiscale è «fortemente iniqua, ma incastrata dai debiti fatti in passato e dal deficit che incombe». Nella fase di transizione fra un sistema e l´altro, ha specificato, i conti potrebbero saltare e «non possiamo permettercelo». Ragionamento che non piace al sindacato, al Pd e all´Italia dei valori, che …

"Venti di guerra nel Golfo", di Maurizio Molinari

Venti di guerra nel Golfo di Aden: il traballante Stato dello Yemen, appollaiato fra Africa e Asia, è teatro di due conflitti sovrapposti che sommano i principali attori della lunga guerra al terrorismo che ha segnato la prima decade del secolo. Il primo conflitto è quello che oppone il governo di Sana’a ad «Al Qaeda nella Penisola Arabica», le cellule jihadiste che hanno le roccaforti nelle province di Shabwa, Marif e Jouf da dove hanno pianificato e rivendicato la fallita strage di Natale sui cieli di Detroit con un’aperta dichiarazione di guerra all’America di Barack Obama. L’evacuazione decisa dai governi di Washington e Londra delle rispettive ambasciate nello Yemen «nel timore di attentati» coincide con una escalation di mosse da parte dei due alleati atlantici: in primis, la scelta di addestrare, armare e finanziare una «forza di controterrorismo» yemenita da schierare in tempi stretti. Poi l’annuncio di una conferenza internazionale il 28 gennaio a Londra fra tutte le nazioni «preoccupate per l’affermarsi dell’estremismo in Yemen», la tappa a Sana’a del generale David Petraeus comandante delle …

Giuseppe Graviano: i segreti, le bugie e le trattative di "Madre Natura", di Nicola Biondo

A Giuseppe Graviano è sempre piaciuto mandare messaggi. Lo ha fatto nei modi consoni ad una capomafia: minacciando e blandendo. L’ultima sua apparizione pubblica dell’11 dicembre scorso al processo dell’Utri è emblematica: parlerà quando starà meglio. Nè una conferma nè una smentita a Gaspare Spatuzza che ha fatto i nomi di Berlusconi e dell’Utri come garanti di un patto con la mafia. Ma Giuseppe Graviano, condannato per le stragi del ‘92-’93, uscito da poco dall’isolamento, nell’estate del 2002 è stato tra i protagonisti di un fitto carteggio, forse di una vera e propria trattativa, che oggi secondo alcuni ha ripreso quota. Il 14 luglio 2002 Graviano scrive una lettera a Fifetto Cannella, anche lui al 41bis per le stragi. «Ma è più importante la Cappella Sistina o il museo Egizio di Torino?», chiede il boss. Cosa ha in mente Madre natura? (Come viene chiamato dai picciotti a lui più fedeli). La risposta degli apparati di sicurezza è immediata: l’8 agosto, vengono rafforzate le misure di controllo in Vaticano. In quella stessa estate del 2002 sono …