Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Giovanardi infanga la morte di Cucchi. Un sottosegretario disumano e senza rispetto”, di A.Dra

Ci sono delle occasioni in cui si farebbe meglio a tacere. Evitare di esporsi e di lanciare parole che, come macigni, colpiscono chi ha già sofferto e ancora non si da pace per conoscere la verità ed avere giustizia. Questa volta, il silenzio sarebbe stato oro per il sottosegretario alla Presidenza, Carlo Giovanardi che, in maniera disumana, è sicuro che il giovane Stefano Cucchi è morto perché anoressico, drogato e sieropositivo. Dalla trasmissione “24 mattino” di Radio24, Giovanardi è uscito allo scoperto con una disarmante sicurezza sulla verità della morte di Stefano Cucchi: “era in carcere perché era uno spacciatore abituale. La verità verrà fuori, e si capirà che è morto soprattutto perché era di 42 chili”. Il sottosegretario di tatto ne deve aver molto visto che ha delega del governo per le le politiche giovanili e la lotta alla droga: i lividi e le fratture che Cucchi ha aveva al momento della sua morte sono legati al fatto di essere sieropositivo e anoressico! Un abbinamento che esce da ogni forma di buon senso e …

“I giovani e l’Unità d’Italia dimenticata”, di Paolo Di Stefano

Non sono bastate le polemiche, gli appelli, i richiami ufficiali. La gran parte degli italiani non sa che nel 2011 ricorre il centocinquan­tesimo dell’Unità d’Italia. Al riguardo, i giovani tra i 18 e i 24 anni sono legger­mente più informati degli altri: potere di Internet? Forse. Però se si chiede lo­ro di esprimere un’opinione sul senso di quell’evento storico, quasi la metà è d’accordo nel ritenerlo poco o per nul­la attuale. Ancora meno sono, a diffe­renza degli adulti, i giovani che se ne sentono «coinvolti personalmente». Sono curiosamente i ventenni a mostra­re invece maggiore preoccupazione economica e ad auspicare che l’Unità venga celebrata limitando al minimo le spese. Maggior senso di responsabilità rispetto ai cittadini di età matura o mi­nore interesse? Chi può dirlo, forse semplicemente più indifferenza. La fiducia nella scuola è scarsa (lo si sapeva), tanto che solo il 30 per cento degli italiani considera utili i «progetti didattici» sull’argomento elaborati con i professori. E uno su dieci (non è po­co), con punte più alte tra i giovani, fa­rebbe volentieri a meno di …

“Processi veloci, ultimo trucco”, di Giuseppe D’Avanzo

Perbacco, ecco finalmente i “problemi reali del Paese”. O meglio, l’unico problema del Paese che, come in un’ossessione paranoica, a Berlusconi e alla sua gente appare reale: i processi di Berlusconi. Come evitare che il presidente del consiglio affronti il tribunale e un giudizio? La narrazione di questa necessità, che dovremmo sentire come un obbligo dovuto al sovrano, si nutre di finzioni, inganni, autoinganni, rovesciamento di senso. Nel corso del tempo, ha mutato i suoi pretesti. Prima è stata accompagnata dal giocoso ritornello “così fan tutti” e ci è stato lasciato intendere che dovunque, nel mondo, chi governa è immune dal processo. È una balla, ma è stata all’origine di una legge (la “Schifani”) incostituzionale e presto silurata dalla Consulta. All’inizio di questa legislatura, nuova legge immunitaria (“Alfano”) e nuovo argomento: se deve difendersi nelle aule di un tribunale, il capo del governo non può governare. Quindi, si sospenda il processo. Gli si consenta di svolgere il suo incarico. In aula ci andrà dopo. La Corte costituzionale boccia il nuovo sgorbio: processo e governo possono …

“Le due Italie: la malattia non è uguale per tutti”, di Roberto Giovannini

Prima notizia: la sanità pubblica nel nostro Paese non è quel disastro che (forse) molti italiani credono. La seconda notizia, invece, è che il Sistema Sanitario Nazionale tutto è fuorché che «nazionale». Da una parte c’è il Centro-nord, dove le cose funzionano bene o molto bene. Oltre le frontiere meridionali di Toscana e Marche, invece, la qualità del servizio è decisamente inferiore se non drammaticamente peggiore. E l’Italia della salute è spaccata in due. Questo afferma il rapporto messo a punto per conto del ministero del Welfare dal Laboratorio management e Sanità dell’autorevole Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, anticipato dal «Sole 24 Ore-Sanità». Un rapporto che offre una classifica con più di una sorpresa. Certo, in pole position troviamo le Regioni «rosse», Emilia-Romagna e Toscana, insieme al Veneto. Certo, in zona retrocessione ci sono come da copione Campania e Calabria. È però sorprendente che la sanità della Lombardia si collochi in un centro classifica senza lode e qualche insufficienza. Così come colpiscono i risultati tutt’altro che eccelsi della Val d’Aosta e della provincia di Bolzano. …

“Brunetta, il ministro che usa la Rete solo per sè”, di Giorgio Frasca Polara

Porta male, Internet, in questa eterna stagione del centrodestra dove si fa sempre più privata, ad ogni livello, la gestione degli interessi pubblici. Prendiamo il caso, anzi i casi, del leader ministeriale della moralizzazione. Intendo il ministro-tornello Renato Brunetta, beccato dall’Espresso mentre fa ristrutturare a proprio uso e consumo l’home page del sito ufficiale del ministero per la pubblica amministrazione e l’innovazione per ospitare esclusivamente le proprie, personalissime obiezioni ad una inchiesta del settimanale in cui si contestavano i dati del dicastero sulle assenze per malattia dei dipendenti pubblici. Con un altro risultato: l’oscuramento totale delle informazioni di servizio offerte (anzi, non-offerte) ai comuni mortali. L’impiego di strumenti istituzionali a fini personali – hanno chiesto allora Paolo Nerozzi ed altri senatori del Pd al presidente del Consiglio – non prefigura un uso improprio di strumenti di comunicazione atti a fornire ai cittadini italiani servizi e informazioni prodotti dalle istituzioni, e pagate dai medesimi cittadini? E ancora: questo comportamento non è in palese violazione delle direttive istituzionali in merito all’uso degli strumenti di comunicazione istituzionali? Altro …

“Sì alla riforma della sanità. Prima vittoria di Obama”, di Umberto De Giovannangeli

La tensione si stempera in un sorriso radioso. Obama ha vinto la prima battaglia di una «guerra» epocale. Una «guerra» giusta che ha come posta in gioco il diritto alla salute per decine di milioni di americani. Sorride Barack Obama, ed ha tutte le ragioni per farlo. È notte tarda a Washington (l’alba in Italia), quando la Camera dei Rappresentanti scrive una pagina storica nella vita degli Stati Uniti d’America: per la prima volta in decenni deputati americani hanno detto sì alla riforma del sistema sanitario. LA DESTRA CONTRO La Camera, in una rara seduta di sabato conclusasi a notte fonda, ha votato a favore della riforma fortemente voluta dal presidente Obama. Il testo è passato nonostante l’opposizione compatta di tutti i deputati repubblicani tranne uno, Ahn Joseph Cao, e di un certo numero di «blue dogs», deputati democratici moderati: 220 voti a favore, 200 i contrari. Il testo è passato anche grazie al compromesso sull’aborto trovato dalla speaker Nancy Pelosi, che prevede restrizioni ai finanziamenti pubblici per le interruzioni di gravidanza. Affinché la riforma …

“Giustizia, Fini stoppa Berlusconi: ‘Più rispetto per gli altri poteri'”

Gianfranco Fini marca la propria distanza dall’impostazione che Berlusconi dà alla propria investitura popolare, e soprattutto manifesta la propria contrarietà al nuovo «scudo» per Berlusconi a cui sta lavorando Niccolò Ghedini, vale a dire alla legge che sostanzialmente accorcia i tempi di prescrizione dei reati. Intervistato da Fabio Fazio a «Che tempo che fa», Fini ha sollevato anche dei dubbi sulla reale indipendenza degli attacchi di Vittorio Feltri dallo stesso Berlusconi. Il presidente della Camera è partito proprio dalla nuova bordata del direttore de «il Giornale», che in un articolo ultimativo, preannuncia che in settimana Berlusconi chiederà a tutti i parlamentari del Pdl di firmare un documento in cui si impegna a votare una legge «scudo» per proteggerlo dai nuovi processi. «Gli autografi si chiedono a Sting non ai deputati», ha detto riferendosi al cantante inglese anch’egli ospite di Fazio. «Il presidente della Camera come tale, poi – ha aggiunto – non firma nulla. I deputati si regolano loro». Su Feltri, Fini ha prima stemperato la polemica («sono convinto che le volontà che Feltri attribuisce …