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Franceschini su Twitter: “Tutti con i calzini turchesi, come Mesiano”

“Stravaganti” calzini turchesi. A volte la politica si infila in un paio di scarpe, se il colore delle calze diventa comunque su uno schermo tv un’aggressione a mano armata, sia pure solo di telecamera. E così oggi il segretario del Pd ha infilato un paio di calzini turchesi, come il giudice Raimondo Mesiano, preso di mira da un contestato servizio del Tg5, all’indomani della sentenza sul Lodo Mondadori che condanna la Fininvest al risarcimento di 750 milioni di euro nei confronti della Cir. “Sono a Chieti con un paio di calze azzurro turchese. Mettetevele tutti. Come il giudice Mesiano, colpevole solo di fare il giudice”: annuncia Franceschini in un messaggio su Twitter. In Italia «c’è il rischio di perdere la capacità di reagire e di indignarsi», ha detto poi Franceschini all’arrivo a Cagliari, nel gesto di mostrare i suoi calzini color turchese, in segno di solidarietà col giudice Mesiano. È l’unica risposta che ha dato ai giornalisti, prima di intervenire a una manifestazione della componente che sostiene la sua candidatura alla guida del partito e …

“La vera missione della scuola”, di Adriano Prosperi

La proposta va formulata meglio: si tratta di portare nella scuola la religione ma all´interno della storia culturale, non all´esterno. La proposta di introdurre nelle scuole un insegnamento di religione islamica fatta dal viceministro Urso è un tentativo di rompere il cerchio di un dialogo tra lingue non comunicanti. Per questo va salutato come un avvio positivo da raccogliere e approfondire. Non tutti sono d´accordo, naturalmente, ma la discussione che è nata è comunque interessante. Per esempio, quando il cardinale Ersilio Tonini rigetta questa idea lo fa con un argomento che si presta invece a sostenerla: «Pensare che l´Islam sia un gruppo completo, esaustivo, è un errore. L´Islam ha mille espressioni, collegamenti, apparentamenti: insomma con i valori della nostra civiltà non ha niente a che vedere». Proviamo a sostituire nella prima frase la parola «Islam» con la parola «Cristianesimo»: quante sono oggi le espressioni e le interpretazioni del cristianesimo, non solo nella conoscenza e coscienza dei singoli cristiani, nell´etica privata e nelle leggi degli stati, ma anche e soprattutto nelle chiese e nei movimenti che …

“Roma invasa da duecentomila per «il diritto ad esistere» “, di Giovanni Maria Bellu

Duecentomila. Sì, Roma ha visto manifestazioni anche molto più affollate. Ma se si misurasse il successo delle proteste di piazza dalla quantità di persone che vi aderiscono per la sola ragione di voler protestare (e non per essere iscritte a un sindacato, a un partito, non per il fatto di «far parte» di qualcosa) il coloratissimo corteo che ieri ha illuminato il centro di Roma sarebbe da classificare tra i più grandi della nostra storia recente. Sicuramente il più variopinto. Con le sole bandiere della Cgil e dell’Arci a dare una qualche continuità cromatica al nastro di folla che ancora non aveva finito di srotolarsi quando è apparso il Colosseo. La coda del corteo, in quel momento, aveva appena cominciato a muoversi da piazza della Repubblica, un paio di chilometri più su. Sicuramente il più rappresentativo. Se per rappresentatività di una protesta collettiva s’intende la quantità di storie e di esperienze che è capace di far incontrare. Il mondo,in questo caso. Coi suoi dolori e i suoi sogni confluiti in ormai più di vent’anni – …

«Canale 5, le vite degli altri», di Michele Brambilla

E’ consigliata a tutti, specie alle persone facilmente impressionabili, la visione del filmato che Canale 5 ha dedicato l’altro ieri al giudice Raimondo Mesiano. Basta andare su Internet: innumerevoli siti lo ripropongono. Davvero bisogna vederlo. Per due motivi. Il primo è che, se non lo si vede, non ci si crede. Il secondo è per rendersi conto di quale livello abbia ormai raggiunto il giornalismo con l’elmetto. Raimondo Mesiano è il giudice che ha condannato la Fininvest a risarcire il gruppo De Benedetti con 750 milioni di euro. Canale 5 l’ha fatto seguire di nascosto dalle sue telecamere. Come fanno per «Scherzi a parte» o, per citare un precedente di livello superiore, come faceva lo «Specchio segreto» di Nanni Loy. La differenza è che in quelle trasmissioni alla fine la vittima dello scherzo viene avvicinato da un funzionario che dice: non se la prenda, se ci dà il permesso di mandare in onda per favore firmi qui. Invece le immagini trasmesse l’altro ieri a Mattino 5 erano rubate all’inizio delle riprese e rubate sono rimaste …

“Al servizio del capo” di Michele Serra

Il video sul giudice Mesiano andato in onda su Canale 5 è spaventoso, e lo è qualunque sia la sua genesi giornalistica. È spaventoso se il suo impressionante effetto minatorio discende da un’intenzione consapevole. Ma è spaventoso anche se siamo di fronte a un gioco cretino, come di chi padroneggia malamente un’arma e credendo di sparare a salve esplode pallottole vere. Il testo, di livello perfino più basso di quel sub-giornalismo che è il gossip televisivo, farebbe propendere per la seconda ipotesi: un gioco cretino sfuggito di mano. Ma la costruzione del servizio (pedinamento di un magistrato ritenuto “nemico” del proprio editore, così da indicarlo all’odio e al dileggio della propria curva tifosa), e la sua messa in onda nel programma mattutino della rete generalista di Mediaset, con tanto di commento demolitore (e “senza contraddittorio”, come dice l’onorevole Gasparri quando attacca la Rai) di due giornalisti del gruppo, impedisce di credere che si tratti di un banale incidente. Il clima di forte scontro politico non può essere un alibi. Non è il cozzo delle idee, …

“Scassano le istituzioni, l’indifferenza è pericolosa”, intervista a Oscar Luigi Scalfaro di Pietro Spataro

Quando le quotazioni di un Paese scendono, poi non risalgono in tre minuti… ». Oscar Luigi Scalfaro è preoccupato. Guarda le vicende della politica, le tensioni istituzionali e il logoramento dell’immagine dell’Italia e invita a ritrovare un senso unitario. «Non dobbiamo stare a guardare», dice. Ci tiene a ricordare i passaggi della sua profonda amicizia con Pietro Ingrao. «Ci vogliamo bene», aggiunge parlando del vecchio leader comunista. Presidente, Zagrebelski ha scritto che siamo in presenza di una crisi istituzionale grave e che la Costituzione, da luogo della pacificazione, sta diventando luogo di scontri distruttivi. Che ne pensa? «Ripeto spesso che la Costituzione è per la pacificazione, è il documento fondamentale in cui i cittadini si riconoscono. Per questo ritengo ci sia un dovere del mondo politico: tenere gli occhi aperti sulle riforme costituzionali. Ricordiamo che c’è già stato un tentativo nel 2006. Allora ebbi una forte preoccupazione: la Costituzione è l’ultimo baluardo di difesa, se viene demolito o superato il discorso diventerà molto crudo. Se penso che quella riforma, che per fortuna fu bocciata con …

“Cinque per mille: Tremonti alla carica con lo ‘scudo fiscale'”, di Giorgio Beretta

Oltre il danno le beffe. Non solo il Governo italiano con la Finanziaria 2010 intende tagliare ulteriormente gli aiuti ai Paesi poveri riducendoli al minimo storico degli ultimi 13 anni, ma sta facendo anche sparire la possibilità per i contribuenti di elargire alle Onlus e Ong il 5 per mille. Lo hanno denunciato ieri le associazioni del Cini. “Lo strumento del 5 per mille da destinarsi alle Ong e Onlus è sparito da questa Finanziaria e non si hanno notizie neppure dei fondi del 5 per mille destinati dai contribuenti nel 2007”. Nei giorni scorsi, infatti, Federconsumatori e Adusbef annunciavano con non poco stupore che – dal CUD 2010 è sparita la voce che dava la possibilità al contribuente di scegliere a chi destinare il 5 per mille. Ma le beffe non finiscono qui. Le sorti del 5 per mille sono infatti legate agli (eventuali) fondi che arriveranno dallo scudo fiscale. Lo conferma il comunicato diffuso ieri in serata dall’Agenzia delle Entrate, dopo che dalla bozza del Cud 2010, pubblicata il 6 ottobre, era stato …