Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Il federalismo al contrario”, di Tito Boeri

Il gesto è clamoroso: le Regioni hanno ieri disertato l´incontro in cui il Governo doveva loro presentare la “Finanziaria light”, oggi al vaglio del Consiglio dei Ministri. Sono incontri del tutto inutili. Ma soprattutto il Governo da mesi continua a rinviare il confronto richiesto dalle Regioni nella sede istituzionale appropriata, la Conferenza Stato Regioni. Si limita a trattare separatamente con ciascuna Regione mentre le vie del sito della Conferenza sono costellate di rinvii. Su cosa chiedono chiarimenti urgenti le Regioni? Non solo sui tagli alla sanità previsti nel nuovo “Patto per la Salute”, ma anche sul federalismo fiscale al contrario di cui il Governo sta dando ampia prova. Il paradosso è che, al di là dei proclami e della retorica dispensata a piene mani dalla Lega all´atto di approvazione della legge delega sul federalismo fiscale, questo esecutivo sta attuando un federalismo al contrario. Ha, da una parte, tolto autonomia impositiva agli enti del decentramento abolendo l´ICI sulla prima casa e bloccando le addizionali regionali e comunali su Irpef e Irap e, dall´altra, li ha resi …

“Quegli applausi nel nome di Sanaa ‘Basta con i muri tra i nostri figli'”, di Paolo Rumiz

PORDENONE – Che non si ripeta. Che non sia una tragedia inutile. Che l’assassinio di Sanaa spinga al dialogo. Tempo di tregua e promesse alla festa di fine del ramadan a Pordenone, dopo il delitto d’onore che ha insanguinato il Friuli. Sotto un sole da estate indiana uno spaccato dell’altro Nordest che lavora: millecinquecento persone, tremila piedi scalzi allineati sui tappeti, venticinque nazionalità, lingua veicolare l’italiano anziché l’arabo. Ma dietro a quel sole, l’ombra di un evento vissuto come un’onta. «In Marocco – sussurrano – quell’uomo sarebbe condannato a morte». La religione non c’entra, ripetono. E a controprova ricordano che quattro anni fa, in questi stessi luoghi, un padre italiano ha ucciso il proprio figlio perché omosessuale. Fabio Cauz si chiamava. E Carlo Alberto l’assassino. Ma le ombre permangono. Da Roma Suad Sbai, pasionaria delle donne marocchine in Italia per il Polo delle libertà, denuncia che dopo il delitto la madre di Sanaa sarebbe stata “sequestrata” dal suo imam per essere indottrinata sull’atteggiamento (intransigente) da prendere. Ma qui la polizia sa che l’imam di Pordenone …

“Ma Barack ci ama o non ci ama?”, di Lucia Annunziata

L’elezione di Obama, nonostante i toni di grande riconciliazione, ha inserito una sorta di disagio nelle vene dell’Alleanza atlantica, quale mai sperimentata prima. Con il presidente Bush questi rapporti fra le due sponde erano infatti non idilliaci ma chiari. Con il nuovo inquilino della Casa Bianca, il perfetto contrario: idilliaci ma non chiari. La prevedibilità, la nettezza di posizioni del presidente repubblicano sulla guerra preventiva e la negazione del multilateralismo sono state sostituite dall’amichevolissimo ma illeggibile e per molti versi distaccato rapporto con Obama. Proprio in questi giorni, due grandi eventi hanno portato a galla l’incertezza. L’accelerazione della guerra in Afghanistan, di cui i morti italiani sono insieme il prodotto e il simbolo; e la cancellazione dello scudo spaziale antirusso, i cui siti sono stati collocati finora in Polonia e in Repubblica Ceca. Entrambe le circostanze hanno messo in fibrillazione gli europei. Il lutto italiano è solo l’ultimo di una serie che fa ormai parlare i Paesi europei della necessità di rivedere la missione in Afghanistan – ma questi dubbi sbattono contro un’accelerazione dell’impegno in …

«Una guerra che va ripensata», di Barbara Spinelli

E’ stato detto, subito dopo l’attentato a Kabul che ha ucciso sei soldati italiani, che quando si vivono lutti così grandi non son decenti le polemiche e neppure le analisi politiche. Invece è proprio nell’ora del lutto e della pietà che urge il pensiero profondo, come è nelle tenebre che più si aspira alla luce. Neanche la polemica è fuor di posto, non fosse altro perché la guerra stessa è pólemos, controversia, e sulle controversie si dibatte, specie se sanguinose. Parlarne non è offendere i morti ma onorare una missione su cui certamente anch’essi si sono interrogati. Molte guerre, a cominciare dal ‘14-18, avrebbero evitato il decadere in inutili stragi, se fossero state ridiscusse nel momento in cui cominciavano a divenire non solo sanguinarie – ogni guerra lo è – ma assurde e addirittura, come disse Benedetto XV nel 1917, inutili. Iniziata nel 2001 come offensiva contro lo Stato talebano che ospitava Bin Laden, la guerra in Afghanistan è giunta a questa temperatura critica, dopo 8 anni. È una temperatura che non migliora estendendo la …

Deliri, Brunetta: “La sinistra prepara un colpo di stato”

Il ministro della Pubblica amministrazione e Innovazione, Renato Brunetta, attacca ancora la sinistra «elitaria e parassitaria», accusandola di preparare niente meno che un colpo di Stato. Alla «sinistra per male» manda a dire: «Vada a morire ammazzata». Che cosa intenda per sinistra “per male” il ministro lo ha spiegato a modo suo. “Mentre gestivamo la crisi non abbiamo visto l’opposizione. E questo per la democrazia è un problema. Abbiamo visto – ha detto Brunetta – le elite, o sedicenti tali, impegnate a buttare giù il governo. Sono sempre le solite: quelle delle rendite editoriali, finanziarie, burocratiche, cinematografiche e culturali, che hanno combattuto il governo reo di aver cominciato a colpire le case matte della rendita”. Evidentemente un caso di contagio istituzionale: sembra di sentire l’eco delle accuse di Berlusconi ai giornali, alla stampa, ai farabutti e comunque a chiunque non la pensi come lui. Brunetta tuttavia salva almeno una parte della sinistra, che neanche a dirlo è quella “per bene”, alla quale rivolge un pressante invito a liberarsi i dall’oppressione di questa “elite di merda”. …

La strage di Kabul, lunedì i funerali di stato per i 6 militari uccisi. Governo diviso sulla missione

Rientrano domani o domenica mattina le salme dei sei parà della Folgore uccisi nell’attentato a Kabul. Lunedì si terranno i funerali di stato nella Basilica di San Paolo fuori le Mura a Roma, e sarà decretato il lutto nazionale, con un minuto di silenzio nelle scuole e negli edifici pubblici. I militari uccisi sono stati promossi a grado superiore. Allestito il sacrario nel palazzo dello Stato maggiore dell’Esercito. Intanto il governo è sempre più diviso sul futuro della missione in Afghanistan. Un invito a mantenere la barra dritta arriva dal presidente della repubblica Napolitano che tornerà da Tokio per presenziare ai funerali dei sei militari uccisi. «Non credo ci sia nulla da rivedere nella missione italiana in Afghanistan», ha detto parlando con i giornalisti a Tokyo. Il capo dello Stato ha fatto riferimento alla posizione assunta dal responsabile esteri del Pd Piero Fassino, aggiungendo che «non trapela nessuna divisione da quella parte». Alla domanda sulle posizioni della Lega e nella maggioranza, Napolitano ha risposto: «Questo chiedetelo al presidente del Consiglio». Quindi, riprendendo il discorso, ha …

“Il mio regno per un lodo”, di Iv.Gia.

L’avvocatura di Stato presenta la sua memoria difensiva alla Consulta: “Senza lodo Alfano possibili dimissioni di Berlusconi”. Ceccanti: “Pongono la questione di fiducia anche alla Corte”. Questa volta Silvio Berlusconi è in guai seri. No, non per le escort. No, neanche per il flop di ascolti al one-man show di Bruno Vespa. A togliere il sonno al premier è il famigerato Lodo Alfano, al vaglio della Corte Costituzionale da quasi un anno e ormai prossimo alla sentenza, prevista per il 6 ottobre. Per non correre rischi l’Avvocatura dello Stato ha presentato alla cancelleria della Consulta una memoria difensiva di 21 pagine sulle quali spicca una frase: “Senza il lodo il premier è a rischio dimissioni”. Anche senza indagare se il Cavaliere sia a conoscenza o meno della brillante tesi difensiva dei suoi e senza cadere nella tentazione di facili ironie, si strabuzzano gli occhi davanti allo scenario apocalittico delineato dai togati. Si parla di “danni a funzioni elettive, che non potrebbero essere esercitate con l’impegno dovuto, quando non si arrivi addirittura alle dimissioni. In ogni …