Tutti gli articoli relativi a: attualità

«Quando manca il luogo del confronto», di Mario Calabresi

Il flop di ascolti toccato alla puntata speciale di Porta a Porta dedicata alla consegna delle prime case ai terremotati di Onna è inatteso ma a ben pensarci perfettamente comprensibile. Inatteso perché, per dare maggior risalto al ritorno del presidente del Consiglio su Raiuno dopo un’estate di polemiche roventi, era stata fatta piazza pulita di ogni altro programma che potesse interferire. L’intero palinsesto televisivo era stato accuratamente studiato per concentrare l’attenzione su Silvio Berlusconi che decretava il ritorno – a tempo record – di alcuni sfollati ad una vita più decente. Ma ciò non è accaduto. Solo poco più del 13 per cento degli ascoltatori (3 milioni e 200 mila persone) si sono sintonizzati con il programma di Bruno Vespa, la cui media, quando va in prima serata, è del 19 per cento con 4,4 milioni di telespettatori. Quelli che mancano all’appello con la rete ammiraglia della Rai o hanno cambiato canale, decretando incredibilmente il successo per la prima serata di una fiction trasmessa su Canale 5, oppure hanno tenuto la televisione spenta. Ma se …

Sospendere l’Auditel solo per l’informazione

Dario Franceschini replica all’articolo di Piero Ostellino apparso sul Corriere della Sera: necessario mettere il valore del pluralismo al riparo da criteri puramente contabili o commerciali. Caro direttore, leggo sul suo giornale un duro intervento di Piero Ostellino nei miei confronti, dedicato al tema del rapporto tra sinistra, potere ed egemonia culturale. Secondo Ostellino sarei un nemico della democrazia liberale! Lo dimostrerebbe un mio recente intervento, proprio sul Corriere della Sera. In un colloquio con Aldo Cazzullo, pubblicato l’11 settembre e dedicato al film documento Videocracy, secondo Ostellino avrei proposto l’abolizione dell’Auditel, meritandomi per questo una pesante rampogna come irriducibile nemico del mercato e delle sue regole, probabilmente a causa della mia militanza progressista e alla ineliminabile necessità, per chi sta a sinistra, di avere un nemico di classe con cui prendersela. Cosa che, data la storia politica da cui provengo, mi è parsa addirittura divertente. Ostellino sostiene il suo attacco su una citazione delle mie parole, così riportate: «Sospendiamo le rilevazioni dell’Auditel (…) Il criterio della quantità a scapito della qualità trascina tutti verso …

“Lodo Alfano privilegio illegittimo”. Alla Consulta parte la guerra legale, di Liana Milella

“Privilegio illegittimo” per una legge “criptopersonale”. Il lodo Alfano “incostituzionale” come il suo recente antenato, il lodo Schifani. La Consulta lo bocciò, era il 20 gennaio 2004, e adesso non può che mettere l’identico timbro sul suo figlioccio che lo riproduce in fotocopia. La procura di Milano e il suo avvocato, il presidente dei costituzionali italiani Alessandro Pace, versus il duo Niccolò Ghedini-Pietro Longo che sostengono le ragioni del Cavaliere. Guerra legale a colpi di memorie fresche di deposito nel palazzo che fronteggia il Quirinale e dove solo dalla prossima settimana si riprenderà a lavorare in un clima sospettoso e blindato. Meno 21 giorni all’appuntamento giudiziario più importante dell’anno, l’udienza pubblica del 6 ottobre alla Consulta sul lodo Alfano, lo scudo che consente di sospendere i processi per le quattro più alte cariche dello Stato, ma che finora ha congelato “solo” tre processi di Berlusconi, Mills e diritti tv a Milano, compravendita dei senatori a Roma. Legge bocciata ad horas da oltre cento costituzionalisti che la etichettarono come incostituzionale e che altri 36 difesero. Giuristi …

“Lavorano e spendono di più. Il mondo in crisi salvato dalle donne”, di Maria Silvia Sacchi

Gli economisti: «Sono il mercato emergente. In cinque anni il reddito globale fem­minile crescerà del 50%». Se per un’impresa trovare un mer­cato promettente è importante in tempi normali, riuscire ad azzeccarlo in momenti di tempesta co­me l’attuale è questione di sopravvivenza. Que­sto mercato, però, è sotto gli occhi di tutti: sono le donne. È in loro che gli economisti sperano per uscire dalla crisi. Nelle donne che orientano i consumi delle famiglie (e queste le conoscevamo già, considerata l’influenza sulla scelta delle va­canze, dei mobili di casa, dei cibi, ma anche sul­l’educazione dei figli). E nelle donne che fanno acquisti per sé perché lavorano sempre di più, guadagnano di più, spendono di più. Sono, dunque, le donne il vero mercato emer­gente mondiale. Più di Cina e India messe insie­me. Addirittura quasi il doppio di queste due po­tenze economiche, secondo uno studio del Bo­ston Consulting Group al quale ieri il settimanale americano Newsweek ha dedicato la copertina. I ricercatori hanno stimato che in cinque anni il reddito globale fem­minile crescerà del 50%, per un totale di …

“Amartya Sen, il mercato funziona se è accompagnato da buone regole”, di Armando Massarenti

Amartya Sen, premio Nobel per l’economia nel ’98, è stato chiamato dal presidente francese Nicolas Sarkozy a presiedere, insieme all’altro Nobel, l’ameericano Stiglitz, e al francese Fitoussi, la commissione su performance economica e progresso sociale che lunedì 14 settembre ha presentato il suo rapporto in cui si sottolinea che tra gli indici di sviluppo è necessario comprendere anche quelli sul benessere percepito dalla popolazione. In questa intervista il Nobel per l’economia mette in evidenza come «la lezione» della crisi «è che il nostro sistema economico funziona se è ben accompagnato». Professor Sen, a che cosa attribuisce la crisi economica che ha travolto il mondo dallo scorso autunno, e che ora sembra dare qualche segnale del suo esaurirsi? Quali lezioni ne possiamo trarre per il futuro, in maniera da non riptere gli stessi errori? Ogni evento di tale portata ha più di una causa, ma per trarne lezioni per il futuro, è importante vedere che dietro questa crisi economica ci sono decenni di politiche fondate su un pensiero economico confuso. Dalla fine della seconda guerra mondiale, …

“Non rinasce la città degli studenti aquilani”, di Marco Bucciantini

Il Rettore: abbiamo affittato edifici e capannoni, ma mancano gli alloggi. C’è un dente cariato nella bocca spalancata dell’Aquila: è quel gruppo di case colorate e gioviali, quel paese nuovo che riceve da ieri 94 famiglie. Vendute come uno splendido sorriso, quelle case sono un quadro. Ma la parete è vuota. L’economia è ferma. I centri storici – che sono l’urgenza delle comunità locali che vogliono tornare a sentirsi tali – sono ammassi di pietre e ferri e tavole. Le gru stanno a guardare. Ci sono 15 mila persone senza lavoro. E 27 mila ragazzi e ragazze che aspettano di sapere se potranno studiare all’Aquila. L’accusa del rettore Ferdinando Di Iorio è precisa: «Abbiamo fatto il massimo per garantire la riapertura di ogni Facoltà e di tutti i corsi di laurea. Abbiamo affittato edifici e perfino i capannoni industriali per tenere le lezioni. Ma non sappiamo dove far dormire gli studenti». Sarebbe compito della Regione e dell’azienda del diritto allo studio. Il rettore già a giugno aveva chiesto di provvedere, si scontrò con Bertolaso, proprietario …

Franceschini dice no a Vespa: “Non vengo a Porta a Porta”

Il segretario del Pd rinuncia alla trasmissione del 23 settembre. “Terremotati strumentalizzati, non mi presto a questa operazione” “Non vengo a Porta a Porta”. Dopo le polemiche per la cancellazione della puntata di Ballarò, Dario Franceschini rinuncia all’invito di Bruno Vespa che aveva programmato una trasmissione con il segretario del Pd per il 23 settembre. “Leggo ora – dice il leader Pd – alcune dichiarazioni di Vespa secondo le quali la mia presenza sarebbe da intendere come una sorta di par condicio per coprire l’incredibile scelta della Rai di stravolgere i palinsesti dell’azienda allo scopo di garantire al premier una vetrina strumentalizzando e spettacolarizzando il dramma dei terremotati d’Abruzzo. E’ un’operazione grave di cui non posso e non voglio rendermi complice in nessun modo”. Secca la replica di Vespa (“motivazioni pretestuose”) che attacca il segretario del Pd: “Non le consento di definire una nostra trasmissione come una vetrina al servizio del presidente del Consiglio. Esigo lo stesso rispetto rivolto ad altre trasmissioni che dal pluralismo di Porta a Porta hanno tutto da imparare”. Franceschini rilancia: …