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“No Certosa, no party”, di Massimo Gramellini

Una notizia leggera ma buona, per ricominciare. Il settanta per cento degli italiani vorrebbe trascorrere il Ferragosto a Villa Certosa con il padrone di casa, i suoi cari e le sue care. «Accetterebbe l’invito senza esitazioni», recita testualmente il sondaggio di «Novella 2000». Qual è la buona notizia? Beh, che un trenta per cento di italiani non accetterebbe l’invito. O avrebbe almeno un’esitazione prima di tuffarsi sotto la doccia con Topolanek. Immaginavo fossero molti, ma molti di meno. Colpa dei pregiudizi che mi portano spesso a sottovalutare le risorse morali di questo straordinario Paese. Trenta per cento. Per inciso, più di quelli che votano Pd. Se ne deduce che il Pd non riesce a raggiungere nemmeno tutti gli allergici al Certosismo: figuriamoci gli altri. Poiché ho deciso di seguire il consiglio del settanta per cento dei lettori, non parlando più di B, e di seguire il consiglio dello stesso B, non parlando più di tutto ciò che rattrista le masse e intralcia la loro propensione al consumo, non mi resta che baloccarmi con quel numero …

“Sarebbe una scala mobile locale”, intervista a Cesare Damiano

“Sembra che il governo abbia già dimenticato di aver firmato solo pochi mesi fa a Palazzo Chigi un accordo sul modello contrattuale con le parti sociali, esclusa la Cgil, per legare le retribuzioni a fattori come la produttività e i risultati economici”. Cesare Damiano, responsabile del lavoro del Pd, boccia senza mezzi termini l’ipotesi del governo di stabilire differenziali salariali in base al costo della vita tra Nord e Sud. “Pensare al ripristino di un’uniformità retributiva in base al costo della vita regionale, oltre a essere fuori tema rispetto alla riforma contrattuale”, sostiene, “equivale a reintrodurre una scala mobile territoriale che avrebbe lo svantaggio di solidificare le differenze, intorno a un parametro che nulla ha a che fare conla competitività”. Al contrario, per Damiano “vanno incentivate imprese e lavoratori a produrre di più” per “innescare una competizione virtuosa”. Come replica al premier che ritiene giusto legare i salari al diverso costo della vita tra Sud e Nord? E’ un falso problema. Il problema è che i salari sono bassi: per una competizione virtuosa bisogna premiare …

“Luna park Italia. Alla fiera delle veline tra ragazze e ragazzi innocui e pronti a tutto”, di Claudio Camarca*

Venghino signori, venghino. Alla sagra della carne umana offerta un niente al chilo. Esposta tra gli arrosticini di pecora e lo zucchero filato. Sulla passerella improvvisata di fianco il Luna park, lungo la spianata polverosa un passo dal mare d’Abruzzo, l’Adriatico placido e limaccioso gettato come un lenzuolo sporco a lambire le spiagge dell’ex Jugoslavia, terra di conflitti fin de siecle generatori di badanti e prostitute trafficate lungo costa qui da noi. Montesilvano. Provincia di Pescara. Serata calda di fine Luglio. Si presenta la manifestazione «Mister & Miss più belli di Italia». Ragazzotti blandamente palestrati e aspiranti veline donate alla piazza da mamme scalmanate e padri armati di videocamera. Famigliole turistiche assiepate su sedie in plastica. Bambini ipnotizzati da luminarie e festoni. Popmuzik sparata dalle casse stereo troneggianti i lati del palco. La presentatrice fuori peso strizzata in lycrapantacollant e sandali alla schiava declama nomi degli sfilanti e città di provenienza. Quelli ancheggiano e posano sbilenchi. Mimano ossute modelle intraviste in TV, figure sparse fuoriuscite dal caravanserraglio dei reality show. Concorrono in abito da sposa …

“Il piano casa deturpa da Nord a Sud”, di Vittorio Emiliani

Tutti i rischi della nuova edilizia. I grigi capannoni cementizi sfigurano già tanti paesaggi italiani. Tuttavia, con alcune delle leggi regionali partorite dal Piano Casa del Primo Immobiliarista, il cav. Berlusconi, andrà molto peggio. Nel Veneto l’ampliamento di quelli esistenti arriva al 20% della superficie coperta: uno di 5.000 mq si dilaterà a 6.000 (a 7.500 mq qualora il proprietario li adegui al risparmio energetico). In Lombardia avverrà di peggio: chi li demolisce e li ricostruisce in toto, potrà riutilizzarli a fini residenziali. Lo prevedeva la primissima bozza del Piano Casa berlusconiano: cambiare la destinazione d’uso come cambiarsi la camicia, ma la misura (un flagello per l’urbanistica delle nostre città e periferie) era stata cassata per l’intervento della Conferenza Stato-Regioni. Tuttavia qualche Regione (vedi Lombardia) se l’è tenuta di riserva, mentre altre prevedono agevolazioni parziali. Qualcuna (vedi Piemonte) consente, entro certi limiti, di soppalcare gli amati capannoni. La Valle d’Aosta si segnala fra le più permissive, con tanti saluti alle bellezze naturali e al turismo di qualità. Ma c’è bisogno di tutta questa fiumana di …

“Viaggio nelle cliniche della fertilità”, di Michele Smargiassi

Ogni anno 25 mila coppie europee, e soprattutto italiane, cercano all’estero la fecondazione assistita. Vi raccontiamo il loro viaggio. Venticinquemila europei ogni anno partono sulle rotte della maternità Inseguendo il sogno di un figlio che non possono avere. Una coppia su tre parla italiano. E per aggirare i limiti imposti dalla legge 40 continua a scegliere strutture straniere Dalla Spagna ai paesi dell’Est Ora che la Corte costituzionale ha ridotto i divieti in Italia le migrazioni possono diminuire Migliaia di donne incrociano le dita e sperano che la dura stagione delle valigie sia finita Ma dovrà ancora spostarsi chi punta all’eterologa, soprattutto alla donazione di ovuli. Non hanno le valigie di cartone, ma nei loro beauty-case portano lo stesso carico di ansia di un secolo fa. Anche i nuovi migranti, i nomadi della provetta, lo fanno «per i figli». I figli che non hanno, che cercano, che la scienza può dare loro, ma che in patria non possono avere. Venticinquemila europei ogni anno partono sulle rotte della fertilità, destinazione le accoglienti cliniche private dei paesi …

Una informazione di voci libere

Che si fa quando il Pil affonda e i disoccupati aumentano ogni giorno a palazzo Chigi? Ci si mette in poltrona e si appuntano i titoli dei tg per scoprire quanto sono brutti, sporchi e cattivi quei giornalisti del Tg3 che si ostinano a parlare di questo. Tanto che poi durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, quando una giornalista del Tg3 rivolge una domanda a Silvio Berlusconi lui non perde occasione per ribattere sottolineando che nell’edizione del giorno prima il suo telegiornale aveva “quattro titoli tutti negativi”. E aggiunge: “È una cosa che non dobbiamo più sopportare, non possiamo più sopportare che la Rai sia l’unica televisione pubblica al mondo che con i soldi di tutti attacchi il governo”. Già perché mai tutti i cittadini dovrebbero pagare il canone e ricevere un’informazione obiettiva’ Meglio pagare per della propaganda, nell’ottica di non disturbare il manovratore. Tanto è sicuro della sua stramba idea di servizio pubblico il proprietario del principale gruppo privato concorrente da arrivare a dire che “c’è una sinistra che attacca e una maggioranza …

“La stagione sciocca del mezzogiorno”, di Luigi Spaventa

Nel gergo giornalistico anglosassone il periodo di piena estate viene chiamato silly season, stagione sciocca con tutti in vacanza, mancano notizie di rilievo, a meno di disastri naturali o geopolitici, tal che i giornali devono andare a caccia di spunti e temi più frivoli con cui riempire le pagine. Quest’anno, dopo lunga assenza dalla scena politico-economica e dalla memoria (salvo qualche annoiato commento sul rapporti della Svimez), il povero nostro Mezzogiorno è stato servito caldo, e, per così dire, infrivolito, onde ravvivare la silly season. Che cosa c’è di nuovo? Non è facile capirlo. Per ragioni giuste o sbagliate, le aree sottosviluppate del paese parevano espunte dall’agenda di questo governo; i fondi ad esse destinati erano stati posti sotto sequestro, con il presidente del Consiglio nominato loro custode. Ma govemo e maggioranza si sono trovati politicamente costretti a riparlare di Mezzogiorno quando, con vespri vittoriosi, la Sicilia è riuscita à riprendersi la sua quota. La premessa enunciata per dare ragione di questo rinnovato interesse è la seguente: il Mezzogiorno è questione nazionale, per affrontare la …