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“Le stragi di Cosa nostra. Personaggi e interpreti. Piccolo dizionario di mafia” di Francesco La Licata

Da Riina a Capaci: ecco perché si riaprono le indagini sugli attentati. Ci sono parole della cronaca che entrano nell’immaginario, evocano fatti e situazioni come icone immaginifiche. Eppure non sempre chi osserva o legge dall’esterno riesce a comprenderne il senso esatto. Un piccolo dizionario forse può aiutare. A Addaura. Luogo di villeggiatura marina dei palermitani. In una delle ville della costa trascorreva l’estate Giovanni Falcone e la moglie, Francesca. Il 21 giugno del 1989 gli agenti della scorta trovarono sugli scogli una borsa da sub con 75 candelotti di dinamite innescati. L’attentato fu sventato, ma Falcone ne denunciò immediatamente l’anomalia parlando di «menti raffinatissime» che stavano dietro quella bomba. Per la prima volta si intuisce, in una grande affaire di mafia, la presenza di soggetti esterni a Cosa nostra che si servono dei boss come di una sorta di «service» adatto ai «lavori sporchi». Il processo sull’attentato fallito si concluderà in un nulla di fatto, tranne una condanna nei confronti di un sottufficiale del Sismi che – sbagliando – aveva fatto brillare il detonatore della …

“Allarme clima. Per il Pentagono è il nuovo nemico”, di Anna Zafesova

Uragani e carestie al centro dei war games dei generali Usa. Le nuove guerre saranno scatenate da fattori “ambientali”. Non solo russi, cinesi, iraniani, arabi e coreani. Nella lista dei nemici potenziali dell’America accanto a loro oggi sono apparsi tifoni, carestie, alluvioni, cicloni, tsunami. Il deserto che avanza e il ghiaccio polare che si scioglie vengono catalogati come minacce accanto a Bin Laden e Kim Jong-il. Attacchi missilistici delle potenze nucleari, codici militari violati, Stati-canaglia che rubano l’atomica, terroristi islamici che complottano per colpire le città dell’Occidente: gli incubi che per anni hanno affollato le menti degli strateghi del Pentagono non sono più questi. O almeno non solo. Forse perfino peggiori di quelli della guerra fredda, perché con la natura non si può trattare e non si può mandare una squadra di superaddestrati marines a eliminare l’effetto serra. E’ una nuova guerra mondiale. Da quest’anno il Pentagono e il Dipartimento di Stato Usa catalogano il clima come una delle minacce alla sicurezza nazionale americana. Esperti di intelligence e analisti studiano i calendari dei monsoni e …

“Clandestini, in Italia sono 1 milione”, di M. Antonietta Calabrò

Secondo l’Ocse l’1,9% della popolazione italiana è rappresentato da stranieri che non hanno permesso di soggiorno. La maggioranza degli irregolari entra in Italia con un visto e poi si trattiene oltre i termini previsti. È la stima della Caritas. Il Viminale: 500 mila le badanti Molti hanno già un lavoro, contratto chiesto per settecentomila. L’ Ocse (Organizzazione per la co­operazione economica e lo svi­luppo) stima che nel nostro Pae­se vivano tra i 500 e i 750 mila immigra­ti clandestini. Sono l’1,09% della popo­lazione italiana e il 25,6% di tutti i resi­denti stranieri. Il dato emerge dal rap­porto 2009 dedicato al fenomeno del­l’immigrazione. Ed è assolutamente in linea con quanto avviene negli altri Pae­si europei (mentre gli illegali negli Usa sono addirittura il 3,94 della popolazio­ne complessiva). Queste sono le ultime cifre «ufficiali» relative al fenomeno che sta infiammando il dibatto politico italiano dopo l’entrata in vigore del nuovo pacchetto sicurezza. Ma le valu­tazioni sull’impatto che avrà il provve­dimento di sanatoria (nel prossimo me­se di settembre) per le colf e le badanti aiutano a correggere al …

“Regioni, il buongoverno abita al Nord. Bankitalia: ultime Sardegna e Molise”, di Giovanni Parente

I ragazzi leggono male e faticano poi con la matematica “Sono destinati a posti irregolari”. Lo studio tiene conto anche del tasso di abbandono scolastico, al 25,5% nel Mezzogiorno. Il buongoverno? Non cercatelo al Sud. Nelle regioni settentrionali, le pubbliche amministrazioni sono più capaci di incidere sulla realtà economica e sociale del proprio territorio. Emilia Romagna, Lombardia, Toscana e Piemonte sono davanti alle altre. Le “promosse” sono tutte al Centro-Nord e infatti registrano, con l’eccezione della Valle d’Aosta, risultati superiori alla media nazionale. L’altro lato della medaglia è la parte bassa della Penisola che finisce dietro la lavagna. Con Molise e Sardegna a chiudere la graduatoria. Un Mezzogiorno che, quindi, mostra «un apparato amministrativo di gran lunga meno efficiente». A rilevarlo è un recente studio di Bankitalia, che considera le politiche nazionali e regionali nell’ultimo decennio. Gli autori della ricerca utilizzano un super-indice elaborato dal Formez. È stato costruito tenendo conto degli interventi di semplificazione, di quelli per il lavoro ma anche della capacità di rafforzare la competitività. Ai raggi X, infine, l’utilizzo delle risorse …

“Marcinelle e l’Italia delle ronde”, di Toni Fontana

L’8 agosto 1956, 274 lavoratori scesero ad una profondità tra i 765 e i 1035 metri nella miniera di carbone di Marcinelle in Belgio. Un carrello tranciò i cavi dell’alta tensione; si scatenò un incendio. Morirono 262 minatori. 136 erano italiani. Tra le vittime 67 abruzzesi, 12 marchigiani, 7 friulani, 5 emiliani, 5 veneti. Provenivano da 13 regioni italiane. La strage di Marcinelle fu un eccidio provocato dall’assenza di misure di sicurezza, controlli e regole. Il «sacrificio del Lavoro italiano nel mondo» (nel 2001 l’allora ministro Mirko Tremaglia ottenne la proclamazione per l’8 agosto della “Giornata nazionale” con questo nome) comprende i nomi di 867 minatori italiani morti tra il 1946 e il 1963 nelle miniere del Belgio. Migliaia di emigranti sono morti di silicosi nei decenni successivi. Anche allora c’erano i «flussi». Nel 1946 il governo di Roma concordò con quello di Bruxelles l’invio di 2000 minatori alla settimana in cambio di forniture di carbone a basso costo. I minatori compivano viaggi di 52 ore, venivano sottoposti ad una visita medica a Milano; quelli …

Intervista a Vasco Errani “Il governo lo dica: sta smantellando la sanità e i servizi”, di Felicia Masocco

Azzerato il Fondo per la non autosufficienza, scippato il Fondo sociale, i Fas usati come bancomat. Regioni al bivio: o chiudono gli ospedali o vanno in rosso. Vasco Errani, presidente dell’Emilia Romagna e della conferenza delle Regioni. Ancora un incontro col governo dal quale siete usciti insoddisfatti. Perché? «L’incontro è stato negativo perché il presidente del Consiglio non ha dato una risposta alle questioni precise da noi poste già un mese fa. Su tutte, la questione dei Fas su cui non c’è assolutamente chiarezza, si programmano e riprogrammano le risorse, si usa il Fas come un bancomat anche per la spesa corrente. Basti pensare al finanziamento dato all’azienda dei rifiuti di Palermo! E non ci sono garanzie e trasparenza rispetto ai piani di investimento che le Regioni debbono fare con le risorse che il governo si era impegnato a garantire. Si tratta di oltre 23 miliardi e 600 milioni. Il problema è molto serio perché noi stiamo programmando gli investimenti, se non abbiamo la certezza delle risorse, si blocca tutto, continueremo a tenere bassi gli …

“La disfatta di Francoforte”, di Massimo Giannini

L’autolesionistica battaglia persa sull’oro, per puro e insensato “arditismo” finanziario, è un paradigma del logorante declino politico cui l’esecutivo e la maggioranza di centrodestra si stanno condannando. Il “non expedit” della Bce sulla tassazione delle riserve auree della Banca d’Italia è qualcosa di più dell’inevitabile mannaia calata sulle velleitarie forzature del nostro ministro dell’Economia. Rappresenta, plasticamente e simbolicamente, l’inappellabile bocciatura di un metodo di governo fondato sullo strappo delle regole, più che sulla produzione di riforme. Sul salto nel cerchio di fuoco, più che sulla soluzione dei problemi. Sulla rappresentazione propagandistica, più che sull’azione pratica. È stata una mossa allo stesso tempo arrogante e disperata. Che senso aveva inserire a tutti i costi in un decreto, già di per sé discutibile per forma e per contenuto, una norma palesemente contraria al Trattato Europeo, e quindi naturalmente illegittima anche rispetto alla Costituzione italiana? Che senso aveva esporre il Paese al giudizio negativo di un’importante istituzione comunitaria, che aveva già formalmente espresso in due diverse occasioni la sua netta opposizione giuridica rispetto alla famigerata Golden Tax? Nessun …