“Noemi, le inchieste, l’Abruzzo: Berlusconi ora ha paura”
Il torcicollo, certo. Silvio Berlusconi era sofferente al ricevimento per la Repubblica. Un forte dolore costante lo tormenta e si sa che dei farmaci è bene non abusare. Anche ieri, alla parata del 2 giugno, i fotografi lo hanno colto ad occhi chiusi e con le mani sul volto. Ma non è solo il dolore fisico a dargli pena, dicevano nei saloni del Quirinale i capannelli di magistrati e banchieri, politici di lunghissimo corso e giovani sottosegretari, amici e avversari. A preoccuparlo piuttosto sono i tre ostacoli sul suo cammino, le tre mine ancora inesplose che potrebbero deflagrare all’indomani del voto: tre inchieste già avviate oltre ad una serie di atti che potrebbero presto tradursi in indagine. Le feste di villa La Certosa sono per così dire il folklore. La sostanza è altrove: i rifiuti (Napoli prima, Palermo adesso), la gestione del terremoto in Abruzzo. E se – come i sondaggi che corrono di bocca in bocca dicono – il gradimento berlusconiano è davvero al 38%, molto al di sotto delle aspettative e certo inferiore …
