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Newsletter: Marzo 2009 – Anno II – n°4

  Parlare al Paese Ce lo dicono i sondaggi (per una volta fateli citare anche a me) e ce lo conferma un certo nervosismo manifestato dal Premier, nelle scorse settimane, di fronte alle nostre proposte su sicurezza, tutele per i precari, nuove povertà  e maggiore tassazione dei redditi più alti a partire da quelli dei parlamentari: il PD è in recupero, faticoso e lento, ma pur sempre in recupero. Lo percepisco anche nei rapporti con i cittadini durante le iniziative politiche e nei contatti personali via mail o sul sito. Dario Franceschini in più di un’occasione ha dettato l’agenda politica, e ha incalzato la destra. Mostrare le inadempienze del Governo, fare opposizione, nel merito, in modo chiaro e con una sola voce, indubbiamente premia, anche quando ci troviamo di fronte ad una tale concentrazione di potere mediatico come nel caso italiano. E in fase pre-elettorale, con le amministrative e le elezioni europee del 6 e 7 giugno 2009 alle porte, questo è indubbiamente un segnale incoraggiante.  Ma dobbiamo interrogarci su come sia stato possibile questo …

“I silenzi del Cavaliere irritano Fini. “Timido sul dialogo, proposte vaghe”, di Claudio Tito

Il mio erede lo sceglierà il Pdl, io mi accontenterò di fare il padre nobile». Non è bastata questa frase di Silvio Berlusconi a rassicurare i colonnelli di Alleanza nazionale. Non è stata sufficiente l`evocazione di un futuro avvicendamento per tranquillizzare gli ex missini. E già, perché il discorso con cui il Cavaliere ha chiuso le prime assise del Popolo delle libertà sono piaciute davvero poco ai big di An. E in particolare a Gianfranco Fini. Inizia così la «difficile coabitazione» nella “casa comune”. Una “convivenza” di cui il capo del governo e il presidente della Camera hanno provato a prendere atto nei giorni scorsi. Alla prima prova, però, ne è emersa tutta la complessità. Fini – che aveva concordato con il premier l’assenza di ieri alla Fiera di Roma – non ha infatti apprezzato l`intervento del capo del governo. «Meglio non commentare – ha fatto sapere ai suoi – altrimenti rischiamo di rovinare tutto». Le parole berlusconiane sono state una «delusione» per l`ex leader di An. Nessun riferimento al testamento biologico, neanche un secondo …

“Bugie e silenzi: la sicurezza sul lavoro fa passi indietro”, di Massimo Franchi

Chiunque abbia visto i telegiornali (qualunque telegiornale) venerdì ha sentito distintamente sostenere che il nuovo Decreto del governo sulla sicurezza sul lavoro «ha aumentato le sanzioni». Per i non addetti ai lavori la specifica successiva («rispetto alla legge 626») è sembrata un inutile corollario. Tecnicamente non si tratta di una bugia. In sostanza invece lo è in pieno. Il paragone con la legge 626 è infatti totalmente scorretto, perché il testo firmato da Sacconi è un per sua ammissione «un decreto correttivo del Testo unico sulla sicurezza», il decreto legislativo 81 del 2008. Per difendersi dall’accusa di aver diminuito le sanzioni dunque il governo sceglie deliberatamente di raffrontare il suo nuovo testo ad una legge non più in vigore da oltre 14 anni (la legge 626 è del 1994). «Ma anche rispetto alla legge 626 in parecchi casi gli aumenti delle sanzioni pecuniarie sono inferiori all’inflazione basata sull’indice Istat», fa notare Antonio Montagnino, ex sottosegretario al Lavoro e tra i massimi conoscitori della materia. AMMENDA DA 16MILA CALA A 6MILA Un esempio renderà più comprensibile …

Nuovo partito? Trito e ritrito

Doveva essere una giornata storica, nel senso che la storia sarebbe cambiata dopo la nascita del Popolo delle Libertà. L’Italia s’è desta, dell’elmo di Scipio s’è cinta la testa. E forse lo è stato. Ma non nel senso che doveva e poteva essere nelle intenzioni di Silvio Berlusconi. Sono da poco le 18.30, quando il premier e prossimo neo-segretario, presidente, proprietario e amministratore delegato del Pdl sale sul palco per un’interminabile sequenza di frasi ad hoc che ripercorrono la sua vita politica, i suoi successi e per denigrare la Sinistra, oggi finalmente sdoganata – ma non del tutto – del termine i “comunisti”. La scena dello show è ben coreografata: “inno alla gioia” di Beethoven, inno di Mameli e il loop “meno male che Silvio c’è”. Il parterre è quello delle grandi occasioni, tutti i leader nelle prime fila e tanti ragazzi. Soprattutto le ragazze sono tutte belle e giovani. Forse sono quelle che il Pdl si è permesso di scortare con l’esercito ricordando le parole del presidente del Consiglio l’indomani della successione di violenze …

Lavoratori a rischio

Una procedura che è già un classico. L’ordine è questo: annuncio pomposo, Consiglio dei Ministri, nuovo annuncio, questa volta per proclamare l’avvio delle “nuove regole”. Nella maggior parte dei casi “nuove regole” equivale a “niente regole”. È stato così per il piano casa, e la storia si è ripetuta stamattina con le “modifiche al testo unico in materia di sicurezza sul lavoro”. Modifiche, quelle operate dal governo, di cui in realtà nessuno sentiva l’esigenza. Tranne Confindustria. E la maggioranza ha ceduto alle pressioni di quegli industriali che lamentavano sanzioni troppo pesanti a proprio carico. Cosa vuoi che importi se per soddisfare le richieste degli industriali si dovranno sacrificare le vite degli operai? È la dura legge del mercato! Non sempre i proclami giovano. Lo sa il ministro del Welfare Sacconi, che ha dovuto concedere qualcosa, dopo la valanga di polemiche dei giorni scorsi. La protesta dell’opposizione è riuscita a strappare all’esecutivo il mantenimento dell’arresto del titolare in caso di gravi irregolarità e della figura del Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale per le imprese …

“Berlusconi attacca le Camere. Fini: sbagli, sei qualunquista”, di Natalia Lombardo

Frainteso. Sarebbe stato «frainteso » ancora un volta, Silvio Berlusconi, dopo aver scatenato l’ira di Gianfranco Fini che, in aula, dichiara: «Il presidente del Consiglio ha sbagliato». Non voleva dire che i parlamentari sono figuranti,ma solo che «serve una riforma perché i deputati sono solo lì per fare numero e votare con due dita emendamenti che non conoscono». Paroledette dal premier nell’entusiasmo di un brindisi tra la «monnezza» per l’inaugurazione del termovalorizzatore di Acerra, ma che suonano come il fischio di una bomba, alla vigilia della fusione tra Forza Italia e An. Una gaffe che preoccupa anche i suoi, per la polemica pre-congressuale della quale «non si sentiva il bisogno» confessa Ignazio La Russa. Una mossa studiata, invece, «per far capire a Fini che il padre della patria siede al Quirinale», spiega un fedelissimo di Berlusconi. Tanto per ribadire a Fini che critica il pensiero unico che non si monti la testa. E per avanzare di nuovo l’idea che votino solo i capigruppo. Ma nell’incontro già fissato con il presidente della Camera a Montecitorio alle …

“Produttività a passo spedito, ma i salari restano indietro”, di Bianca Digiovanni

Altroché macchina in folle: il sistema Italia ha ingranato una marcia superveloce negli ultimi due anni. Un vero miracolo, che però è andato solo a vantaggio dei profitti: nulla per i salari. Lo rivelano gli ultimi dati Istat, che correggono l’andamento della produttività negli ultimi 5 anni. È l’Espresso in edicola oggi a riportare gli ultimi numeri: nel biennio 2006-7 i nuovi conti dicono che il valore aggiunto dell’industria è cresciuto, rispettivamente, del 4,4 e del 5,9 per cento, molto di più di quel 2,2% e 4,1% rilevato in precedenza. Profitti e salari Una buona notizia? Non proprio, visto che a fronte di questi risultati, i redditi da lavoro sono rimasti sostanzialemte invariati. Su questo tema i numeri arriveranno oggi, con il IV rapporto dell’ires-Cgil. E non sono numeri rassicuranti: dal ’95 al 2007, i profitti delle grandi imprese sono saliti del 74,5 per cento mentre le retribuzioni sono aumentate appena del 5,5 per cento. «Una cosa è certa – dice Agostino Megale, segretario confederale della Cgil, intervistato dall’Espresso – I salari dovevano crescere di …