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“Al concorso più errori che posti”, di Flavia Amabile

Quest’estate è apparso un bando: si assumevano cento persone al ministero dei Beni Culturali come archeologi, storici dell’arte architetti, archivisti, storici dell’arte, bibliotecari e calcografi. L’Italia è un Paese di letterati e ai Beni Culturali non si vedeva un concorso da tredici anni. Ci si sono buttati in 24.873 aspiranti e speranzosi. Oggi si saprà chi ha vinto la prima selezione, ma è già chiaro che alla lista dei vincitori si affiancherà presto un elenco altrettanto lungo di ricorsi da parte di chi è stato bocciato e su quello che è accaduto negli ultimi due mesi questa mattina Manuela Ghizzoni, deputato del Pd, presenterà un’interrogazione parlamentare. I quasi 25 mila candidati erano preparati a un concorso con prove forse difficili, sapevano di doversi difendere dal raccomandato di turno. Non si aspettavano invece di trovarsi coinvolti in un’odissea tragicomica, che li avrebbe condotti a studiare e al tempo stesso dare una mano al ministero a correggere le domande della loro prova. I problemi hanno inizio il 21 ottobre quando il ministero dei Beni Culturali pubblica sul …

“I 1500 del lager nell’aranceto. Msf: immigrati come bestie”, di Eduardo Di Blasi

Nelle campagne di Gioia Tauro, da novembre a marzo, si riversano migliaia di immigrati, per lo più clandestini. Lavorano nelle campagne. Guadagnano in media 240 euro al mese. Soffrono fame e freddo. Da novembre a marzo. Agrumi, freddo, fame. Due fabbriche abbandonate, una vecchia cartiera e un ex deposito nella piana di Gioia Tauro. Da un paio d’anni sono diventate rifugio di oltre 1500 persone. Extracomunitari arrivati dal Sud del mondo al Sud Italia. San Ferdinando, Rosarno, Rizziconi. Giovani, per lo più: l’84% afferma una ricerca condotta da Medici Senza Frontiere, ha tra i venti e i quarant’anni. Braccia per le arance, stipate nei capannoni. Antonio Virgilio. responsabile dei progetti italiani Msf, nel chiedere che la Regione Calabria ottemperi all’impegno preso nel settembre scorso di installare servizi igienici, docce e fontane con acqua potabile, racconta a parole quello che video e fotografie dell’associazione già dicono: «All’interno di questi due capannoni, senza acqua, gas e elettricità, si costruiscono casupole di cartone, e per riscaldarsi fanno fuochi che rendono l’aria irrespirabile.  Patiscono fame e freddo». La settimana …

“Il caos sul caso Englaro. La volontà di quella donna” di Umberto Veronesi

Il caos regna sul caso Englaro, trasforma il dibattito in una guerra di parole. Eluana è viva o non è viva; i trattamenti sono cure o accanimento; l’esito della sua storia è una questione medica, giuridica o politica. Eppure ha parlato semplicemente e chiaramente Eluana: “Io non voglio esistere così”, diceva indicando il suo amico in coma vegetativo, riferendosi inequivocabilmente a quel corpo che stava davanti a lei, a come lo vedeva e lo percepiva, provandone terrore. Non ci sono giochi di parole: proprio quello ad ogni costo non voleva Eluana , e da lì dobbiamo ripartire, per non perderci nella “tragedia degli equivoci”. La confusione è sempre una cattiva consigliera perché alla fine delle polemiche abbandona la gente alla sfiducia sconsolata nella capacità della società, attraverso le sue istituzioni, di aiutare i suoi cittadini proprio nelle situazioni più complesse e drammatiche, quando la collettività e i suoi servizi dovrebbero invece essere di sostegno e di incoraggiamento. Occorre allora riconcentrarsi sul tema: la volontà di Eluana. Se qualcuno ha dei dubbi deve fermarsi lì: se …

“Giorni duri e tristi! Confronto vero e l’unità non sia di facciata”, di Marina Sereni

Giorni duri, tristi, difficili per il PD. La sconfitta in Abruzzo era in larga parte attesa, ma la coincidenza con le vicende giudiziarie che hanno coinvolto il sindaco di Pescara e segretario regionale del PD, poi ieri un deputato della Basilicata, oggi altri nostri esponenti politici per la situazione di Napoli e della Campania, ha aggiunto al brutto risultato elettorale un elemento di allarme. Dobbiamo avere nervi saldi, capacità di analisi e di reazione. Il problema del rapporto tra politica, amministrazione della cosa pubblica ed economia non è risolto. Non è un problema del PD, è un problema del sistema politico tutto. Trasparenza, celerità delle decisioni, certezza delle regole, onestà e rigore nelle scelte dei governi locali: purtroppo dobbiamo dirci che la stagione di “mani pulite” non ha prodotto cambiamenti strutturali nel rapporto politica-economia. I partiti sono deboli, la selezione della classe dirigente non ha evidentemente messo competenza ed etica al primo posto. Il rischio è che – ora come nel passato – le inchieste giudiziarie travolgano colpevoli e innocenti, indeboliscano ancora di più la …

Alla camera dei deputati: «1938-2008: settant’anni dalle leggi antiebraiche e razziste, per non dimenticare»

Presso la Camera dei Deputati, questa mattina si è svolta l’iniziativa “1938-2008: settant’anni dalle leggi antiebraiche e razziste, per non dimenticare”. La celebrazione è stata aperta dal Presidente della Camera On. Fini. All’incontro sono intervenuti il Presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, il direttore del Centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano, Michele Sarfatti, Nedo Fiano e Zoe Brandizzi. È stata una occasione importante e solenne per ricordare la più brutta pagina della nostra storia e riconosco al Presidente Fini di aver svolto un significativo intervento che apprezzo e condivido pienamente. Fini ha infatti ricordato le gravi responsabilità del fascismo e i silenzi di parte della gerarchia ecclesiale, il chè naturalmente non cancella l’azione coraggiosa svolta da numerosi cittadini, antifascisti, esponenti del mondo cattolico e religiosi che hanno consentito di salvare moltissimi ebrei. Potete rivedere gli interventi collegandovi al sito http://www.camera.it/serv_cittadini/21262/21565/22106/documentotesto.asp  Manuela Ghizzoni

«Per la ripresa occorre una prospettiva europea«,di Donata Gottardi

È stata una settimana intensa dal punto di vista dell’economia e delle finanze questa che si sta chiudendo a Bruxelles. Qui al Parlamento europeo, in commissione Economica e Monetaria, abbiamo avuto uno scambio di vedute con il Presidente della BCE, Trichet, e il commissario Almunia per valutare l’andamento della crisi economica e finanziaria e l’adeguatezza sia delle misure di politica monetaria decise dalla BCE sia del piano di salvataggio e rilancio dell’economia europea di 200 miliardi, basato essenzialmente su piani nazionali, concordato tra l’Ecofin e la Commissione. Ho espresso perplessità e insoddisfazione per le risposte che Trichet ha dato riguardo la necessità di preservare l’economia reale e i cittadini dalla crisi economica e finanziaria e dalla recessione che si prospetta. Condivido le scelte della BCE di abbassare il tasso di interesse e quella di mettere a disposizione liquidità a tassi fissi per le banche al fine di finanziare il rilancio dell’economia. Ma non basta. Se finora Trichet poteva affermare che era mediante la stabilità dei prezzi e il controllo dell’inflazione che si sostenevano le politiche …

«Piazza Fontana: 39 anni dopo le vittime ancora senza giustizia» di Maria Francesca Ricciardulli

Esattamente 39 anni fa si verificava il primo clamoroso attentato della storia dell’Italia repubblicana. Alle 16,37 del 12 dicembre del 1969 a Milano in un salone gremito di gente della Banca nazionale dell’Agricoltura esplodeva un ordigno con 7 chili di tritolo contenuti in una borsa lasciata sotto un tavolo, uccidendo 17 persone e ferendone oltre 85. Una strage, “la strage di piazza Fontana”. All’incirca nello stesso momento scoppiavano altre 3 bombe a Roma mentre a Milano una quinta rimaneva inesplosa e successivamente fatta brillare distruggendo in tal modo elementi probatori di possibile importanza per risalire all’origine dell’esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni. La polizia e l’Ufficio affari riservati indirizzano subito le indagini contro gli anarchici. La mattina del 15 dicembre Pietro Valpreda viene arrestato come «presunto esecutore». La stessa notte Giuseppe Pinelli muore precipitando da una finestra della questura durante l’interrogatorio condotto dal commissario Luigi Calabresi: l’inchiesta esclude l’omicidio, ma conferma che fu vittima di un «arresto abusivo e violento». Il 17 maggio 1972 Ovidio Bompressi uccide il commissario Calabresi, additato da Lotta …