Enrico Morando: «La bugia dei programmi fotocopia»
Programmi uguali? Ha cominciato il leader del Popolo della Libertà, con l’accusa al Partito democratico di aver «copiato» quello della Casa delle Libertà del 2001. Hanno proseguito molti commentatori, tra i quali il prof. Ricolfi (La Stampa del 23 marzo), che li ha definiti molto simili. Vorrei provare a dimostrare – carte alla mano – che i programmi sono decisamente diversi. Meglio, che essi delineano soluzioni nettamente alternative su (quasi) tutti i problemi cruciali della crisi italiana. Dato il suo carattere pervasivo, sceglierò, a questo scopo, un solo tema: il metodo della concertazione e il modello contrattuale. Si tratta di un tema cruciale, perché strettamente connesso alla questione salariale: famiglie di lavoratori dipendenti che non arrivano alla fine del mese, consumi che languono. Il Programma del Pd, in premessa, sostiene l’urgenza di una radicale riforma del Patto del 23 luglio 1993. Quel Patto era centrato sull’obiettivo della stabilizzazione economico-finanziaria. È stato decisivo per conseguirla, con l’euro. Ma già alla fine degli Anni 90, quando è diventato centrale il tema della crescita, della produttività, quel Patto …
