«L’Aquila rivivrà se demoliremo le new town», di Jolanda Buffalini
Le new town? «Noi le vogliamo demolire». L’affermazione è forte soprattutto perché viene dal giovane segretario della Fillea, Emanuele Verrocchi, ovvero dal sindacato delle costruzioni della Cgil aquilana, che nel senso comune dovrebbe pensare piuttosto a costruire che a propugnare il «consumo zero di territorio». Eppure lui va giù deciso: «Demolire le new town non è uno slogan, stiamo lavorando a un progetto serio su questo, sapendo che ancora servono e che ci sono le assegnazioni in corso per le persone, come i single, che erano state escluse nella fase dell’emergenza». Però il punto è che «secondo noi il futuro de L’Aquila va in un’altra direzione rispetto al Progetto Case. L’Aquila è città d’arte, quella è la sua vocazione, come sua vocazione è la difesa della natura, del territorio che ha intorno, su queste basi può rinascere». E non basta: «Le new town sono state il simbolo della dispersione, dell’isolamento delle persone e delle famiglie che con il terremoto hanno perso non solo i propri cari e la casa ma anche il senso della loro …
