Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Imu, il pasticcio di Saccomanni”, di Ruggero Paladini

La vicenda dell’Imu diventa sempre più simile al nodo gordiano di Alessandro Magno. Cerco di sintetizzare i momenti salienti dell’ingarbugliamento: 1) la prima rata, dapprima sospesa, è stata definitivamente eliminata, ma la seconda è ancora viva e vigile e la legge di stabilità non si è occupata del problema. 2) I Comuni, che devono ancora varare il bilancio 2013, possono quindi mettere a bilancio tra le entrate la seconda rata, e poiché hanno la facoltà di variare in giù (in teoria) o in su l’aliquota del due per mille, hanno un incentivo a portarla sui livelli massimi (sei per mille), incentivo a cui molti sindaci non hanno resistito; 3) l’incentivo deriva dal fatto che, anche se formalmente, cioè a legislazione vigente, la seconda rata è ancora in piedi, è ben noto l’impegno politico del governo alla sua eliminazione; 4) ovviamente l’eliminazione della seconda rata, essendo una decisione politica a livello statale, comporta la necessità del Tesoro di rimborsare i Comuni della mancata entrata; 5) Comuni i quali hanno tempo fino al 9 dicembre di fissare …

Tra gli operai schiavi di Chinatown “Ora tutti gridano allo scandalo ma molti italiani si sono arricchiti con noi”, di Laura Montanari

Come ombre, arrivano da soli o in coppia, guardano da lontano il posto, il capannone bruciato di “Teresa moda”, le stoffe ammassate, le grucce esplose, gli stendini deformati dal fuoco, le sbarre alle finestre. Su una cassetta rovesciata, due o tre mazzi di fiori. Nessuno va loro incontro e loro non cercano nessuno. I lavoratori di Chinatown non fanno domande, non danno risposte. Guardano e basta. Se provi ad avvicinarli, dicono di non capire l’italiano, allungano il passo per sparire nelle fabbriche intorno: Macrolotto 1, zona industriale. Questa Prato è un bosco di capannoni e di tralicci che congeda la città coi campi incolti. Nei magazzini e nelle fabbriche arrivano furgoni e tir dall’Italia e dall’estero. Caricano abiti da tre o cinque euro che poi, spiega Marco Ye, che lavora nel Pronto moda, «trovi dei negozi a 30-50». Le insegne sono tutte in doppia lingua, italiano e cinese, Ye Life, Chic Style, Raymon Fashion. Qui non ci sono domeniche e di notte le luci restano accese fino a tardi se ci sono consegne da evadere, …

“La mia città in ginocchio”, di Edoardo Nesi

Nella mia città si vive ricordando ogni giorno quanto infinitamente meglio di questo presente lercio e triste fosse il passato. Quando l’elenco telefonico era ingolfato dai nomi orgogliosi e buffi di migliaia di aziende tessili, tutte piccole e piccolissime, e producevamo i tessuti più belli del mondo. Nella mia città l’arrivo del nuovo millennio non è stato festeggiato come nelle altre città: sapevamo bene che avrebbe portato l’apertura totale del mercato tessile mondiale, e con essa un’invasione di prodotti cinesi, e subito dopo la crisi, una crisi rapida e nera e disperata che ci avrebbe costretti ad assistere impotenti allo spettacolo osceno di centinaia di piccole e piccolissime aziende che avviavano a chiudere, una dopo l’altra, a centinaia, nel silenzio beffardo e cattivo che accompagna sempre il crollare delle aziende piccine, quelle in cui si fa fatica a distinguere il titolare dal dipendente, a vederli lavorare fianco a fianco; quelle i cui nomi non vanno a finire sui giornali nemmeno quando falliscono; quelle che hanno sempre sostenuto l’Italia. Nella mia città sappiamo bene quale ridicola …

«Imu, con i sindaci troveremo una soluzione», di Massimo Franchi

«Parlare di caos è eccessivo. Capisco tutte le critiche ma bisogna tenere conto che ci siamo trovati a dover coprire quasi 5 miliardi, una cifra esorbitante, creata dalla decisione di abolire l’Imu. Resuscitarla ora sarebbe sbagliato, abbiamo deciso di sostituirla con una Service Tax, cerchiamo di farla funzionare al meglio. Abbiamo previsto il pagamento del conguaglio il 16 gennaio proprio per- ché vogliamo fare di tutto per lavorare con i Comuni ed evitare che i cittadini, specie i meno abbienti, debbano tornare a mettere mano al portafoglio». Il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta risponde alle critiche sull’Imu promettendo il suo «impegno personale per trovare la soluzione più equa» al pasticcio dovuto all’insistenza della destra a voler cancellare la tassa sulla casa anche ai più ricchi. Baretta, sull’Imu però i problemi sembrano senza fine. Sabato avete dovuto far scattare la clausola di salvaguardia sulla prima rata, aumentando acconti per banche e imprese e le accise dal 2015. Le critiche sono feroci. «L’intera operazione Imu per il 2013 ci ha portato una sovra esposizione che varia dai …

“L’antipolitica corre verso Bruxelles”, di Elisabetta Guagliumi

È un altro mondo quello di Grillo rispetto ai partiti tradizionali o a quel che resta di loro. Negli anni, maledettissimi, della democrazia depressa. È l’altra faccia di un sistema politico impallato e scassato dall’inerzia degli ultimi venti anni. Inutile sperare che la meteora sparisca lasciando solo una piccola scia o che le sconcertanti semplificazioni del comico-politico lascino insoddisfatti cittadini dai gusti raffinati. C’era una folla smisurata ieri ad ascoltare Grillo a Genova, una adunanza gigantesca di persone in carne e ossa (altro che partito virtuale) davanti al corpaccione mobile del leader-conduttore-presentatore. Un po’ concertone del 1° Maggio, un po’ comizione politico, non si poteva sperare di meglio per dare il calcio di inizio alla campagna elettorale per le europee. Grillo usa i temi e il metodo di sempre. Non cambia nulla nel suo messaggio. Ma il contesto della competizione europea gli sarà ancora più favorevole. La «rivoluzione culturale» da Roma a Bruxelles. Accantonata per un attimo la lotta contro la casta, e messa temporaneamente in naftalina l’armatura del guerriero (solo un timido tut-ti-a-ca-sa intonato …

“Come recuperare fiducia in quel che mangiamo”, di Carlo Petrini

Possiamo dire che più il cibo ci è “lontano”, più ci fa paura: «Oltre 4 milioni di famiglie (il 16%) si dicono preoccupate per la qualità degli alimenti acquistati abitualmente. Il numero sale fino a quasi il 70% se si considera anche chi si dichiara abbastanza preoccupato». È il risultato di un’indagine di Accredia e Censis sulla percezione della sicurezza del cibo quotidiano. SPULCIANDO i dati più in profondità si capisce come la distanza — concreta, culturale o data da una scarsa informazione — sia il motivo principale per cui quando si acquista il cibo si ha una qualche preoccupazione. Distanza concreta: la gente si fida di più dei prodotti acquistati direttamente dal produttore, nel piccolo negozio di quartiere o nel banco di frutta e verdura vicino a casa. Distanza culturale: ci si fida di più dei prodotti italiani, della tipicità (marchio Dop e Igp), del biologico; si ha paura di un generico “cibo etnico”. Infine, distanza dovuta alla scarsità d’informazione: è il prodotto a lunga conservazione, in scatola, di produzione industriale e proveniente dal-l’estero, …

“Poveri anche con il lavoro: lo stipendio non basta più”, di Carlo Buttaroni

Il carrello della spesa è sempre più vuoto. Nell’ultima settimana, solo il 18% delle famiglie ha acquistato tutto ciò di cui aveva bisogno, mantenendo gli stessi standard di consumo di 12 mesi fa. La metà delle famiglie riesce a tenere in equilibrio entrate e uscite con strategie di contenimento dei consumi, ma per 3 famiglie su 10 «tirare avanti» significa usare i risparmi o indebitarsi. Nel frattempo, l’Istat ha comunicato gli ultimi dati sulla disoccupazione ed è un nuovo bollettino di guerra: 12,5% in complesso e 41,2% tra i giovani. Nonostante gli annunci di miglioramento, quindi, la «tempesta perfetta » continua a imperversare sull’Italia e a far sentire i suoi effetti. In prima linea ci sono le famiglie, più colpite dalla lunga fase recessiva di quelle di altri Paesi. Basti pensare che nel momento peggiore della crisi la riduzione dei redditi delle famiglie italiane è stata del 4%, a fronte di una riduzione del Pil del 6%. Nella altre grandi economie, nonostante la contrazione del prodotto interno lordo, il reddito delle famiglie è cresciuto. È …