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“L’assalto dei nazionalisti alla debole Europa”, di Timothy Garton Ash

Concluse le elezioni tedesche, Germania e Francia lanceranno una grande iniziativa per salvare il progetto europeo dando vita, nel centenario del 1914, a un positivo contraltare alla leadership debole e confusa che portò l’Europa a scivolare nella prima guerra mondiale. Prima delle elezioni europee del maggio prossimo l’azione risoluta e l’eloquenza stimolante della coppia franco-tedesca respingeranno l’avanzata dei partiti anti-Ue in molti paesi europei. Ve lo sognate, cari filoeuropei, ve lo sognate. Tornate con i piedi per terra. Prima di natale non avremo neppure il nuovo governo tedesco. Nei negoziati per la coalizione tedesca che dovrebbero in teoria concludersi la settimana prossima, gli affari europei vengono trattati in un sottogruppo del gruppo di lavoro sulle tematiche finanziarie denominato “regolamentazione bancaria, Europa, Euro”. Per tutti e tre i partiti in lizza, la Cdu di Angela Merkel, la bavarese Csu e l’opposizione socialdemocratica, i temi scottanti riguardano la politica interna. L’introduzione del salario minimo garantito, la politica energetica, la doppia cittadinanza, il proposto pedaggio autostradale – tutti ritenuti più importanti del futuro del continente. I politici tedeschi …

“Ecco perchè la ricerca ci fa più ricchi”, di Giovanni Bignami

Finalmente abbiamo una risposta alla domanda: perché la società, specialmente la nostra spietata società capitalistica di oggi, accetta di finanziare una attività così astratta ed altruistica come la ricerca scientifica fondamentale? La risposta ce la dà, insieme ad una lezione di vision economica, uno scienziato americano, William H. Press, della gloriosa American Association for the Advancement of Science. Parte da una citazione di George Washington, l’uomo che più di due secoli fa vinse una guerra crudele come la rivoluzione americana, per poi diventare anche grande statista. Disse: «La conoscenza è, in ogni nazione, la base più sicura per la pubblica felicità ».Gli Usa ci hanno sempre creduto e sono oggi lan azione che Più investe, in termini assoluti, inR&D(Ricercae sviluppo).Mettendo In grafico per variPaesi la percentuale di Pil investita inR&D contro il numero di scienziati pe rmilione di abitanti, si vede una interessante correlazione. Al top c’è un gruppo con Paesi emergenti, come Corea e Singapore, nazione scandinave (Svezia, Finlandia…) e le classiche potenze industriali: Usa, Germania, Giappone. Secondo è un nutrito gruppo di nazioni …

Dalla Nigeria in Italia sognando un lavoro, poi l’hanno costretta a prostituirsi. «Quando ho detto basta e sono andata via, mio padre in Africa è stato ucciso», di Sara Gandolfi

Piange Henna, alla fine. In silenzio, quasi di soppiatto. Strofina via le lacrime dagli zigomi, con le sue grandi mani. Non vuole crollare, mostrarsi debole. Non l’ha fatto, forse, neppure quando i clienti «mi caricavano, facevano tutto quello che volevano su di me e poi mi buttavano fuori dall’auto, senza pagare, a decine di chilometri dal mio posto di lavoro». Lo chiama ancora così, «il posto di lavoro», anche se laggi ù, su quella provinciale in mezzo ai campi, nell’hinterland milanese, non ci va più da qualche anno. È fuori dal giro. «Non ho più paura», dice. Non basta. «Non mi fido di nessuno», sussurra poco dopo, piantandoti quegli occhi neri addosso, gonfi di dolore e vuoti di speranza, mentre il suo sguardo ferito dice tutto il contrario: «Voglio fidarmi di te, posso raccontare». Racconta Henna (un nome di fantasia per proteggere la sua identità), parla per quasi un’ora, seduta sul lettino della casa d’accoglienza dove sta cercando di cominciare una vita tutta nuova, assieme al suo bambino paffuto e dolce di due anni, che …

“Il vicolo cieco dell’austerità”, di Paolo Guerrieri

Le difficoltà di crescita sono alla base del voto di insufficienza dato dalla Commissione europea alla nostra legge di Stabilità e Bilancio. Per molti aspetti è paradossale, viste le pesanti responsabilità che la politica economica dell’Europa ha avuto. A partire dalla Grande crisi nel penalizzare le potenzialità di crescita dei Paesi dell’area euro. Si avverte la necessità di avviare, in vista del Consiglio europeo di fine anno, un serrato confronto per imprimere una svolta alla politi- ca economica europea. Anche perché le prospettive di ripresa in Europa si profilano assai modeste e le divisioni tra i Paesi membri, nonostante l’attuale bonaccia dei mercati finanziari, si stanno pericolosamente approfonden- do. È un pesante avvertimento quello mosso al nostro Pae- se dalla Commissione europea. L’accusa centrale è di non aver fatto sufficienti passi avanti in tema di contenimento dello stock di debito, che secondo Bruxelles salirà ancora (134% del Pil) il prossimo anno violando così le nuove regole comunitarie. Da qui la richiesta all’Italia di applicare più rigore fiscale anche nel 2014. Altrimenti non ci sarà consentito …

“La corsa ad anticipare i test d’ingresso all’università”, di Federica Cavadini e Orsola Riva

L’università Bocconi anticipa ancora il test di ammissione: l’appuntamento per le aspiranti matricole di economia è spostato a febbraio, la seconda data diventa quella di maggio ed è cancellata la sessione di settembre. «Perché bisogna allinearsi alle altre università sulla scena internazionale». L’ateneo milanese ha corretto il calendario sulla linea del Politecnico, che per i futuri ingegneri già dal 2005 ha introdotto il test per gli studenti al quarto anno delle superiori. Per la prima volta, sessione invernale in via Sarfatti. Perché gli aspiranti bocconiani sono ragazzi che valutano magari anche la London School o l’Essec Business School o la Hec di Parigi. Ma non soltanto. «La tendenza per tutti gli studenti è muoversi il prima possibile per pianificare il futuro. Le iscrizioni al nostro test di settembre erano in calo mentre aumentavano a maggio», dice il prorettore della Bocconi Antonella Carù. «E anche alle giornate di orientamento arrivano tanti liceali del quarto anno». Test il prossimo 7 febbraio, allora (per l’anno in corso i posti disponibili erano 2.675 e le domande d’iscrizione, fra economia …

“Con il Mattarellum non c’è maggioranza”, di Roberto D’Alimonte

L’ennesima scissione nella politica italiana complicherà le prospettive della riforma elettorale. Con la formazione del partito di Alfano si accrescono le fila di coloro che vorrebbero il ritorno al proporzionale visto che il nuovo partito intende collocarsi al centro del sistema sperando di diventare l’ago della bilancia. Invece in questi giorni si è tornati a parlare di ritorno al Mattarellum, che è cosa ben diversa da quella che servirebbe in questo momento ad Alfano e Casini. Se alle ultime politiche si fosse votato con il Mattarellum quale sarebbe stato il risultato? A questa domanda non si può rispondere con assoluta certezza. Infatti l’espressione del voto non è indipendente dalle regole con cui si vota. Se si cambia il sistema elettorale cambia anche il comportamento degli elettori. Questo succede perché le regole elettorali influenzano la competizione tra i partiti e il rapporto tra partiti ed elettori. Quindi utilizzare i risultati di una elezione con un dato sistema elettorale per simulare i risultati della stessa elezione con un altro sistema elettorale è un’operazione che va presa con …

“Un partito senza leader”, di Luca Landò

Dai festini di Arcore alle notti con Alfano: senza nulla togliere al fascino indiscreto del Vicepremier, diciamo pure che la decadenza del Cavaliere non aveva bisogno del voto in Senato. È già qui, nelle cronache di siti e giornali che nell’ultima settimana hanno raccontato di cene, pranzi, visite, pianti (dell’ex delfino) e urla (dell’ex premier) per tentare di salvare quel che restava di un matrimonio, tanto meno di un partito. E che hanno celebrato il fallimento di una strategia personale travestita da progetto politico incominciata vent’anni fa in un ipermercato di Casalecchio, quando l’uomo più ricco e felice e fortunato d’Italia, o giù di lì, promise uguale sorte a chi lo avrebbe seguito. L’addio di Alfano nel teatro di Santa Chiara e l’intervento di Berlusconi nel palazzo dei congressi dell’Eur non cambiano la sostanza, anzi la confermano. Il leader che faceva cucù alla Merkel e accoglieva Blair in bandana e camicia è andato in pensione, lasciando il posto a un anziano signore che ha tentato fino all’ultimo di mediare anziché comandare, convincere anziché imporre. Una …