Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Tutti in cerca del futuro (nel passato)”, di Michele Ainis

L’ Italia ha il torcicollo. Cammina guardandosi alle spalle, invece di puntare gli occhi sul domani. O meglio, non avanza: arretra. Perché il futuro è un pozzo nero, è un orizzonte claustrofobico, e allora cerchiamo conforto nel passato. Noi italiani, non solo i politici italiani. Certo la politica offre la rappresentazione più perspicua di questo scoramento collettivo. Qual è la principale novità della stagione? Il ritorno a Forza Italia, vent’anni dopo e con un ciuffo di capelli bianchi sulla fronte. Tuttavia è la regola, non l’eccezione. A destra un gruppo di nostalgici medita di riesumare An, non foss’altro che per nostalgia del suo forziere, ancora carico di dobloni d’oro. Altri, più audaci, vorrebbero addirittura svestire la mummia del Msi. A sinistra Fioroni annunzia a giorni alterni la resurrezione della Margherita. Nella Lega si è rifatto sotto Bossi, candidandosi alla segreteria; e ottenendo subito il ritiro di Tosi, l’homo novus . Al centro Mauro, Casini, magari pure Alfano, sognano la Balena bianca, la riedizione della Democrazia cristiana. Perfino i monarchici hanno ripreso smalto, riunendosi a Palermo …

“Rai Scienza, un coro di sì”, di Luca Del Frà

Le donne scendono in campo per Rai Scienza, un canale della tv pubblica dedicato alla ricerca: il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza, la neo senatrice a vita Elena Cattaneo e la deputata Ilaria Capua, che grazie alle loro ricerche sono divenute famose nel mondo, appoggiano la campagna de l’Unità. Scienziate prestate alla politica che spiegano dal punto di vista di chi ogni giorno è in prima linea l’utilità di un canale televisivo del servizio pubblico dedicato alla scienza, agli scienziati, alle loro Storia e alle loro storie. Accanto a loro Rossella Panarese, ideatrice e curatrice di Radio 3 Scienza, dà lo sguardo di chi da anni porta questi argomenti in onda ogni giorno. «Sarei molto felice di assistere alla nascita di un canale Rai dedicato interamente alla Scienza – esordisce senza mezze misure Carrozza –, perché sono certa che potrebbe aiutare soprattutto le giovani generazioni a conoscere meglio il mondo che le circonda, a scoprire quanto l’Italia ha dato in passato e continua a dare in termini di scoperte scientifiche fondamentali». L’EMOZIONE DEL MICROSCOPIO L’immagine …

“Alunni stranieri, non è più boom. E la maggioranza è nata in Italia”, di Salvo Intravaia

Cambia la presenza degli alunni stranieri nelle scuole italiane. Il boom dei primi anni del terzo millennio è un semplice ricordo e gli alunni stranieri nati in Italia si apprestano al sorpasso sui coetanei nati all’estero. Il fenomeno, che ha fatto tanto discutere in passato per l’approccio ideologico di alcune formazioni politiche, si sta modificando. A certificarlo è l’ultima pubblicazione del ministero dell’Istruzione sugli “Alunni stranieri nel sistema scolastico italiano”, con dati aggiornati all’anno scolastico 2012/2013. I 786.630 alunni che siedono tra i banchi di tutte le scuole italiane rappresentano l’ennesimo record per il nostro Paese: più 30.691 unità rispetto all’anno scolastico precedente. Ma, questa volta, l’incremento (più 4,1%) è il più piccolo degli ultimi 10 anni. Agli inizi del nuovo millennio, l’incremento annuo si aggirava attorno al 15%. Tanto che alcuni studiosi prevedevano il ‘sorpasso’ nell’arco di pochi decenni. Ma i dati forniti da viale Trastevere sembrano andare in direzione diversa. E nell’arco di pochissimi anni la popolazione scolastica di origini straniere potrebbe assestarsi attorno al milione di alunni. Oggi, gli allievi non italiani …

“Due giorni intensi che non potrò dimenticare”, di Eugenio Scalfari

La scissione del Pdl e la nascita di quella che noi chiamiamo la destra repubblicana rappresenta una novità di grandissimo rilievo nel panorama della politica non soltanto italiana ma anche europea. Il governo Letta ne esce rafforzato perché scompare la presenza di Berlusconi e del berlusconismo dalla maggioranza. La prima conseguenza riguarda l’essenza stessa del governo Letta- Alfano. Finora infatti si trattava d’una situazione di necessità anche se, con l’ipocrisia che a volte è politicamente indispensabile, molti si ostinavano a chiamarlo di “grandi intese”. Ma dopo la scissione Letta- Alfano consente anche quelle intese per realizzare le riforme e gli interventi che la crisi europea richiede. I partiti che ora compongono la nuova maggioranza senza Berlusconi debbono tener conto di questa novità e comportarsi di conseguenza. Soprattutto il Pd che ora è la maggiore forza politica non solo alla Camera ma anche al Senato. Non mi diffonderò più a lungo su questo tema del quale da tempo il nostro giornale auspicava la realizzazione. In un futuro ancora lontano anche in Italia una destra moderata e …

“L’evoluzione del delfino”, di Michele Prospero

Alla minaccia di Berlusconi, il ribelle Alfano, direbbe Machiavelli, rompe ogni indugio per svelare se «elli è vero amico e vero inimico; cioè se, sanza alcun respetto, si scuopre in favore di alcuno contro ad un altro». Finalmente sembra calare il sipario sul duello tra falchi e colombe. Una sfida infinita in cui tutti minacciavano di far scorrere sangue nei palazzi ma nessuno si decideva a premere il grilletto. Senza scelte definitive, la contesa si trascinava come una sceneggiata monotona. Alfano decide di ritirarla dai palcoscenici della piccola politica odierna. Berlusconi intendeva sfruttare le colombe per tirare avanti ancora un poco in quella strada che con un certo eufemismo si chiama stabilità. Il suo piccolo calcolo di potere prevedeva di logorare un Pd su cui ricade l’onere della governabilità, di impedire che alcune scelte innovative vengano adottate, di godere del plusvalore che come leader antipolitico ricava proprio dal pantano della non decisione cui si contorce la cosiddetta grande coalizione. In questo suo piano il Cavaliere pensava di distruggere il nemico, in evidente affanno nel reggere …

Fitoussi: «Crescita, dovete fare molto di più», di Umberto De Giovannangeli

«Oggi è ancora possibile progettare il futuro. Ma solo se questo futuro è declinato in chiave europea. E il futuro da realizzare è quello che punta decisa- mente sugli investimenti per la crescita. Condivido in proposito quanto affermato dal premier italiano. L’unico consiglio che mi sento di dare a Enrico Letta è quello di andare fino in fondo nel mettere in pratica le sue convinzioni in materia di crescita, facendo seguire alla parole i fatti». A sostenerlo è Jean-Paul Fitoussi, Professore emerito all’Institut d’Etudes Politiques di Parigi e alla Luiss di Roma. È attualmente direttore di ricerca all’Observatoire Francais del Conjonctures Economiques, istituto di ricerca economica e previsione. «L’Europa – rimarca ancora Fitoussi – ha un futuro se si libera dall’ossessione del deficit pubblico». Professor Fitoussi, la Germania va per la sua strada. No agli Eurobond e al fondo di riscatto. Anche il futuro governo di grande coalizione tedesco, Cdu-Spd, non prevederebbe, secondo indiscrezioni, per il futuro dell’eurozona alcuna condivisione del debito. «Fa bene ad usare il condizionale e di sottolineare che si tratta di …

“Il peccato originale che pesa su Silvio”, di Claudio Tito

In meno di vent’anni Silvio Berlusconi ha provocato o subito ben quattro scissioni. Il centrodestra è stato il terreno di egemonia della politica italiana ma anche il campo delle divisioni più cruente. Il berlusconismo non ha mai consentito il dissenso. La sua essenza lo ha impedito. Perché le ragioni della sua nascita erano eccentriche rispetto alla vita delle Istituzioni. I suoi interessi primari sono sempre stati personali o aziendali. Nel ’94 ha rotto con la Lega per poi ricucire sei anni dopo. Nel 2006 ha sospinto l’Udc di Casini fuori dal perimetro della coalizione. E infine nel 2010 ha sfidato Gianfranco Fini fino a determinare la fuoriuscita dell’ampio gruppone degli ex An. Un passaggio questo che ha poi sancito la fine del suo ultimo governo aprendo la strada all’esecutivo dei tecnici guidato da Mario Monti. La dimostrazione che nonostante un sistema elettorale sostanzialmente maggioritario, la forza del Cavaliere si dimostra incompatibile con la dialettica tipica di un partito. Qualche anno fa Marco Follini, in quel momento suo alleato, aveva parlato di «monarchia» per definire l’assetto …