“Un’altra breccia nel muro tedesco”, di Federico Fubini
L’Uomo che nessuno dovrebbe perdere di vista si chiama Erkki Liikanen. Ex politico socialdemocratico, quindi commissario europeo, oggi governatore della Banca di Finlandia, Liikanen a 63 anni vive un curioso destino: è diventato l’ago della bilancia della Bce. È lui la quantità marginale che sposta gli equilibri in seno alla Banca centrale europea quando prende posizione. SUGLI esponenti tedeschi si può sempre contare per una voce contro un ammorbidimento delle condizioni monetarie; su quelli dell’Europa del Sud ci si può aspettare, con pari regolarità, la linea opposta. Dunque la posizione di Liikanen, da una parte o dall’altra, segnala dove sta per girare il vento. Di fronte al rischio di deflazione sul fianco Sud dell’euro, e non solo lì, ieri il finlandese ha scelto ciò che la Bce poteva fare quattro mesi fa: un taglio del tasso principale a cui presta denaro alle banche. Il Consiglio direttivo di Francoforte del resto è un organismo nel quale le regole scritte e quelle effettive non sempre combaciano. In teoria l’Eurotower può muovere sui tassi (e molto altro) con …
