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“Sostenibilità e innovazione, lo Stato difenda la siderurgia ” di Enrico Ceccotti

L’annunciata chiusura degli impianti siderurgici del gruppo Riva pone ancora una volta il problema della mancanza di una visione strategica di politica industriale. Si continua a procedere, con una certa timidezza da parte della sinistra, a interventi pubblici caso per caso senza una visione unitaria. È duro a morire il concetto che l’intervento pubblico va fatto solo in mancanza della capacità di autoregolamentazione del mercato. Non si può continuare ad avere un Paese industrializzato senza avere un’adeguata filiera siderurgica. La siderurgia lasciata solo al mercato e ai processi di globalizzazione determinerà le allocazioni produttive fuori del nostro Paese e dell’Europa. È sempre più necessario un intervento per evitare che ciò avvenga. Se non si risolvono i problemi di sostenibilità finanziaria e ambientale, con adeguati investimenti in ricerca, innovazione e favorendo sinergie tra le varie fasi del ciclo di produzione e gli operatori presenti in Italia, inevitabilmente assisteremo alla progressiva scomparsa della nostra siderurgia. Sarebbe un notevole danno strategico e economico per l’Italia. Gli altri Stati stanno intervenendo per difendere e sviluppare le loro industrie di …

“Le parole della democrazia”, di Michele Ciliberto

Esiste, come è noto, quella che si potrebbe chiamare una superstizione delle parole. Delio Cantimori, uno dei maggiori storici italiani, parlava addirittura di un «bonapartismo» delle parole, per indicare l’uso eccessivo e improprio di termini che hanno senso solo se sono usati nel loro ambito di riferimento. In questo caso intendo però alludere alla moda, oggi diffusissima, di usare alcune parole come una sorta di totem, quasi «figure» religiose rispetto alle quali l’unico atteggiamento possibile è quello dell’accettazione incondizionata e della condivisione reverente. È una sorta di monolinguismo autoritario, accentuato e propagandato dai media, su cui varrebbe la pena di fare una riflessione perché ha a che fare con la democrazia, come sempre accade quando si tratta di questioni di parole, di linguaggio. Fino a poco tempo fa la parola-totem era «necessità», quando si parlava della situazione italiana e del governo di «larghe intese». In Italia non erano possibili altre strade: questo e solo questo richiedeva la crisi, questo e solo questo richiedeva l’Europa. Aprire il campo ad altre opzioni sarebbe stato solo segno di …

“Giornali e potere nell’era di internet”, di Giovanni Valentini

Non solo il giornale di carta ha attraversato con poche modifiche le varie “svolte di sistema” che si sono susseguite dagli anni novanta dell’Ottocento in poi, ma ha prestato forme, professionalità, stili, a cinema e radio, fotografia e televisione; e anche a Internet. (da “Il secolo dei media” di Peppino Ortoleva – Il Saggiatore, 2009 – pag. 264) Nel suo anatema mediatico contro i giornali, il guru del Movimento 5 Stelle, Gianroberto Casaleggio, è arrivato a definirli in blocco “strumenti del potere”, come ha sentenziato recentemente al workshop Ambrosetti di Cernobbio. Tutti i giornali, senza distinzioni? E sempre, senza alcuna eccezione? Si tratta, evidentemente, di una generalizzazione tanto grossolana quanto inaccettabile. Non c’è dubbio che spesso, in Italia e nel resto del mondo, i giornali si lasciano strumentalizzare — inconsapevolmente o meno — dal potere politico, economico, pubblicitario. E a volte, anzi, diventano essi stessi strumenti di potere, nel senso che vengono utilizzati dagli editori o anche dai giornalisti a fini personali o di parte. Ma condannare tutta insieme la carta stampata significa fare torto …

“Il prezzo della cattiva politica”, di Franco Bruni

Anche chi giudica positiva l’azione del governo ne vede i limiti e le precarietà, per le frequenti minacce, di pessima qualità, con cui i partiti ne ostacolano l’azione. Lo ha detto lo stesso Letta ieri a Torino: non è vero «che non stiamo facendo niente», facciamo la «fatica di tenere insieme le istituzioni», prendiamo decisioni che «non sono elementi rivoluzionari ma cambiamenti di tendenza». Se vogliamo un governo che cambi alla radice il Paese, come sarebbe necessario, deve mutare il terreno politico che supporta l’esecutivo. Di solito in democrazia questo si fa andando a elezioni. Molti si domandano perché non ci andiamo, magari fra qualche mese per fare la Legge di Stabilità e ritentare una riforma elettorale. La domanda fa capolino anche fra chi tifa per Letta e digerisce bene l’idea di «larghe intese». Ma sembra che l’economia, con le sue urgenze nazionali e internazionali, non ci permetta crisi di governo e urne. Per affrontare il problema politico pagheremmo un eccessivo costo economico. Come economista mi chiedo se questo è vero. Al momento mi rispondo …

“La stanchezza dell’America”, di Timothy Garton Ash

Si è mai visto nella storia americana un discorso alla nazione più insolito di questo ultimo? Il presidente Obama ha informato gli americani che il voto del Congresso sull’intervento militare in Siria è rinviato. Con il tono maestoso e solenne adeguato ad una dichiarazione di guerra, Obama ha motivato la sua decisione con il fatto che la Russia sta portando avanti un’iniziativa diplomatica che potrebbe — il condizionale è d’obbligo — porre le armi chimiche siriane sotto il controllo della comunità internazionale. Non è stato esattamente un discorso a livello di quello di Lincoln a Gettysburg. La via di Damasco sarà ancora costellata di svolte ma le vicende politiche delle ultime settimane dopo l’uso criminale di armi chimiche in Siria il 21 agosto sono già molto rivelatrici. Innanzitutto ci dicono quello che lo stesso Obama ha riconosciuto nel suo discorso in tv, citando le parole di un veterano che gli ha scritto: “Questa nazione è stanca e nauseata dalla guerra”. È vero, negli Stati Uniti, come in Europa, sul dibattito circa l’intervento in Siria pesa …

“Decreto legge sulla scuola: ecco il testo”, da La Tecnica della Scuola

A breve il testo (per ora solo una bozza) sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. Poi inizierà l’iter parlamentare. Qualche punto interrogativo sulla copertura finanziaria. Il decreto legge sulla scuola approvato dal Governo il 9 settembre potrebbe essere pubblicato già nei prossimi giorni nella Gazzetta Ufficiale. Gli uffici dei diversi Ministeri (e del Miur in particolare) hanno lavorato molto in queste ultime ore per ritoccare, correggere e integrare. Il testo di cui siamo entrati in possesso si può dunque considerare pressoché definitivo. Nelle prossime ore vi proporremo qualche approfondimento, per intanto dobbiamo rilevare che la copertura finanziaria appare – a nostro parere – piuttosto debole, come si può capire da una attenta lettura dell’articolo 27. La parte più consistente (13 milioni di euro per l’anno 2013, 315,535 milioni per l’anno 2014, 411,225 milioni di euro per l’anno 2015 e a 413,243 milioni di euro a decorrere dall’anno 2016) è infatti legata all’aumento delle accise sui prodotti alcoolici . Ma 8,717 milioni di euro per l’anno 2014, 34,868 milioni per il 2015 e 52,302 milioni a decorrere …

“Municipalizzate, addio ai Comuni dopo due anni di conti in rosso”, di Lorenzo Salvia

La tagliola sulle ex municipalizzate scatterà dopo due anni di bilancio in perdita. Con l’obbligo di vendita delle quote se quella del Comune è una partecipazione di minoranza. E con l’imperativo di liquidare l’intera società se invece il Comune ne possiede più del 50%. Non solo. Per ripianare le perdite sarà sbarrata la strada del salvataggio dall’alto, finora percorsa troppe volte. A tappare il buco non potrà essere più lo Stato, con relativo trasferimento di denaro fresco. Il compito spetterà allo stesso Comune con l’unico strumento che resta nelle mani dei sindaci: l’aumento delle tasse locali, dalle addizionali Irpef alla service tax che verrà. Il governo torna ad occuparsi del cosiddetto capitalismo municipale, quella galassia di 3.600 società partecipate dai Comuni che dal perimetro classico dei servizi pubblici locali,come energia, trasporti e rifiuti, si è allargata nel tempo verso la cultura, lo sport, il commercio, le varie e pure le eventuali. Il pacchetto allo studio dei tecnici del ministro per gli Affari Regionali, Graziano Delrio, dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri nelle prossime settimane, sotto …