“In Emilia la manifattura non si arrende”, di Natascia Ronchetti
Alle spalle un passato glorioso – oltre un secolo di storia – e davanti solo vuoto e macerie. «Con il terremoto – dice Massimo Palmieri, presidente dell’omonimo salumificio a San Prospero di Modena – arrivano il senso della fine e la perdita della speranza. Ci siamo chiesti se potevamo stare sul mercato. La solidarietà degli altri imprenditori, delle istituzioni, a partire dalla Regione e delle maestranze, ci ha dato forza». A oltre 430 giorni dalla prima scossa del sisma che nel maggio dello scorso anno ha piegato l’Emilia, il Salumificio Palmieri è risorto. Oltre un anno di forzata inattività produttiva, qualcosa come 15 milioni di danni, tra diretti (20mila metri quadrati di capannone sono stati demoliti) e indiretti, a causa della mancata produzione, l’azienda alimentare ha un nuovo stabilimento – 25mila metri, dei quali 13mila coperti, con un investimento di 12 milioni – e ricomincia a produrre, assume, mette in cantiere 6mila tonnellate all’anno di prodotto, pensa a incrementare la quota delle esportazioni. Questione di tenacia e determinazione. La stessa che ha permesso al tessuto …
