“Una decrescita tutt’altro che felice”, di Paolo Bricco
La recessione sta piegando la nostra vita. Niente soldi. E perfino a tavola si rinuncia ad alcuni cibi. Qualcosa che ricorda gli anni Venti e Trenta. Nessun richiamo alla sobrietà. È soprattutto la mancanza di denaro, avvolta nella nuvola nera della paura per il futuro, a spingere gli italiani a risparmiare in un modo così nuovo e radicale. «E mi dovrei stupire per i dati Istat? Il fenomeno di quest’anno sono i genitori che fanno mangiare a mezzogiorno i figli alla mensa scolastica e, poi, alla sera portano da noi, qui in via Dandolo, tutta la famiglia». Augusto D’Angelo, a Roma, è responsabile delle mense della Comunità di Sant’Egidio. A trecento metri, in via Anicia, Sant’Egidio distribuisce, ogni mese, seimila pacchi alimentari: ognuno con due chili di pasta, pomodori, qualche scatoletta di tonno, del parmigiano. «In Via Dandolo – racconta D’Angelo – si trovano persone dignitose e ben vestite. L’anno scorso abbiamo contato cinquemila volti nuovi». Non è sorpreso nemmeno Luigi Campiglio, ordinario di politica economica all’Università Cattolica di Milano, l’economista che ha più studiato …
