Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Presidenzialismo vicolo cieco", di Claudio Sardo

La proposta Pdl di estendere il lavoro di riforma costituzionale anche al titolo sulla magistratura si presenta anzitutto come un atto di ritorsione alle sentenze di condanna contro Berlusconi. Non è chiaro se la minaccia sia partita direttamente dal Capo o dalla mente fervida di qualche fedelissimo. L’esito tuttavia è lo stesso: l’apparente aggiunta costituisce in realtà uno «strappo» inaccettabile. Le riforme sono già così difficili: se il tavolo del confronto diventasse un terreno di scontro, o di esibizione muscolare, o di pressione istituzionale verso altri poteri, allora sarebbe meglio smettere subito e non sprecare fatica inutile. In ogni caso una discussione sull’ordinamento giurisdizionale e, più in generale, sui poteri neutri non può essere affrontata con la dovuta serietà, finché il leader del secondo gruppo parlamentare ha come priorità assoluta salvare se stesso dai processi in corso e costruirsi un percorso di giustizia ad personam. Non si può neppure dimenticare, mentre sta faticosamente iniziando questo ennesimo tentativo di riforma, che il lavoro della Bicamerale presieduta da D’Alema fu prima approvato da tutti e poi venne …

"La rivincita del burocratese", di Francesco Merlo

Hanno abolito l’obbligo della chiarezza e dunque uno sfrattato non può più protestare quando lo chiamano «cittadino passivo di provvedimenti esecutivi di rilascio». Ma forse è l’ora di reagire. Darebbe certamente il via alla rivolta linguistica quel cameriere di bar che segnasse l’ordinazione dell’ex ministro Patroni Griffi usando il burocratese che gli piace tanto. E CHE consiste nello scrivere caffè senza mai chiamarlo caffè, ma «altresì assumendo che il liquido in oggetto non sia da iniettare e tenendo conto che trattasi di connubio tra acqua e piccoli semi tropicali». Conosco una signora che ha due codici fiscali. Le hanno chiesto «la cerzioriazione » per stabilire «la anteriorità al fallimento di formazione del documento di garanzia» e ovviamente con riferimento «al diritto ex adverso azionato». Ebbene, i funzionari che (non) le hanno spiegato come uscire dalla doppia identità da due giorni non violano più il codice di comportamento dei dipendenti pubblici. Dopo dodici anni infatti è stata cancellata la norma che li obbligava «ad adottare un linguaggio chiaro e comprensibile». Non che mai siano stati chiari …

“Berlusconi ha accettato il pareggio di bilancio ecco perché abbiamo vincoli così stretti”, di Roberto Mania

«Bisogna sempre ricordare che se abbiamo vincoli così stringenti sul terreno della politica fiscale è perché nel 2011 il governo Berlusconi, unico caso in Europa, si impegnò a raggiungere il pareggio di bilancio già nel 2013. È un punto fondamentale che invece dimenticano in troppi», dice Stefano Fassina, viceministro dell’Economia, già responsabile economico nel Pd di Bersani. Questa è anche la ragione per cui anziché decidere continuate a spostare il momento della scelta, dall’’Imu all’Iva fino agli F35. Il governo del rinvio. «Non è affatto vero che questo sia il governo del rinvio. Questo è un governo di compromesso che deve tenere insieme due parti che hanno visioni, programmi interessi diversi, spesso molto diversi e distanti. Siamo arrivati in una situazione difficilissima senza margini di manovra. Eppure vorrei sottolineare che nei primi tre mesi abbiamo preso una serie di decisioni anticicliche, per dare ossigeno all’economia reale: rientra tra queste il rinvio dell’-I-mu…». Appunto, un rinvio. «Sarà pure un rinvio ma è anche un provvedimento anticiclico. Come il miliardo per rifinanziare la cassa integrazione in deroga, …

"Una ossessione trasversale", di Michele Ainis

In un memorabile saggio del 1927, Carl Schmitt individuò le categorie fondamentali della politica nella coppia amico-nemico. Come nell’estetica il bello si profila in opposizione al brutto, come nella morale il buono s’oppone al cattivo, così in politica ogni identità si forgia in contrasto all’identità dell’altro, dello straniero. E lo straniero è il tuo nemico, lo specchio che ti restituisce l’immagine rovesciata di te stesso. Da qui il cemento dei popoli in armi non meno che dei partiti in piazza, da qui la rissa permanente fra destra e sinistra, che ha scandito i vent’anni del bipolarismo all’italiana. Ma dov’è, qui e oggi, il nemico? Quali sembianze assume, mentre i vecchi antagonisti siedono l’uno accanto all’altro sui banchi del governo? Fateci caso: negli ultimi mesi i partiti sono diventati afoni. L’assenza d’un nemico da combattere ne ha sfibrato il corpo, ne ha disseccato le energie, al pari dei guerrieri spartani reduci da mille battaglie, che poi tornati in patria morivano di malinconia. Vale per la maggioranza, vale — singolarmente — pure per l’opposizione. Dove il Movimento …

"Rilanciare il made in Italy con la cultura", di Laura Genga

Bread and roses è il titolo di una poesia di James Oppenheim ripreso come slogan durante lo sciopero dei lavoratori tessili di Lawrence, Massachusetts, che nel 1912 incrociarono le braccia per 63 giorni chiedendo salari più equi e condizioni di lavoro più dignitose. Il pane e le rose, l’indispensabile, il minimo vitale insieme alla cultura e alla bellezza. Rovesciando questo slogan oggi dovremmo chiedere rose e pane, perché dalla bellezza e dalla cultura si produce ricchezza. Per convincersene basta scorrere i dati del Rapporto 2013 “Io sono cultura – l’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” elaborato da Fondazione Symbola e Unioncamere con la collaborazione dell’assessorato alla Cultura della Regione Marche, presentato a Roma martedì scorso. Mentre nel 2012 il tessuto produttivo del Paese rimaneva immobile, le imprese del sistema produttivo culturale sono cresciute del 3,3% sull’anno precedente, arrivando quasi a quota 460 mila, il 7,5% del totale delle attività economiche nazionali. E nell’insieme le imprese del sistema cultura creano 75,5 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalente al 5,4% del totale dell’economia, …

"La ricchezza della diversità", di Nadia Urbinati

La nostra democrazia sta attraversando una fase di tensioni e schizofrenie che non cessano di stupire. Il fondatore del blog antipartito Beppe Grillo transita il suo movimento dalla società al Parlamento, salvo poi lamentare il fatto che gli eletti del Movimento 5Stelle obbediscono al popolo italiano invece che a lui o al suo blog. Parlamentarista dichiarato quando in Parlamento i suoi non c’era ancora, sfodera ora una vocazione autoritaria e dispotica che col Parlamento va poco d’accordo. Il carattere deliberativo delle istituzioni democratiche impone un’attenzione alle differenze di vedute e una pratica della tolleranza che mal si adatta con i capipopolo. Non vi è dubbio che la strada del leader plebiscitario possa sembrare quella più semplice e naturale in tempi di crisi; quella che meglio pare adattarsi al maggioritarismo e che riesce a unire una massa larga nel nome di un capo rappresentativo. In questa impazienza con la democrazia deliberativa e parlamentare il leader del M5S si trova in sintonia con il leader del Pdl, il quale ha in questi anni portato parte dell’opinione di …

"La scommessa è guadagnare un po’ di tempo", di Stefano Lepri

I provvedimenti di ieri sui giovani e sul lavoro sono un esempio, modesto, di che cosa un governo può fare di buono nella situazione attuale. Il rinvio dell’aumento Iva, all’opposto, è un esempio assai significativo di come non si deve fare. Tanto più perché lo stesso errore che rischia di ripetersi nei prossimi mesi. Se i soldi nelle casse dello Stato non ci sono, coprire un calo di tasse da una parte con un aumento di tasse dall’altra non è necessariamente dannoso. Si possono sostituire tributi che frenano di più la crescita economica con altri che la frenano di meno. Ma non è questo il caso. Ricordiamo come ci siamo arrivati. Si parte dalla richiesta che il governo attui la principale promessa elettorale del Pdl, abolire l’Imu sulla prima casa. Il governo rinvia i versamenti e prende tre mesi per decidere. Frattanto arriva a scadenza il già deciso aumento dell’aliquota principale Iva: il Pd ribatte sostenendo che sarebbe meglio evitare questo. Circa quattro miliardi in ragione annua da una parte, quattro miliardi dall’altra. Il Pdl …