Tutti gli articoli relativi a: attualità

"In terza media è il ceto a decidere che superiori farai", di Silvia Favasuli

In Italia il grado di istruzione dei genitori pesa ancora sulle scelte dei figli. Stella (tutti i nomi sono di fantasia ndr) ha 14 anni e siede a un banco della Scuola media Ardadia del Gratosoglio, estrema periferia Sud di Milano. «L’anno prossimo andrò al Liceo Scientifico. Mi piacciono matematica e scienza e da grande voglio lavorare come guardia parco, oppure veterinaria». La professoressa di Lettere Rosa Donatacci, che ha coordinato le attività di orientamento della scuola, spiega invece che il consiglio orientativo per Stella, mamma baby sitter a ore e papà impiegato con la licenza media, era diverso. «Noi insegnanti e la mamma di Stella avremmo preferito piuttosto un liceo delle scienze umane all’Agnesi. Stella è brava ma è anche molto empatica, e quella è la stessa scuola frequentata da sua madre». Nella classe della scuola media del Gratosoglio, su 16 ragazzi presenti, quasi tutti figli di operai, artigiani, casalinghe e commercianti, solo cinque frequenteranno l’anno prossimo lo scientifico, nessuno il classico, tre il linguistico, altri tre un istituto tecnico e cinque una scuola …

"L'Italia nella morsa della recessione PIL – 1,5% nel 2013", di Luigi Grassia

L’Europa ha cominciato il 2013 in recessione, lo confermano i dati ufficiali dell’Eurostat. A prima vista il calo del prodotto interno lordo non è traumatico: dopo il -0,6% dell’ultimo trimestre 2012 arriva il -0,2% del periodo gennaio-marzo. Quindi la recessione si fa meno pesante, a quanto sembra. Però il -0,2% è un regresso doppio di quello che si aspettavano gli analisti, e anche il -0,5% dell’Italia è più forte del previsto. Per il nostro Paese è il settimo calo trimestrale consecutivo e l’Istat calcola che la variazione acquisita per l’intero 2013 sia pari a un -1,5%. Inoltre c’è da registrare che entra ufficialmente in recessione un’economia grande come quella della Francia, finora immune, e persino la Germania di salva per il rotto della cuffia: la crescita trimestrale del suo Pil è appena dello 0,1% come dire che la ormai ex locomotiva tedesca non è più in grado di svolgere il tradizionale compito di traino della crescita degli altri Paesi. Il dato del Pil tedesco era atteso +0,3% ma si tenga presente che nell’ultimo trimestre del …

"La crisi aumenta la disuguaglianza reddito dei più poveri giù del 20% ", di Maurizio Ricci

Nella crisi più grave dal dopoguerra, anche i ricchi piangono. Ma, francamente, lacrimucce. Il disastro sociale – un disastro di cui solo ora cominciamo a intravedere le devastanti proporzioni – è altrove. Gli italiani stanno, infatti, pagando la crisi a seconda del portafoglio: di più, quanto più è piccolo. Uno tende a dimenticarselo, davanti alle statistiche: ma i consumi che si riducono (in media) del 4,5 per cento, il reddito che scende (in media) dell’1 per cento significano cose completamente diverse nei quartieri alti e in borgata. Non solo perché nei quartieri alti ci sono più riserve e c’è più superfluo da tagliare. Ma perché l’impatto è, effettivamente, minore. Ce lo ricorda l’Ocse, l’organizzazione che raccoglie i Paesi industriali. Fra il 2007 e il 2010, il reddito disponibile dei 5 milioni di italiani che costituiscono il 10 per cento più ricco del Paese, si è ridotto dell’1 per cento l’anno. Ma per i 5 milioni di italiani del 10 per cento più povero del Paese, dove la carne viva del bilancio familiare è già esposta, …

A un anno dalle prime scosse un bilancio della ricostruzione

A un anno dal terremoto, il presidente della Regione e commissario delegato alla ricostruzione, Vasco Errani, ha tracciato un bilancio della ricostruzione, nel corso di una conferenza stampa cui hanno partecipato numerosi assessori regionali e sindaci, presidenti di Provincia e tecnici. Risorse, prospettive, progressione degli interventi, sono i temi trattati. “Molto resta da fare – ha detto Errani – ma abbiamo scritto una pagina per molti versi inedita, grazie a un grande lavoro di comunità”. Tutte le cifre, i programmi e le immagini di questi dodici mesi sono raccolti in un video e un aggiornato dossier scaricabile dal sito http://www.regione.emilia-romagna.it/a-un-anno-dal-terremoto Un anno in cui c’è stata una reazione straordinaria, frutto di una cultura profonda, di un grande lavoro di comunità. Un anno in cui è stato creato un impianto solido e flessibile, definita su una pagina bianca una gestione delle emergenze per molti versi inedita. Un anno in cui molto è stato fatto senza nascondere i problemi ma sempre tenendo ferma unapriorità: le richieste dei cittadini e delle imprese terremotate sono dei diritti e come …

"Il nuovo proletariato", di Gad Lerner

È il muratore di Vittoria che si è dato fuoco ieri quando la sua casa è stata messa all’asta perché non era in grado di restituire diecimila euro alla banca. Prima di lui riconosciamo l’uomo indebitato in tanti altri protagonisti dei gesti disperati di cui sono piene le cronache recenti. Ma non basta. Interi popoli, ormai, fra i quali gli italiani, vivono soggiogati dal debito. Una condizione esistenziale che li colpevolizza – siete voi stessi i responsabili della vostra disgrazia! – e li sollecita a modificare le proprie abitudini di vita attraverso una disciplina imposta. Prima ancora del sopraggiungere dell’indigenza, è la dottrina economica del debito, divenuta senso comune, ad ammonirci quotidianamente: non lavoriamo abbastanza, consumiamo troppo, godiamo di tutele sociali che non dovremmo permetterci. Ma davvero l’uomo indebitato deve rassegnarsi a chinare il capo e a prendersela solo con se stesso? È come se la crisi di un’economia globale fondata sul debito infinito, che si riverbera come debito sovrano degli Stati, debito privato delle imprese e debito individuale delle famiglie rimaste senza risparmi, ci …

"Diritti sul lavoro dal Bangladesh a Barletta", di Teresa Bellanova*

Lo scorso 24 aprile è avvenuta l’ennesima strage sul lavoro, a migliaia di chilometri da qui. Mi riferisco al crollo del Rana Plaza di Dhaka, la capitale del Bangladesh. Il palazzo in cui lavoravano più d 3000 persone, in maggioranza giovani donne, è venuto giù di schianto, seppellendo un numero ancora imprecisato di corpi. Ad oggi ne sono stati estratti 1125. I feriti sono circa 2.500. Che nessuno parli di fatalità. Il Bangladesh è noto come uno dei Paesi al mondo con le peggiori forme di sfruttamento anche minorile, i salari più bassi (tra 30 e 60 euro al mese), scarsissimo rispetto delle norme di tutela del lavoro, bassa percentuale di sindacalizzazione e inosservanza degli standard minimi; sono solo 18, tra ispettori e loro assistenti, gli addetti a verificare l’applicazione della legge sul lavoro, il Bangladesh Labour Act del 2006. Non è una fatalità, quella del Rana Plaza è un’altra tragedia ampiamente preannunciata, figlia della stessa miseria che spinge le persone, a Barletta come a Dhaka, ad accettare condizioni di lavoro indegno e di sfruttamento, …

"L’eredità contradditoria del governo Monti sulla scuola" di Dario Missaglia

Il governo Monti è da poco uscito di scena ed appare già lontanissimo. Le leggi non scritte della politica sono implacabili: nel giro di pochi mesi è possibile essere l’uomo della Provvidenza e, subito dopo, un solitario testimone di un’esperienza finita. Al netto degli evidenti errori politici personali, la fine del governo Monti segna anche il punto di crisi di una politica europea del rigore a senso unico che ora mostra tutti i suoi pesanti limiti. In questo contesto, non è forse inutile riflettere sulle ultime due questioni rilevanti che il governo uscente lascia sul terreno della scuola: il concorso a cattedre, in pieno svolgimento, e l’emanazione del Regolamento sul S.N.V. Tra le due questioni c’è qualche relazione non sempre resa cosi esplicita. Sul SNV e sulla ostinazione della amministrazione uscente ad emanare ad ogni costo il provvedimento, molto è stato scritto con le più diverse argomentazioni.. Io credo che il Miur avrebbe potuto risparmiarsi una forzatura e aprire di più a un dibattito serrato sulla materia. Certo, l’argomentazione di una pressione dell’Europa non è …