Tutti gli articoli relativi a: attualità

"La democrazia senza partiti", di Gad Lerner

PROTESO a realizzare il suo obiettivo dichiarato – cioè una democrazia senza partiti – Beppe Grillo ha garantito ai suoi elettori che, tanto per cominciare, questi partiti fra sei mesi non ci saranno più. Magari stroncandoli in un nuovo passaggio elettorale, che appare sempre più probabile. Ieri i neoeletti rivoluzionari 5 Stelle hanno avviato i preparativi per aprire il Parlamento «come una scatoletta di tonno», all’apparenza incuranti della drammaticità del momento. Lui medita, soverchiato dall’immensa responsabilità che gli tocca. Ma finora, dall’esterno, ha concentrato la sua vis polemica nel tentativo di frantumare l’ultimo partito che in Italia mantiene una significativa struttura nazionale, cioè il Pd. Altro che dialogo, collaborazione, alleanze. Grillo non demorde: Bersani è «fuori dalla storia»; e «quando si aprirà la voragine del Monte dei Paschi di Siena forse del pdmenoelle non rimarrà neanche il ricordo». La sua intenzione, a meno di un ripensamento, è estrema: ridurre anche il Pd a mero agglomerato di potentati locali, come di fatto sono già le altre formazioni politiche. Naturalmente s’impongono ottime ragioni per denunciare l’inadeguatezza burocratica …

"L’ambiguità del leader tra annunci e smentite", di Mattia Feltri

Il punto di forza di Grillo resta l’asimmetria comunicativa. Comunica con tutti, ma nessuno può parlare a lui Tutti impazziti, come dice Petra Reski, giornalista tedesca di Focus. Ognuno alla frenetica ricerca del segnale giusto, ognuno smarrito nell’approccio a un movimento che sovverte l’ordine costituito nel rapporto dei leader coi leader, dei leader con la stampa, per non dire dello sbigottimento nell’apprendere che i leader del MoVimento 5 Stelle sono non-leader, sebbene andranno alle consultazioni (senza non) con Giorgio Napolitano. Un’ambiguità che fa impazzire tutti. Beppe Grillo si ritrova a smentire l’intervista con la Reski e la Reski stessa smentisce l’interpretazione che è stata data della sintesi del suo sito. Cioè, scrive in mattinata l’ Ansa attribuendo le parole a Grillo, «se il Pd di Pierluigi Bersani e il Pdl di Silvio Berlusconi» proponessero un cambiamento immediato della legge elettorale, l’abolizione dei rimborsi elettorali e introducessero il tetto di due legislature per deputato, «noi sosterremmo naturalmente subito un governo del genere. Ma non lo faranno mai». Qualcuno, e neanche molti, decifra l’editto come una disponibilità …

"Quei punti d'intesa nella Costituzione", di Salvatore Settis

La spietata eloquenza dei numeri azzera la retorica liquidatoria che fino a ieri bollava di “antipolitica” ogni sillaba di ogni grillino e porta il Movimento Cinquestelle, divenuto il primo partito italiano, al centro della politica. «Antipolitica, parola violenta e disonesta», ha scritto Gustavo Zagrebelsky in queste pagine; violenta specialmente in bocca a chi ha sdoganato in passato, in nome della Realpolitik, indiscussi campioni dell’antipolitica come Berlusconi e la Lega. Oggi i numeri del Senato impongono la scelta fra due strade: la prima è l’abbraccio mortale con Berlusconi per un cosiddetto governissimo che sarebbe un governicchio incapace di gestire non dico la crisi ma l’ordinaria amministrazione, in una legislatura breve destinata a finire rovinosamente sfociando in nuove elezioni con Grillo sopra il 50%. La seconda, verso la quale si registrano faticose aperture, è una maggioranza d’obiettivo Pd-5Stelle. Ezio Mauro ha detto quale dovrebbe essere il programma, peraltro obbligato, di un’alleanza come questa: nuova legge elettorale, drastiche misure contro il conflitto di interessi, riduzione dei costi della politica, revisione del bicameralismo perfetto; Stefano Rodotà ha aggiunto diritti …

“Misura e senso di responsabilità” l’appello di Napolitano ai partiti, di Umberto Rosso

Dal Capo dello Stato no a “categoriche determinazioni di parte” Raccomanda «misura, realismo e senso di responsabilità ». Chiede di evitare «premature categoriche determinazioni di parte». E si riserva «ogni autonoma valutazione» quando dopo la consultazioni si tratterà di affidare l’incarico di governo. Tirate le somme, insomma, deciderà lui in piena libertà. Giorgio Napolitano, appena rientrato dalla difficile missione in Germania, lancia un forte richiamo ai partiti impegnati in uno scontro durissimo alla ricerca di una maggioranza che non si intravede. Si rivolge a tutti, però nel mirino del capo dello Stato sembra esserci da un lato il braccio di ferro dei grillini e dall’altro le parole di Bersani, che si è candidato a guidare il governo con un esecutivo di minoranza e chiudendo la porta a larghe intese col Pdl. Dietro le quinte, il capo dello Stato nei suoi colloqui riservati con tutti i leader politici, condotti al telefono anche durante la visita a Berlino, aveva raccomandato calma e gesso, per evitare di restringere con ipotesi secche ed esclusioni “a tavolino” un sentiero per …

Disoccupazione a Gennaio è record: dati istat, 3 milioni senza lavoro

Il numero di disoccupati a gennaio sfiora i 3 milioni. Lo rileva l’Istat, precisando che con un aumento di 110 mila unità (+3,8%) su dicembre si è arrivati 2 milioni 999 mila. Su base annua la crescita è di oltre mezzo milione di disoccupati (+22,7%, +554 mila unità). A gennaio – secondo i dati Istat – gli occupati sono 22 milioni 688 mila, in calo dello 0,4% (-97 mila unità) rispetto a dicembre 2012. Su base annua si registra una diminuzione dell’1,3% (-310 mila unità). Il calo dell’occupazione riguarda sia gli uomini sia le donne. Il tasso di occupazione è pari al 56,3%, in calo di 0,3 punti percentuali nel confronto congiunturale e di 0,7 punti rispetto a dodici mesi prima. Il numero di disoccupati, pari a 2 milioni 999 mila, aumenta del 3,8% rispetto a dicembre (+110 mila unità). Su base annua si registra una crescita del 22,7% (+554 mila unità). La crescita della disoccupazione riguarda sia la componente maschile sia quella femminile. Il tasso di disoccupazione si attesta all’11,7%, in aumento di 0,4 …

"Napolitano: l'Italia non è allo sbando", di Lina Palmerini

«Non c’è un’Italia allo sbando e non vedo la possibilità di un contagio perché noi non abbiamo preso nessuna malattia». Le prime parole di Giorgio Napolitano a Berlino cercano di fermare la scia di polemiche e preoccupazioni sull’instabilità politica italiana e la possibilità che contamini l’area dell’euro. I giornali tedeschi sono zeppi di titoli in prima pagina sull’Italia, non solo per l’incidente provocato da Peer Steinbrück sui due «clown» – Berlusconi e Grillo – ma anche per le frasi del ministro delle Finanze tedesco Schäuble sul «rischio contagio» da un Paese che appare sempre più simile alla Grecia. E allora tocca al capo dello Stato – che ha un ruolo chiave nella soluzione del puzzle politico – rassicurare i suoi interlocutori tedeschi. Aveva già incontrato a Monaco il presidente della Repubblica federale Joachim Gauck ma ieri, a Berlino, il faccia a faccia è durato a lungo, così come lungo è stato il colloquio con Angela Merkel. Le pressioni affinché si trovi – in fretta – una via d’uscita sono molte ma altrettanto forti sono le …

"L'euro, l'Italia, diritti e doveri", di Adriana Cerretelli

«Che cosa succederà in Spagna e in Europa quando non ci sarà più la leva della svalutazione e l’industria tedesca con la moneta unica si imporrà dovunque grazie ai suoi enormi aumenti di produttività?» tuonava l’euro-scettico Gerard Schroeder nel 1997 contro Helmut Kohl, il grande europeista che voleva quella moneta per un’Europa federale e integrata. Sono trascorsi sedici anni, è arrivata la grande crisi dell’euro (che non passa). Nella profonda depressione che soffoca la Grecia, nella recessione che scuote Portogallo, Grecia e Italia, i disoccupati Ue sono oltre il 12% e i debiti in pervicace ascesa nonostante la sferza costante del rigore. Dopo responsi elettorali che regolarmente hanno bocciato i Governi in carica premiando partiti populisti, anti-europeisti o anti-sistema, la risposta a quella domanda allora tanto scandalosa non appare più così univoca e ovvia. Certo, si potrebbe ragionevolmente affermare che, ci fosse stato ancora Kohl, la crisi non avrebbe preso la brutta piega che ha preso, la Germania non avrebbe messo in liquidazione cultura e sensibilità europee, il bilancio non si sarebbe ridotto per la …