Nell’asilo senza confini tra l’Italia e la Slovenia, di Jenner Meletti
Avrà un recinto robusto, l’asilo nido, così i piccoli potranno giocare in giardino, salire sullo scivolo, senza paura delle auto che passano. Ma sarà un asilo senza confini. «Poslus slavic, kuo puoje/poslus, kuo ljubo klice», canteranno i bambini sloveni. «Ascolta come l’usignolo canta / ascolta come chiama l’amata», risponderanno i piccoli italiani. Senza bisogno di traduzioni, perché nel primo asilo senza confini Paul, Zuan, Josef scambieranno i giocattoli e anche le parole con Luigi, Antonio, Pietro. «In questa terra — dice Piergiorgio Domenis, 57 anni, sindaco di Pulfero — il confine era davvero una cortina di ferro. Qui finiva un mondo e al di là della sbarra ne cominciava un altro. Siamo stati separati e “nemici” per decenni. Adesso, nel nuovo asilo nido, cresceranno assieme i bambini di Pulfero e quelli di Caporetto, oggi Kobarit, in Slovenia. I loro genitori passano da qui, per andare a lavorare a Cividale. In questa terra spaccata, costruiamo il nuovo sulle ceneri della frontiera». L’edificio esiste già e sono arrivati 40.000 euro della Regione Friuli per trasformare l’ex scuola …
