Tutti gli articoli relativi a: attualità

“Non diamo ai privati i beni culturali”, di Vittorio Emiliani

Dopo un Ministro latitante, Lorenzo Ornaghi, il peggiore di una storia quarantennale, un’Agenda che assomiglia a un brodino di dado (vecchio) a fronte di un ministero per i Beni e le attività culturali vicino al collasso, all’immobilità e quindi all’impotenza contro speculatori, tombaroli, privatizzatori sciolti e a pacchetti, lottizzatori legali e abusivi, piazzisti di pale eoliche tanto inutili quanto devastanti (magari su vigneti e oliveti di pregio) e di distese di panelli fotovoltaici messe a tappezzare campi prima coltivati. Con tutto lo spettacolo dal vivo che boccheggia, riduce programmazione e spesso qualità, ricerca e avanguardia. Tutto qui lo sforzo del professor Monti e dei suoi collaboratori per un «motore» strategico come la cultura? Una paginetta palliduccia, con appena 14 righe dedicate ai beni culturali (retoricamente definito patrimonio «che non ha eguali al mondo») e le altre 17 al turismo. Che per l’Agenda sembra davvero l’unica ragione di conservazione di un complesso che vanta oltre 4.000 musei, 95.000 fra chiese e cappelle, 2.000 siti e aree archeologiche, 40.000 fra torri e castelli, migliaia di biblioteche antiche …

“Il golpe televisivo”, di Giovanni Valentini

Abbiamo superato il livello di guardia. La tracimazione mediatica di Silvio Berlusconi, sulle sue reti domestiche e su quelle pubbliche, sgorga ormai come una fogna a cielo aperto, con tutti i suoi detriti, i suoi veleni e i suoi miasmi. Una nube tossica che minaccia di inquinare la regolarità della competizione elettorale. E dunque, un’emergenza democratica che a questo punto chiama in causa direttamente le più alte cariche dello Stato: dal presidente della Repubblica, nel suo ruolo istituzionale di garante “super partes” dell’unità nazionale, ai presidenti delle due Camere, al di là della rispettiva estrazione e appartenenza. Non basta più la “par condicio”, avevamo già scritto su questo giornale sabato scorso. Ma non bastano più neppure la Commissione parlamentare di Vigilanza e l’Autorità di garanzia sulle Comunicazioni. Né bastano le leggi e i regolamenti che pure sono in vigore e vengono sistematicamente violati, elusi, trasgrediti. Questo è il golpe mediatico di un “caudillo” ridotto alla disperazione, deciso a giocarsi il tutto per tutto, sulla pelle del Paese e su quella dei cittadini. È lo stesso …

“L’abisso Usa che spaventa il mondo”, di Gianni Riotta

In America è il numero 13, non il 17, che porta sfortuna e spesso lo si cancella in ascensori, hotel aerei. Nessuno però sfuggirà, tra Capodanno e 4 gennaio 2013, alla iettatura che i giornali chiamano «fiscal cliff», abisso fiscale. O il presidente Obama e i repubblicani della Camera, guidati dallo Speaker John Boehner, trovano un accordo o scattano 600 miliardi di dollari (€ 460 miliardi) in tasse e tagli alla spesa automatici, inclusi 50 miliardi di dollari alla Difesa. Senza intesa, l’Ufficio del Bilancio stima una caduta del 4% nel prodotto interno Usa, il Paese che scivola in recessione, sei mesi con caduta libera fino a -2,9 nella crescita e solo da giugno a dicembre 2013 un lentissimo ritorno a un gracile +1,9%. Tutti gli americani, ricchi e poveri, pagheranno più tasse, tre milioni di disoccupati, da qui a marzo, perderanno i 290 dollari di sussidio settimanale, 25 milioni di lavoratori a basso salario non riceveranno più vari sussidi, da sanità a scuola. Otto milioni di bambini rischiano la povertà. Numeri che basterebbero a …

Camusso: “Dall’Europa alle politiche sociali agenda Monti molto deludente il conservatore è lui non la Cgil”, di Roberto Mania

«Ci sono i titoli ma mancano le proposte»: giudizio netto quello di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, sull’agenda Monti. «È stata una lettura deludente, priva di pensiero innovativo. Un déjà vu», dice il capo del più grande sindacato italiano additato proprio dal premier dimissionario come uno dei soggetti della conservazione. Camusso, ma lei se l’aspettava che Monti scegliesse l’impegno politico? «Lo dissi in tempi non sospetti che il cosiddetto patto per la produttività, quello che la Cgil non ha firmato, costituiva un’operazione politica. Dunque non mi ha stupito la mossa di Monti anche se rimango perplessa su come un governo nato super partes possa partecipare a una competizione elettorale ». Quella sulla produttività era un’operazione politica perché finiva per escludere la Cgil? «Perché sceglieva uno schieramento, dava vita a una grande coalizione attraverso la quale realizzare un’operazione di divisione». Che poi ha portato Monti a definire la Cgil conservatrice? «Non mi affascina dare voti. Certo quella mi pare una tesi ardita tanto più che proviene da chi ha negato la concertazione e al massimo …

“Lavoro, allarme Cgil per i precari”, di Luigina Venturelli

Anno nuovo, vita nuova? Non per i lavoratori precari, ai quali l’arrivo del 2013 porterà in dote il solito vecchio copione di contratti atipici, mal pagati e mal tutelati. Queste, almeno, sono le previsioni per i fortunati che si vedranno rinnovare i precedenti contratti. Perché molti di loro, invece, rischiano di restare senza posto di lavoro o di sentirsi proporre tipologie ancora meno garantite di quelle conosciute finora, quando con lo scadere del 2012 scadrà anche la maggior parte dei rapporti di essere ed entrerà in applicazione la riforma Fornero. «NON RESTARE DA SOLO» È l’allarme lanciato dal Nidil Cgil la struttura sindacale del sindacato di Corso Italia che segue i lavoratori in somministrazione e quelli atipici che ha promosso la campagna «Capodanno 2013 Non restare da solo» con cui sta prestando assistenza ai giovani e meno giovani, sia nel pubblico sia nel privato, che da gennaio dovranno ridiscutere la propria posizione lavorativa. «Si presume che centinaia di migliaia di contratti di collaborazione scadano con la fine dell’anno» spiega la segretaria generale del sindacato, Filomena …

“La vera sfida dell’innovazione”, di Alfredo Reichlin

Se parto dall’Italia e dai suoi interessi fondamentali – come mi hanno insegnato che bisognerebbe sempre fare – l’iniziativa di Mario Monti ha, ai miei occhi, un grande merito. Ha contibuito a rendere più chiaro il terreno vero dello scontro e la posta fondamentale che è in gioco, quella dove al fondo si decide per un lungo periodo che cosa sarà il destino degli italiani. Parlo della necessità di ripensare i «fondamentali» del nostro Paese (modello economico, tipo di società, demografia, cultura diffusa, posto dalla donna, eccetera) in rapporto al fatto storicamente inedito che stiamo sempre più entrando nella formazione di un organismo sovranazionale: l’Europa. Per cui, se ne restiamo fuori, un destino di decadenza e di immaginazione storica diventa inevitabile. Questa è la vera posta in gioco, ciò che rende così drammatica la scelta che farà fra poche settimane l’elettorato. Non ha quindi molto senso sostenere che non esiste più il discrimine tra destra e sinistra. Teniamo conto professor Monti che, secondo gli ultimi sondaggi, le forze esplicitamente antieuropeiste (la somma di Berlusconi, Grillo, …

Bersani: «Nell’agenda Pd più lavoro e più equità», di Maria Zegarelli

Se il Pdl parte all’attacco a testa bassa contro Mario Monti, la sua agenda e l’operato del governo, il Pd usa toni sobri e rispettosi ma non calorosi. Il programma dell’attuale premier? «Non ci ho visto niente di sorprendente», risponde il candidato di centrosinistra Pier Luigi Bersani. «Tante cose condivisibili, alcune un po’ meno, alcune da discutere», spiega, ma niente a che vedere con il programma del Pd e dell’intera coalizione, dove ci sono «più lavoro, più equità e più diritti». AGENDA POCO SORPRENDENTE Un’agenda, quella del professore, che ai piani alti del Nazareno hanno letto con molta attenzione riscontrandone gli stessi limiti che hanno contraddistinto l’azione di governo del professore e dei tecnici: nessun accenno di diritti, né delle coppie di fatto (omosessuali o no), né dei lavoratori, molta attenzione all’austerità meno all’equità di cui il Paese «ha invece urgente bisogno». Ma a chi continua a chiedere al leader del centrosinistra cosa intende fare rispetto a Monti, ormai candidato, Bersani insiste nel ripetere il suo ragionamento di fondo: sono gli altri, compreso il Professore, …