Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Taranto specchio d'Italia", di Gad Lerner

Smettessimo di guardarla da lontano come una città polveriera – nel senso del veleno e dell’esplosivo – Taranto ci apparirebbe per quel che è: lo specchio, neanche troppo deformato, del degrado in cui sta precipitando l’Italia tutta. Puntuale degenera anche lo scontro istituzionale fra magistratura e governo tecnico, con la Procura che detta tempi ultimativi per lo spegnimento degli altiforni e il ministro Clini che accelera il varo di un’autorizzazione somigliante a una deroga mascherata. È proprio quel che speravano i padroni del Nord arricchitisi oltre misura, la famiglia Riva, che non appena la giustizia li ha perseguiti e ha sequestrato loro gli impianti, si sono messi a cavalcare la rivolta operaia. Mai vista prima dell’Ilva una borghesia industriale cimentarsi così sfacciatamente nel paternalismo protestatario. Rifornendo le maestranze impegnate nei blocchi stradali con i viveri dalla mensa aziendale. Chiamando allo sciopero i lavoratori senza tessera sindacale attraverso i capireparto. Facendo pervenire all’esterno i comunicati dei dipendenti asserragliati a 60 metri d’altezza sul nastro di carico dell’Altoforno 5, indovinate da chi? Direttamente dall’ingegnere responsabile della struttura, …

Napolitano all’Aquila: “Basta con le new town”, di Giuseppe Caporale

Le new town per i terremotati dell’Aquila realizzate dal Governo Berlusconi appena sei mesi dopo il sisma – e costate un miliardo e duecento milioni di euro per 4mila alloggi in 185 palazzi – furono un errore. «È tempo di pensare a ricostruire, dimenticando i progetti delle new town fuori dal centro storico. Ora mi pare si sia presa finalmente la strada giusta» ha detto ieri il capo dello Stato Giorgio Napolitano, arrivando nella città terremotata. L’occasione è stata l’inaugurazione dell’auditorium voluto da Renzo Piano e Claudio Abbado, e realizzato con il contributo economico (6 milioni di euro) della Provincia Autonoma di Trento. «Ho ricevuto dal ministro Barca (che per conto del governo Monti sta seguendo la ricostruzione, ndr) una serie di elementi concreti relativi ai lavori in corso e ai finanziamenti decisi. Mi pare ci siano finalmente prospettive serie», ha proseguito Napolitano. E l’evento di festa nella città martoriata ha riacceso i riflettori sulla ricostruzione sbagliata, a tre anni e mezzo dal terremoto, con 3 miliardi e mezzo di euro già spesi in gran …

"Occupazione femminile nel sud. Le giovani che lavorano solo il 16,9 %", da repubblica.it

Nel Mezzogiorno, la probabilità di lavorare per le ragazze è quasi azzerata: la crisi ha eroso ancora di più le opportunità, con il tasso di occupazione sceso tra aprile e giugno a un mimino del 16,9% per le giovani tra i 15 e i 29 anni, vale a dire che meno di due su dieci ha un posto. Una quota così bassa non si registrava dal secondo trimestre del 2004, ovvero dall’inizio delle relative serie storiche. Insomma un nuovo record negativo che rimarca la scarsità di lavoro. La conferma delle difficoltà per le under 30 meridionali, che da sempre viaggiano su tassi molto bassi di occupazione, emerge dagli ultimi dati trimestrali dell’Istat. Ovviamente sul minimo pesa l’elevata percentuale di studenti che si concentra nella fascia d’età 15-29 anni, soprattutto tra i giovanissimi. Ma alzando l’asticella dell’età il miglioramento è limitato: tra le 18-29enni del Mezzogiorno l’occupazione è al 20,7%. Resta così evidente il divario con il Nord, dove la quota di giovani occupate tra i 18 e i 29 anni sale al 45,7%, e con …

"Occupazione femminile nel sud. Le giovani che lavorano solo il 16,9 %", da repubblica.it

Nel Mezzogiorno, la probabilità di lavorare per le ragazze è quasi azzerata: la crisi ha eroso ancora di più le opportunità, con il tasso di occupazione sceso tra aprile e giugno a un mimino del 16,9% per le giovani tra i 15 e i 29 anni, vale a dire che meno di due su dieci ha un posto. Una quota così bassa non si registrava dal secondo trimestre del 2004, ovvero dall’inizio delle relative serie storiche. Insomma un nuovo record negativo che rimarca la scarsità di lavoro. La conferma delle difficoltà per le under 30 meridionali, che da sempre viaggiano su tassi molto bassi di occupazione, emerge dagli ultimi dati trimestrali dell’Istat. Ovviamente sul minimo pesa l’elevata percentuale di studenti che si concentra nella fascia d’età 15-29 anni, soprattutto tra i giovanissimi. Ma alzando l’asticella dell’età il miglioramento è limitato: tra le 18-29enni del Mezzogiorno l’occupazione è al 20,7%. Resta così evidente il divario con il Nord, dove la quota di giovani occupate tra i 18 e i 29 anni sale al 45,7%, e con …

"Insegnare: E' una professione, non una missione", di Paolo Di Stefano

Nonostante tutto, dopo 4 o 5 ore passate con degli adolescenti, sei stanco», dice Gianfranco Giovannone in un lunedì pomeriggio di fine settembre. Dopo aver studiato lingue a Pisa e aver insegnato in tutti gli ordini di scuola, escluse le materne, a sessant’anni suonati può permettersi di parlare della scuola senza l’abnegazione cieca del sentimentalismo deamicisiano e senza le cupezze del risentimento e della nostalgia. Del resto, non c’era né cuore-in-mano né rancore neppure nel libro che ha pubblicato qualche anno fa (Perché non sarò mai un insegnante, Longanesi), in cui attraverso le parole degli studenti veniva illustrato, con abbagliante sincerità, il declino della professione docente. Erano i ragazzi, appunto, nei loro componimenti, i primi a considerare i prof degli alieni, dei corpi estranei al mondo e alla realtà, ma soprattutto ben lontani dalla formulamagica «denaro, potere, immagine», in cui generalmente si riassume il prestigio sociale. Insomma, la classe degli insegnanti, che ha il compito importantissimo di formare i cittadini del futuro, appare proprio alle giovani generazioni come un manipolo di «sfigati», descritti in un’ampia …

"Insegnare: E' una professione, non una missione", di Paolo Di Stefano

Nonostante tutto, dopo 4 o 5 ore passate con degli adolescenti, sei stanco», dice Gianfranco Giovannone in un lunedì pomeriggio di fine settembre. Dopo aver studiato lingue a Pisa e aver insegnato in tutti gli ordini di scuola, escluse le materne, a sessant’anni suonati può permettersi di parlare della scuola senza l’abnegazione cieca del sentimentalismo deamicisiano e senza le cupezze del risentimento e della nostalgia. Del resto, non c’era né cuore-in-mano né rancore neppure nel libro che ha pubblicato qualche anno fa (Perché non sarò mai un insegnante, Longanesi), in cui attraverso le parole degli studenti veniva illustrato, con abbagliante sincerità, il declino della professione docente. Erano i ragazzi, appunto, nei loro componimenti, i primi a considerare i prof degli alieni, dei corpi estranei al mondo e alla realtà, ma soprattutto ben lontani dalla formulamagica «denaro, potere, immagine», in cui generalmente si riassume il prestigio sociale. Insomma, la classe degli insegnanti, che ha il compito importantissimo di formare i cittadini del futuro, appare proprio alle giovani generazioni come un manipolo di «sfigati», descritti in un’ampia …

"Il convitato di pietra al tavolo del dopo-voto", di Eugenio Scalfari

La legge elettorale ancora non c’è anche se se ne comincia a intravedere una possibile soluzione. Le primarie del Pd non sono ancora state effettuate e l’esito dello scontro tra Bersani, Renzi e Vendola è ancora incerto. Le sorti del Pdl sono appese al filo delle decisioni di Berlusconi; potrà rappresentare ancora un 15 per cento dei voti o implodere dissolvendosi come nebbia al sole. Il centro moderato per il quale lavora Casini è un’ipotesi che fatica a tradursi in realtà. In un quadro così agitato aleggia l’immagine di Mario Monti, una sorta di convitato di pietra la cui figura è variamente interpretata dai protagonisti della scena politica e mediatica. Per alcuni è un salvatore della patria, per altri un demiurgo, per altri ancora un tecnocrate che ruberà il posto ai politici e per i più pessimisti un moderno Cesare che affonderà per sempre la democrazia parlamentare come fin qui l’abbiamo conosciuta. A tutti questi elementi d’incertezza aggiungiamone un altro non da poco: al momento della scelta del nuovo governo e della nomina del futuro …