Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Iscrizioni, il declino dei nuovi liceali", di Mariolina Iossa

Ai ragazzi non piace più soltanto il liceo. Se nel 2007 i tecnici e i professionali avevano perso centomila studenti nell’arco di dieci anni, e i licei avevano fatto il pienone, arrivando ad un 45 per cento di iscritti, la tendenza si sta ora invertendo, e da quest’anno il trend per i professionali torna in salita. Il balzo in avanti è dell’1,4 per cento di nuovi iscritti mentre i tecnici tengono la posizione, con un comunque positivo 0,4 per cento in più. I licei, che avevano continuato a riempirsi fino al 48,5 per cento dello scorso anno, scendono per la prima volta di quell’1,9 guadagnato dai tecnici e dai professionali, calando al 46,6 per cento. La ripresa del numero di iscritti agli istituti tecnici e professionali, i primi al 32 per cento e i secondi al 21,4 per cento, è un segnale positivo secondo il ministero dell’Istruzione, che comunque parla di «buona tenuta» anche dei licei. Ieri sul sito del Miur sono stati pubblicati tutti i numeri di questo nuovo anno scolastico. «C’è un’inversione di …

"Chi guiderà tra sette mesi il governo e il Quirinale?", di Eugenio Scalfari

I mercati europei festeggiano gli ultimi eventi favorevoli alla tenuta dell’euro che pongono le premesse per un rilancio dell’economia reale, mentre sull’opposta sponda del Mediterraneo si è scatenata una vera e propria ondata di antiamericanismo quale non si vedeva da molto tempo. Per ora assistiamo a due fenomeni che sembrano svolgersi su due diversi livelli, ma non è questa la realtà; i due livelli sono strettamente intrecciati l’uno con l’altro. Se l’ondata antiamericana non sarà al più presto contenuta il rischio è la sconfitta di Obama nelle presidenziali americane. Per l’economia europea sarebbe un colpo temibilissimo; mancano 50 giorni a quel voto che anche l’Europa attende col fiato sospeso. Intanto i mercati privilegiano il bicchiere mezzo pieno e le ragioni non mancano: la Corte di Karlsruhe ha definito il fondo “salva-Stati” compatibile con la Costituzione tedesca; la Merkel ha dato a Draghi l’ok definitivo allo scudo anti-spread se sarà richiesto dalla Spagna e dall’Italia; le elezioni olandesi sono state vinte dai partiti europeisti; infine la Fed di Bernanke ha deciso di iniettare nell’economia Usa una …

"Chi guiderà tra sette mesi il governo e il Quirinale?", di Eugenio Scalfari

I mercati europei festeggiano gli ultimi eventi favorevoli alla tenuta dell’euro che pongono le premesse per un rilancio dell’economia reale, mentre sull’opposta sponda del Mediterraneo si è scatenata una vera e propria ondata di antiamericanismo quale non si vedeva da molto tempo. Per ora assistiamo a due fenomeni che sembrano svolgersi su due diversi livelli, ma non è questa la realtà; i due livelli sono strettamente intrecciati l’uno con l’altro. Se l’ondata antiamericana non sarà al più presto contenuta il rischio è la sconfitta di Obama nelle presidenziali americane. Per l’economia europea sarebbe un colpo temibilissimo; mancano 50 giorni a quel voto che anche l’Europa attende col fiato sospeso. Intanto i mercati privilegiano il bicchiere mezzo pieno e le ragioni non mancano: la Corte di Karlsruhe ha definito il fondo “salva-Stati” compatibile con la Costituzione tedesca; la Merkel ha dato a Draghi l’ok definitivo allo scudo anti-spread se sarà richiesto dalla Spagna e dall’Italia; le elezioni olandesi sono state vinte dai partiti europeisti; infine la Fed di Bernanke ha deciso di iniettare nell’economia Usa una …

Roversi: Ghizzoni, vuoto colmato da eredità del suo lavoro

“Oggi è una giornata di lutto per il mondo della cultura per la perdita di un poeta che è riuscito a interpretare pienamente ogni aspetto della scrittura artistica, di un uomo che è stato in grado di trasmettere l’impegno civile e culturale. – lo dichiara Maniela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati – Roversi è stato un esempio della capacità di sviluppare e divulgare l’arte letteraria non solo attraversandone i generi, ma rendendosi divulgatore, con la sua storica libreria bolognese. Con la scomparsa di Roversi resta un vuoto per la cultura italiana ed europea – conclude Ghizzoni – colmato solo dall’eredità del suo lavoro”

"I silenzi del Governo", di Gad Lerner

Invano abbiamo atteso che il presidente Monti o il ministro Passera convocassero nella giornata di ieri i responsabili della Fiat, in seguito alla disdetta unilaterale del piano di investimenti Fabbrica Italia. Sono intervenuti Diego Della Valle e Cesare Romiti per censurare l’addio annunciato di Marchionne, ma il governo no: forse aspetta, per darsi una mossa, che anche la disperazione degli operai di Mirafiori, Melfi, Cassino, Pomigliano degeneri nelle forme estreme ormai tristemente consuete? Non sono bastate le lezioni dell’Ilva e dell’Alcoa? Capisco che sia difficile per la classe politica riconoscere di essere stata presa in giro dalla multinazionale che nella primavera 2010, già in piena crisi di sovrapproduzione, vaneggiava di un raddoppio delle automobili da fabbricare in Italia, con investimenti (mai pianificati) per la stratosferica cifra di 20 miliardi. Una promessa, mai formulata per iscritto, in cambio della quale Marchionne ha preteso e ottenuto la deroga contrattuale dalle normative vigenti; imponendo sacrifici ai lavoratori dopo aver estromesso dagli stabilimenti il sindacato più rappresentativo. Se il precedente governo di destra assecondava per convenienza politica la prova …

"I silenzi del Governo", di Gad Lerner

Invano abbiamo atteso che il presidente Monti o il ministro Passera convocassero nella giornata di ieri i responsabili della Fiat, in seguito alla disdetta unilaterale del piano di investimenti Fabbrica Italia. Sono intervenuti Diego Della Valle e Cesare Romiti per censurare l’addio annunciato di Marchionne, ma il governo no: forse aspetta, per darsi una mossa, che anche la disperazione degli operai di Mirafiori, Melfi, Cassino, Pomigliano degeneri nelle forme estreme ormai tristemente consuete? Non sono bastate le lezioni dell’Ilva e dell’Alcoa? Capisco che sia difficile per la classe politica riconoscere di essere stata presa in giro dalla multinazionale che nella primavera 2010, già in piena crisi di sovrapproduzione, vaneggiava di un raddoppio delle automobili da fabbricare in Italia, con investimenti (mai pianificati) per la stratosferica cifra di 20 miliardi. Una promessa, mai formulata per iscritto, in cambio della quale Marchionne ha preteso e ottenuto la deroga contrattuale dalle normative vigenti; imponendo sacrifici ai lavoratori dopo aver estromesso dagli stabilimenti il sindacato più rappresentativo. Se il precedente governo di destra assecondava per convenienza politica la prova …

"Oligarchie inamovibili e movimenti di plastica", di Francesco Cundari

Anche se non bisognerebbe mai infierire su un avversario a terra, è difficile non commentare l’esultanza della stampa berlusconiana di più stretta osservanza per la spaccatura del Pd prodotta dalle primarie («Tutti contro tutti, e adesso il Pd è morto», titolava ieri, per esempio, il Giornale di Alessandro Sallusti). Un rischio che il Pdl ha deciso prudentemente di non correre, dove ovviamente Pdl sta – come al solito – per Silvio Berlusconi, unico titolato a decidere in materia. D’altra parte, qualora Berlusconi decidesse di non ricandidarsi, e scarseggiassero i delfini ansiosi di provare il trattamento sperimentato quest’estate su Angelino Alfano, non si può escludere che il centrodestra ci ripensi e affidi alle primarie la scelta del suo primo rappresentante (suo di Berlusconi, s’intende). In molti, tuttavia, sostengono che il centrosinistra non abbia scelto un buon momento per fare le primarie. Ci sono validi argomenti a favore di questa tesi, primo tra tutti il rischio di aprire un confronto nel proprio campo mentre il naturale confronto con l’avversario è di fatto sospeso: il rischio, cioè, che …