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"Ricchi contro ricchi, con meno soldi il capitalismo va in tilt", di Ettore Livini

Miscrospie e registrazioni clandestine. Documenti riservatissimi che, come in un film di 007, finiscono dritti dritti su Indymedia, il sito dell’antagonismo tricolore. Più insulti a gogò — «arzilli vecchietti», «furbetti cosmopoliti» e «livorosa controfigura di Sgarbi» le ultime perle — e regolamenti di conti da Far West tra manager e imprenditori legati fino a poco tempo fa da sodalizi decennali. Le stanze ovattate del “salotto buono” dove per anni i Paperoni tricolori hanno scritto nel massimo riserbo (e a loro uso e consumo) la storia della finanza nazionale non esistono più. Tra i miliardari — o presunti tali — d’Italia volano gli stracci come in un’assemblea di condominio. Ricchi contro ricchi. Tutti contro tutti. In una partita destinata a ridisegnare nei prossimi mesi la mappa del potere economico (e in parte anche politico) del nostro paese. Questi scontri, intendiamoci, non sono una novità. La storia del capitalismo tricolore è stata segnata da battaglie cruente in cui non si sono fatti prigionieri. Ma in silenzio e senza titoli sui giornali se non a partita chiusa. Cesare …

"Ricchi contro ricchi, con meno soldi il capitalismo va in tilt", di Ettore Livini

Miscrospie e registrazioni clandestine. Documenti riservatissimi che, come in un film di 007, finiscono dritti dritti su Indymedia, il sito dell’antagonismo tricolore. Più insulti a gogò — «arzilli vecchietti», «furbetti cosmopoliti» e «livorosa controfigura di Sgarbi» le ultime perle — e regolamenti di conti da Far West tra manager e imprenditori legati fino a poco tempo fa da sodalizi decennali. Le stanze ovattate del “salotto buono” dove per anni i Paperoni tricolori hanno scritto nel massimo riserbo (e a loro uso e consumo) la storia della finanza nazionale non esistono più. Tra i miliardari — o presunti tali — d’Italia volano gli stracci come in un’assemblea di condominio. Ricchi contro ricchi. Tutti contro tutti. In una partita destinata a ridisegnare nei prossimi mesi la mappa del potere economico (e in parte anche politico) del nostro paese. Questi scontri, intendiamoci, non sono una novità. La storia del capitalismo tricolore è stata segnata da battaglie cruente in cui non si sono fatti prigionieri. Ma in silenzio e senza titoli sui giornali se non a partita chiusa. Cesare …

"Giocarsi tutto alle primarie", di Claudio Sardo

Non distruggere ma costruire. Non distruggere il lavoro, la scuola, le reti di solidarietà, le istituzioni democratiche, la speranza di un domani migliore, la fiducia nella politica come riscatto collettivo. Ma costruire insieme una svolta dopo il trentennio del liberismo, dell’ideologia mercatista, della diseguaglianza sociale. Siamo davanti a un bivio e dalla scelta di questi mesi dipenderà un intero ciclo storico. È una partita europea, non solo italiana. Ma senza il nostro Paese, la nostra forza produttiva e sociale, la nostra cultura, le nostre donne e i nostri uomini, le nostre battaglie, l’Europa sarà tremendamente più debole. Purtroppo sono in tanti a scommettere sulla demolizione, sulla sfiducia, sulla delegittimazione. Il populismo di destra vuole annegare il proprio fallimento in una sconfitta generale del Paese. Il populismo che ha messo radici a sinistra vuole invece screditare ogni progetto riformatore per lucrare consensi sulle sofferenze sociali e la paura del futuro. Ma così la rabbia diventa sempre più disperata solitudine. Chissà se domani verrà un comico, un capo-popolo, un cavaliere bianco che catalizzerà il dissenso attorno a …

"Giocarsi tutto alle primarie", di Claudio Sardo

Non distruggere ma costruire. Non distruggere il lavoro, la scuola, le reti di solidarietà, le istituzioni democratiche, la speranza di un domani migliore, la fiducia nella politica come riscatto collettivo. Ma costruire insieme una svolta dopo il trentennio del liberismo, dell’ideologia mercatista, della diseguaglianza sociale. Siamo davanti a un bivio e dalla scelta di questi mesi dipenderà un intero ciclo storico. È una partita europea, non solo italiana. Ma senza il nostro Paese, la nostra forza produttiva e sociale, la nostra cultura, le nostre donne e i nostri uomini, le nostre battaglie, l’Europa sarà tremendamente più debole. Purtroppo sono in tanti a scommettere sulla demolizione, sulla sfiducia, sulla delegittimazione. Il populismo di destra vuole annegare il proprio fallimento in una sconfitta generale del Paese. Il populismo che ha messo radici a sinistra vuole invece screditare ogni progetto riformatore per lucrare consensi sulle sofferenze sociali e la paura del futuro. Ma così la rabbia diventa sempre più disperata solitudine. Chissà se domani verrà un comico, un capo-popolo, un cavaliere bianco che catalizzerà il dissenso attorno a …

"Quei Ministri usciti dal libro di Calvino", di Luciano Gallino

Bisogna capire meglio cosa vuol dire. D’altra parte Passera ha assicurato all’ad che «non è pensabile che la politica si sostituisca alle (sue) scelte imprenditoriali e di investimento ». Quanto alla ministra Fornero, ha fornito alcune date disponibili per incontrarlo. «Non ho il potere di convocare l’amministratore delegato di una grande azienda», ha fatto sapere. Però anche lei vuole «approfondire con Marchionne cosa ha in mente per i suoi piani di investimento per l’occupazione ». Dinanzi a una simile remissività dei ministri e dello stesso presidente del Consiglio, e alle difficoltà che denunciano nel comprendere l’ad della Fiat, c’è da chiedersi se hanno capito, loro, il nocciolo della questione: sono in gioco, entro pochi mesi, decine di migliaia di posti di lavoro. Se lo capissero, la telefonata da fare sarebbe di questo tipo: «Dottor Marchionne, il governo considera gravissime le sue dichiarazioni circa le produzioni Fiat in Italia. Pertanto la aspettiamo domattina alle 8 precise a palazzo Chigi. Dovrà spiegarci con dati e cifre solide come la sua società intende operare nel prossimo futuro in …

"Quei Ministri usciti dal libro di Calvino", di Luciano Gallino

Bisogna capire meglio cosa vuol dire. D’altra parte Passera ha assicurato all’ad che «non è pensabile che la politica si sostituisca alle (sue) scelte imprenditoriali e di investimento ». Quanto alla ministra Fornero, ha fornito alcune date disponibili per incontrarlo. «Non ho il potere di convocare l’amministratore delegato di una grande azienda», ha fatto sapere. Però anche lei vuole «approfondire con Marchionne cosa ha in mente per i suoi piani di investimento per l’occupazione ». Dinanzi a una simile remissività dei ministri e dello stesso presidente del Consiglio, e alle difficoltà che denunciano nel comprendere l’ad della Fiat, c’è da chiedersi se hanno capito, loro, il nocciolo della questione: sono in gioco, entro pochi mesi, decine di migliaia di posti di lavoro. Se lo capissero, la telefonata da fare sarebbe di questo tipo: «Dottor Marchionne, il governo considera gravissime le sue dichiarazioni circa le produzioni Fiat in Italia. Pertanto la aspettiamo domattina alle 8 precise a palazzo Chigi. Dovrà spiegarci con dati e cifre solide come la sua società intende operare nel prossimo futuro in …

"Iscrizioni, il declino dei nuovi liceali", di Mariolina Iossa

Ai ragazzi non piace più soltanto il liceo. Se nel 2007 i tecnici e i professionali avevano perso centomila studenti nell’arco di dieci anni, e i licei avevano fatto il pienone, arrivando ad un 45 per cento di iscritti, la tendenza si sta ora invertendo, e da quest’anno il trend per i professionali torna in salita. Il balzo in avanti è dell’1,4 per cento di nuovi iscritti mentre i tecnici tengono la posizione, con un comunque positivo 0,4 per cento in più. I licei, che avevano continuato a riempirsi fino al 48,5 per cento dello scorso anno, scendono per la prima volta di quell’1,9 guadagnato dai tecnici e dai professionali, calando al 46,6 per cento. La ripresa del numero di iscritti agli istituti tecnici e professionali, i primi al 32 per cento e i secondi al 21,4 per cento, è un segnale positivo secondo il ministero dell’Istruzione, che comunque parla di «buona tenuta» anche dei licei. Ieri sul sito del Miur sono stati pubblicati tutti i numeri di questo nuovo anno scolastico. «C’è un’inversione di …