Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Scuola, serve equilibrio sul concorso", di Francesca Puglisi

Nella splendida cornice del cortile del Collegio Raffaello di Urbino abbiamo inaugurato la Festa nazionale scuola e università del Pd e il ministro Profumo, sollecitato dalle nostre richieste sull’annunciato concorso per gli insegnanti, ha offerto qualche chiarimento. Come è noto, dopo le 22.000 immissioni in ruolo di insegnanti dalle GAE per l’anno scolastico che sta per partire (siamo ancora in attesa delle 7000 stabilizzazioni del personale ATA), per il 2013/2014 il ministro intende dare avvio a nuovi concorsi, procedendo il 24 settembre con un bando per 11.000 posti, mentre altrettanti continueranno a essere assunti dalle graduatorie, rispettando la legge. Una doppia chance di assunzione per gli abilitati. All’assemblea di Varese il Pd ha democraticamente votato che per la formazione e il reclutamento degli insegnanti «occorre rendere disponibili per l’immissione a tempo indeterminato i posti attualmente coperti con incarico annuale dagli insegnanti precari riprendendo il piano di stabilizzazioni intrapreso dal governo Prodi. In previsione del momento in cui cominceranno ad essere disponibili gli abilitati del nuovo sistema di formazione iniziale, va garantito un equilibrio tra immissioni …

"Il partito unico dei populisti", di Michele Prospero

Un agguerrito partito unico dei populisti attacca con determinazione militare il Colle con l’obiettivo esplicito di condizionare l’evoluzione della crisi e indirizzarla verso esiti catastrofici. Tutte le forze che sono uscite malconce dal declino della seconda Repubblica sono ora coalizzate alla rinfusa. Tra loro si abbandonano a scambi di favore per aggrapparsi all’ancora rimasta per non perire: agevolare la deriva dell’ordinamento repubblicano per riemergere dalla melma soffocante. Gli orfani dispersi di tutti i populismi raccolgono munizioni irregolari da destinare ad un furioso assalto a Napolitano. Il Quirinale viene puntato non già perché debole e ricattabile ma perché forte e autorevole. I populisti unificati sanno bene che l’antipolitica per sopravvivere ha bisogno della fulminea rottura delle mediazioni costituzionali. Solo nel caos di un sistema rimasto senza più custodi, e in cui si sono spezzate le funzioni istituzionali e infrante le regole, può tornare a danzare il populismo. Per questo la crisi costituzionale è invocata come una occasione propizia per ottenere una amnistia etico-politica che cancelli le colpe che la storia ha nitidamente scolpito. Con il capo …

"Il partito unico dei populisti", di Michele Prospero

Un agguerrito partito unico dei populisti attacca con determinazione militare il Colle con l’obiettivo esplicito di condizionare l’evoluzione della crisi e indirizzarla verso esiti catastrofici. Tutte le forze che sono uscite malconce dal declino della seconda Repubblica sono ora coalizzate alla rinfusa. Tra loro si abbandonano a scambi di favore per aggrapparsi all’ancora rimasta per non perire: agevolare la deriva dell’ordinamento repubblicano per riemergere dalla melma soffocante. Gli orfani dispersi di tutti i populismi raccolgono munizioni irregolari da destinare ad un furioso assalto a Napolitano. Il Quirinale viene puntato non già perché debole e ricattabile ma perché forte e autorevole. I populisti unificati sanno bene che l’antipolitica per sopravvivere ha bisogno della fulminea rottura delle mediazioni costituzionali. Solo nel caos di un sistema rimasto senza più custodi, e in cui si sono spezzate le funzioni istituzionali e infrante le regole, può tornare a danzare il populismo. Per questo la crisi costituzionale è invocata come una occasione propizia per ottenere una amnistia etico-politica che cancelli le colpe che la storia ha nitidamente scolpito. Con il capo …

"Ecco perché la crisi va spiegata ai ragazzi", di Gustavo Pietropolli Charmet

Fra poche settimane i ragazzi tornano a scuola. Non sarà un inizio d’anno come gli altri. La crisi ha coinvolto molte famiglie. I padri di alcuni di loro hanno perduto il posto di lavoro; molti hanno dovuto ridurre il tempo e i consumi delle vacanze. A tutti è giunta notizia che il governo e il Parlamento stanno occupandosi del loro futuro perché la crisi potrebbe compromettere la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Il futuro dell’intera Europa è incerto. E la scuola cosa dirà? Parlerà di ciò che sta succedendo? Li aiuterà a capire e a studiare i possibili scenari futuri? I giovani attuali, a conclusione del periodo di formazione, si inseriranno in una società chiamata ad assumere decisioni importanti per la salvezza non solo dell’economia ma dell’intero pianeta. Sta diventando cruciale la diffusione della consapevolezza che i grandi problemi della condizione umana (il degrado ambientale, il caos climatico, la distribuzione ineguale delle risorse, la salute e le malattie, i dilemmi bioetici, il confronto fra politiche e religioni, la ricerca di una nuova qualità …

"Ecco perché la crisi va spiegata ai ragazzi", di Gustavo Pietropolli Charmet

Fra poche settimane i ragazzi tornano a scuola. Non sarà un inizio d’anno come gli altri. La crisi ha coinvolto molte famiglie. I padri di alcuni di loro hanno perduto il posto di lavoro; molti hanno dovuto ridurre il tempo e i consumi delle vacanze. A tutti è giunta notizia che il governo e il Parlamento stanno occupandosi del loro futuro perché la crisi potrebbe compromettere la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. Il futuro dell’intera Europa è incerto. E la scuola cosa dirà? Parlerà di ciò che sta succedendo? Li aiuterà a capire e a studiare i possibili scenari futuri? I giovani attuali, a conclusione del periodo di formazione, si inseriranno in una società chiamata ad assumere decisioni importanti per la salvezza non solo dell’economia ma dell’intero pianeta. Sta diventando cruciale la diffusione della consapevolezza che i grandi problemi della condizione umana (il degrado ambientale, il caos climatico, la distribuzione ineguale delle risorse, la salute e le malattie, i dilemmi bioetici, il confronto fra politiche e religioni, la ricerca di una nuova qualità …

"Il giornalismo dei falsi d'autore", di Giovanni Valentini

Sotto la direzione del fondatore, Lamberto Sechi, un tempo «Panorama» si fregiava dello slogan «I fatti separati dalle opinioni». Con minori pretese, oggi il settimanale della Mondadori berlusconiana potrebbe convertirlo in quello più dimesso «Le notizie confuse con le invenzioni». La pubblicazione delle presunte intercettazioni, senza virgolette e quindi non testuali, delle telefonate fra il presidente Giorgio Napolitano e l´ex ministro Nicola Mancino in ordine alla presunta trattativa fra lo Stato e la mafia, inaugura un genere tanto inedito quanto inattendibile. Quello delle rivelazioni impossibili. O peggio, delle rivelazioni incontrollate e incontrollabili. Le rivelazioni-patacca. Nei rischi del nostro imprevedibile mestiere, può capitare a volte – per fretta o trascuratezza – di dare notizie inesatte, infondate, non veritiere. E in genere, quando un errore viene commesso in buona fede, si usa farne pubblica ammenda. Ma qui il caso è tutto affatto diverso: senza voler giudicare la deontologia professionale di nessuno, siamo di fronte a un modello di giornalismo dichiaratamente immaginifico, ipotetico, fantasioso. Un giornalismo al di fuori della realtà. Lo «scoop» fasullo del settimanale mondadoriano dischiude …

"Il giornalismo dei falsi d'autore", di Giovanni Valentini

Sotto la direzione del fondatore, Lamberto Sechi, un tempo «Panorama» si fregiava dello slogan «I fatti separati dalle opinioni». Con minori pretese, oggi il settimanale della Mondadori berlusconiana potrebbe convertirlo in quello più dimesso «Le notizie confuse con le invenzioni». La pubblicazione delle presunte intercettazioni, senza virgolette e quindi non testuali, delle telefonate fra il presidente Giorgio Napolitano e l´ex ministro Nicola Mancino in ordine alla presunta trattativa fra lo Stato e la mafia, inaugura un genere tanto inedito quanto inattendibile. Quello delle rivelazioni impossibili. O peggio, delle rivelazioni incontrollate e incontrollabili. Le rivelazioni-patacca. Nei rischi del nostro imprevedibile mestiere, può capitare a volte – per fretta o trascuratezza – di dare notizie inesatte, infondate, non veritiere. E in genere, quando un errore viene commesso in buona fede, si usa farne pubblica ammenda. Ma qui il caso è tutto affatto diverso: senza voler giudicare la deontologia professionale di nessuno, siamo di fronte a un modello di giornalismo dichiaratamente immaginifico, ipotetico, fantasioso. Un giornalismo al di fuori della realtà. Lo «scoop» fasullo del settimanale mondadoriano dischiude …