Tutti gli articoli relativi a: attualità

"Allarme spread: sfondati i 525 punti"

Borse in picchiata, Piazza Affari -3,1%. Euro ai minimi sul dollaro e sullo yen. Alta tensione sui titoli di Stato. Da Fmi e Germania no a nuovi aiuti o a proroghe per la Grecia milano E’ già un lunedì nero. Le Borse europee crollano e gli spread di Italia e Spagna schizzano a livelli record. Milano (-3,1%) e Madrid (-3,5%) segnano i maggiori ribassi, con le banche in picchiata. Avvio in rosso anche per Londra, Parigi e Francoforte. E dopo il venerdì nero è ancora tensione sui titoli di Stato: il differenziale tra il Btp e il Bund tedesco ha sfondato questa mattina i 525 punti facendo salire ancora il rendimento dei titoli decennali italiani. Male anche i Bonos spagnoli: spread addirittura oltre quota 640 punti con il rendimento che tocca un nuovo record oltre il 7,5% . Le piazze asiatiche hanno chiuso in rosso. L’euro è sceso sotto la soglia psicologica di 1,21 dollari, per la prima volta dal giugno 2010, e sotto i 95 yen, come non succedeva da 11 anni. La moneta …

"Ecco come i super ricchi del Pianeta sottraggono al fisco 21mila miliardi", di Roberto Mania

Super ricchi oppure super evasori. Qualche volta, più rozzamente, super delinquenti globali. Perché c’è una manciata di persone di tutto il mondo che ha depositato nei paradisi fiscali qualcosa come 21 mila miliardi circa di dollari americani. È una cifra impressionante, stratosferica. È una somma pari al Pil prodotto negli Stati Uniti e a quello giapponese messi insieme, due tra i paesi più ricchi del Pianeta. Sono soldi sottratti al fisco, qualunque esso sia; soldi tolti agli investimenti produttivi e al lavoro; soldi molto spesso frutto di operazioni di riciclaggio della criminalità organizzata o del terrorismo internazionale. Sono soldi che arrivano da tante parti ma che si fermano nei cosiddetti paradisi fiscali, dalle Isole Cayman alla Liberia, con una identica principale motivazione: non pagare le tasse, o pagarne molto meno del dovuto. Sono soldi che per tante ragioni “devono” restare nascosti nei forzieri off-shore. Tanto chi li possiede se li può godere ugualmente, grazie a una rete di complicità che vede le banche (le stesse che dai subprime hanno generato la crisi) principali protagoniste insieme …

"In busta paga solo 29 euro in più di dieci anni", di Valerio Raspelli

Ventinove euro. È l’aumento reale netto degli stipendi dei lavoratori dipendenti italiani. Ma non l’hanno avuto in un mese e neanche in un anno: la cifra si riferisce a ben dieci anni, quelli che vanno dal 2000 al 2010. Altro che moderazione salariale. L’ingresso nel nuovo Millennio dei lavoratori italiani è stato all’insegna di una fortissima austerità, a scorrere le tabelle contenute nella relazione annuale della Banca d’Italia. I dati forniti da Palazzo Koch sono stati elaborati dall’Adnkronos che è arrivata a conclusioni amarissime: le retribuzioni medie reali nette sono passate nel decennio da 1.410 a 1.439 euro, con un incremento del 2%. Decisamente risibile. Le cause sono diverse: la principale è la crisi finanziaria ed economica iniziata nel 2007 e tuttora viva e vegeta. Si pensi soltanto che, secondo le rilevazioni biennali, nel 2006 (quindi prima della crisi) le retribuzioni medie arrivavano a 1489 euro: due anni dopo si attestavano a 1.442 euro, quattro anni dopo nel 2010 scendevano a 1.439 con un calo secco di 50 euro, ovvero del 3,3%. Ha pesato anche …

"Una sola strada da percorrere", di Tito Boeri

Se c’è qualcosa di utile nell’escalation della crisi, questo è l’avere mostrato che le misure adottate al vertice europeo del 29 giugno non sono in grado di evitare il peggio. La Spagna, come candidamente riconosciuto dal governo, a queste condizioni non è in grado di finanziare il suo debito pubblico. L’Italia è messa meglio perché grazie all’azione del governo Monti è oggi percepita meno a rischio della Spagna ed ha gestito meglio le sue aste di titoli. Ma è chiaro che uno spread che non solo non si riduce, ma addirittura si allarga, nonostante una manovra di più di 80 miliardi, è socialmente insostenibile e neanche troppo alla lunga. È bene esserne consapevoli: lo scudo antispread accolto in Italia trionfalmente non può funzionare. Non tanto perché la Corte Costituzionale tedesca si pronuncerà a riguardo a settembre, quanto perché non ha la potenza di fuoco per invertire le aspettative dei mercati. Il nuovo fondo ha in dotazione solo 60 miliardi in più di quello già esistente. Anche quando il nuovo fondo diventasse operativo, sarebbe un invito …

"Donne senza lavoro, l'Italia discrimina e invecchia d più", di Carlo Buttaroni*

È una donna il nuovo amministratore delegato di Yahoo: Marissa Mayer. Al colosso americano, che ha una struttura localizzata in 25 paesi e fornisce servizi internet in 20 lingue diverse, è arrivata dopo essere stata vicepresidente di Google. È anche giovane. Ha appena 37 anni e Forbes l’ha inserita tra le 50 donne più potenti del mondo. Giovane, donna e incinta di un maschietto che nascerà a ottobre. Bastano queste caratteristiche per collocare la storia della Mayer a una distanza siderale rispetto a quanto accade normalmente nel nostro paese. La Mayer ha comunicato la sua gravidanza al board di Yahoo, insieme all’intenzione di prendere un breve periodo di maternità e ha precisato «nessuno ha mosso obiezioni e ha manifestato perplessità». Cose dell’altro mondo. Già, perché in Italia le donne sono spesso costrette, al momento dell’assunzione, a firmare in bianco le proprie dimissioni in caso di una gravidanza. Un licenziamento camuffato da dimissioni. Una spada di Damocle permanente. Un ricatto al quale le donne sono sottoposte, strette tra la scelta di avere un figlio o conservare …

"Dalla carne alla mozzarella Camorra food spa serve a tavola", di Roberto Saviano

Mozzarelle, zucchero, burro, caffè, pane, latte, carne, acqua minerale, biscotti, banane, pesce. Difficile ammettere che quando andiamo a fare la spesa rischiamo di finanziare le organizzazioni criminali. Eppure è così. Il paniere della camorra, di Cosa Nostra, della ‘ndrangheta tocca la giornata tipo di un comune cittadino. Ogni gesto, dal primo che compiamo al mattino sino alla cena, può far arricchire i clan a nostra insaputa. Per comprendere come ogni passaggio possa esser dominato dai clan, basta descrivere una giornata. Si inizia dal bar. Il caffè in molti territori è monopolio dei boss. A volte ne gestiscono la produzione, altre solo la distribuzione. Esempio: il clan Mallardo di Giugliano imponeva ai bar di comprare il caffè Seddio prodotto da una ditta intestata ai D’Alterio, nipoti del boss Feliciano Mallardo. L’operazione della Guardia di finanza “Caffè macchiato” del 2011 ha mostrato che l’imposizione del caffè Seddio era di tipo estorsivo ma ha anche svelato l’esistenza di un vero e proprio accordo tra il clan Mallardo e i vertici dei Casalesi, che consentivano l’espansione degli interessi dei …

"La rivincita dell'albero degli zoccoli nel cuore della Bassa Bergamasca", di Michele Brambilla

«L’albero degli zoccoli» è un film del 1978 diretto da Ermanno Olmi, vincitore della Palma d’oro al 31º Festival di Cannes. Il film fu girato nel dialetto bergamasco della zona in cui l’opera è ambientata (il film è stato girato prevalentemente nella pianura compresa tra i comuni di Martinengo, Palosco, Cividate al Piano, Mornico al Serio, Cortenuova e principalmente Treviglio) e fu poi doppiato in italiano dagli stessi attori per la distribuzione italiana. Notevole è la perfetta corrispondenza tra l’ideologia e il linguaggio. Tutti gli attori sono contadini e gente della campagna bergamasca senza alcuna precedente esperienza di recitazione. In una cascina di pianura a Palosco (nella campagna bergamasca), tra l’autunno 1897 e la primavera 1898, vivono 4 famiglie di contadini. Minek (Domenico), un bimbo di 6 anni sveglio ed intelligente, deve fare 6 chilometri per andare a scuola. Un giorno torna a casa con uno zoccolo rotto. Non avendo soldi per comprare un nuovo paio di scarpe, il padre Batistì decide di tagliare di nascosto un albero per fare un nuovo paio di zoccoli …