""Generazione senza", viaggio tra i giovani del lavoro perduto", di Paolo Griseri e Sara Strippoli
Salteranno un giro. Al loro arrivo in stazione, il treno del lavoro non passa più: banchina deserta, sterpaglie tra i binari. Saranno giovani assistiti, ex precari, una generazione non arruolata, jobless, come dicono gli inglesi. Una generazione senza. Costretti a galleggiare tra una sovvenzione e l’aiuto di amici, genitori, parenti. I più fortunati a sperare nell’eredità. Con le mani in mano. Travolti da una catena. Qualche volta, per fortuna, salvati da un’imprevista rete di solidarietà. Perché le loro storie sono uno scandalo, gridano vendetta. Antonia, per esempio, si è salvata. Ma per miracolo. Trentenne, licenziata dal panificio industriale dove lavorava come operaia generica perché era rimasta a casa a curare la bambina malata di leucemia: quando il lavoro scarseggia sono lussi che nessuno si può permettere. A salvarla sono state le donne di Volvera, zona industriale di Torino, una della capitali della disoccupazione giovanile nell’ex ricco Nord. Hanno bloccato i carabinieri che stavano per sfrattarla. Quante Antonia ci sono nell’hinterland di Torino? Tante perché, dicono le cifre, Torino è la provincia del Nord dove il …
